Yemen: la coalizione colpisce Sana’a

Pubblicato il 18 novembre 2021 alle 8:14 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione internazionale a guida saudita ha condotto raid aerei, nella notte tra il 17 e il 18 novembre, contro la capitale yemenita Sanaa, prendendo di mira magazzini e centri per la produzione di armi appartenenti alle milizie di ribelli Houthi.

A riferirlo sono state fonti dell’emittente al-Arabiya, le quali hanno specificato che gli attacchi aerei hanno provocato violente esplosioni e che nel mirino delle forze della coalizione vi è stata anche la base aerea di al-Daylami. A detta delle medesime fonti, poi, gli aerei dell’alleanza internazionale hanno colpito un sito, definito segreto, presumibilmente impiegato da esperti iraniani appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica e da esponenti del gruppo paramilitare sciita Hezbollah, i quali si pensa forniscano assistenza ai ribelli Houthi per condurre attacchi contro i territori sauditi.

La notizia diffusa da al-Arabiya è giunta mentre la coalizione stessa ha annunciato, nelle prime ore di giovedì 18 novembre, di aver condotto un’operazione su vasta scala contro i territori yemeniti, dopo che le proprie forze hanno intercettato e distrutto un drone lanciato, presumibilmente dai ribelli Houthi, contro l’aeroporto internazionale di Abha, situato nel Sud del Regno saudita. A tal proposito, l’alleanza guidata da Riad ha riferito di stare adottando tutte le misure operative necessarie a far fronte ad attacchi transfrontalieri definiti ostili e, in particolare, ha dichiarato di aver preso di mira obiettivi militari nelle province yemenite di Sanaa, Dhamar, Saada e al-Jawf, distruggendo depositi di missili balistici, droni e sistemi di comunicazione del gruppo sciita.

Gli attacchi aerei della coalizione continuano a interessare anche Ma’rib, regione situata a circa 120 chilometri a Est di Sanaa, oggetto di una violenta offensiva, lanciata dai ribelli nel mese di febbraio scorso. A tal proposito, stando a quanto riferito il 17 novembre, nell’arco di 24 ore sono stati perpetrate 29 operazioni contro Ma’rib e al-Bayda’, che hanno provocato la morte di circa 90 combattenti sciiti e la distruzione di un sistema di difesa aerea appartenente agli Houthi. Tra le località maggiormente colpite nelle ultime ore vi è al-Sawad, sul fronte di Dhanna. Nel frattempo, le forze dell’esercito nazionale yemenita, sostenuto altresì da tribù e gruppi di resistenza locali, hanno continuato a scontrarsi presso i fronti meridionali di Ma’rib.

Gli Houthi, dal canto loro, sono stati accusati di aver bombardato, il 17 novembre, un accampamento nel distretto di al-Rahma, per mezzo di missili balistici. Tale luogo, situato nel Sud di Ma’rib, stando a quanto riferito da fonti locali, ospita circa 298 famiglie di sfollati yemeniti. L’unità esecutiva per la gestione dei campi profughi ha condannato con la massima fermezza l’attacco, sottolineando come le milizie Houthi sembrino non preoccuparsi della vita e della sicurezza di centinaia di bambini e donne. Alla luce di ciò, la comunità internazionale e le Nazioni Unite sono state esortate a esercitare pressione sul gruppo sciita, affinchè ponga fine ai propri attacchi sistematici contro le località che ospitano gli sfollati yemeniti interni, e impedisca nuove ondate di sfollamento.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, 55.000 civili sono stati costretti a sfollare, nel periodo che va dal primo gennaio al 3 settembre 2021 nel solo governatorato di Ma’rib. Da parte sua, il governo yemenita, il 22 ottobre, ha nuovamente messo in guardia da una “imminente tragedia umanitaria”, provocata dalla seconda e terza ondata di sfollamento a Marib e Shabwa, a sua volta conseguenza dei bombardamenti e della crescente escalation. Stando a quanto riportato dal ministro dell’Informazione yemenita, Moammar al-Eryani, il numero di famiglie sfollate nei distretti di Harib, al-Juba e al-Rahba, nel governatorato di Marib, e nei distretti di Bayhan, Ain, e Asilan a Shabwa, ha raggiunto quota 3.011, per un totale di 20.284 sfollati. Come evidenziato dal medesimo ministro, Ma’rib ospita oltre due milioni di sfollati, che costituiscono il 7,5% della popolazione totale dello Yemen.

Alcuni credono che proprio la regione di Ma’rib possa costituire la chiave per risolvere il più ampio conflitto civile in Yemen. Oltre ad essere l’ultima roccaforte delle forze filogovernative nel Nord dello Yemen, Ma’rib rappresenta una regione strategica, ricca di risorse petrolifere, la quale costituisce una porta d’accesso verso Sana’a, che consentirebbe ai ribelli di consolidare in parte i progetti auspicati nello Yemen settentrionale. Alla luce di ciò, il governatorato è considerato dal gruppo sciita una “carta vincente” da ottenere prima di avviare eventuali negoziati di pace.

L’offensiva lanciata a febbraio contro Ma’rib si inserisce nel quadro del più ampio conflitto civile yemenita, il quale ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato degli Houthi del 21 settembre 2014. Da allora, ad affrontarsi sui fronti di combattimento in Yemen vi sono, da un lato, i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e, dall’altro lato, le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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