USA riconoscono la necessità di modernizzazione militare della Turchia

Pubblicato il 18 novembre 2021 alle 10:35 in Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno riconosciuto la necessità della Turchia di modernizzare i propri asset militari. È quanto ha affermato l’assistente al Segretario della Difesa per la Sicurezza Internazionale, Laurea Cooper, la quale ha sottolineato la cooperazione tra i due Paesi nel Mar Nero.

Il 17 novembre, la Turchia e gli Stati Uniti hanno avviato colloqui di alto livello tra le rispettive delegazioni militari in merito all’acquisizione, da parte di Ankara, di 40 jet da guerra F-16 e di 80 kit di modernizzazione, il 17 novembre a Washington. Secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa turco, l’incontro si è svolto in un’atmosfera positiva e costruttiva. Le due delegazioni, dopo aver affrontato anche questioni bilaterali e relative alla sicurezza regionale, hanno deciso che il prossimo meeting si terrà in Turchia, senza tuttavia indicare una data precisa.

La vendita dei 40 F-16 rappresenterebbe un risarcimento verso la Turchia, che aveva ordinato più di 100 jet F-35, pagando 1,4 miliardi di dollari, senza mai riceverli perché rimossa dal programma nel 2019 dall’ex presidente Donald Trump, dopo aver acquisito i sistemi di difesa missilistica russi S-400. Il 14 dicembre del 2020, gli Stati Uniti hanno altresì imposto sanzioni contro Ankara per l’acquisto del sistema russo. Per tutta risposta, la Turchia ha lanciato nuovi programmi di sviluppo di armamenti, prodotti interamente nel Paese. Alcuni di questi sono stati svelati durante la Fiera dell’Industria della Difesa Internazionale del 2021, che si è tenuta dal 17 al 20 agosto presso il Tuyap Fair Convention & Congress Center di Istanbul. Un modello in scala reale di un caccia stealth di quinta generazione turco, noto come TF, è stato mostrato in tale occasione.

Nel caso in cui la vendita degli F-16 non dovesse andare in porto, la Turchia valuterà l’acquisto di jet da guerra russi Su-35 e Su-57, hanno riportato alcuni ufficiali di Ankara. I colloqui del 17 novembre seguono un meeting tra le delegazioni militari dei due Paesi, svoltosi ad Ankara il 27 ottobre scorso. Durante il G20 a Roma, il 30-31 ottobre scorso, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha sollevato la questione con la controparte americana, Joe Biden, il quale ha mostrato un approccio positivo, secondo quanto riportato dal leader turco. Tuttavia, qualsiasi vendita militare da parte di Washington ad Ankara dovrà essere approvata dal Congresso americano, in seno al quale ci sono diverse posizioni anti-turche sulla questione.

Il 13 settembre 2017, la Turchia ha firmato un accordo con la Russia per l’acquisto del sistema di difesa missilistico S-400. Essendo Ankara un membro della NATO, gli armamenti russi non sono compatibili con quelli dell’alleanza e, inoltre, la Turchia ha il divieto di schierare un sistema del genere ai confini con l’Armenia, il Mar Egeo e la Grecia, che costituiscono i territori di confine della NATO. L’installazione del sistema S-400 russo nel territorio di uno Stato membro dell’Alleanza atlantica permetterà inoltre alla Russia di accedere a strutture e informazioni riservate, facendo acquisire a Mosca un vantaggio strategico.

Sempre il 17 novembre, Mosca e Ankara hanno concordato di non rivelare dettagli sulla produzione congiunta delle unità di difesa aerea S-400. “Per quanto riguarda la produzione di componenti per l’S-400, con la controparte russa abbiamo concordato di non rilasciare ancora alcuna dichiarazione sulla questione e di non condividere i dettagli. Pertanto, non dirò nulla al riguardo”, ha riferito Erdogan, osservando che si tratta di una questione “sensibile” per i due Paesi.

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Sofia Cecinini

di Redazione