Tensioni tra Seoul e Tokyo al vertice USA-Giappone-Corea del Sud

Pubblicato il 18 novembre 2021 alle 18:35 in Corea del Sud Giappone

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La vice segretaria di Stato degli USA, Wendy Sherman, ha incontrato il primo vice ministro degli Esteri Sud-coreano, Choi Jong-kun, e il vice ministro degli Esteri giapponese Takeo Mori, il 17 novembre. Sherman ha parlato di “colloqui costruttivi” nonostante “divergenze bilaterali” tra Tokyo e Seoul che hanno portato le sue due controparti asiatiche a non partecipare alla conferenza stampa programmata a fine incontro.

Rivolgendosi ai giornalisti dopo l’incontro durato tre ore, Sherman ha affermato che i colloqui sono stati “costruttivi e significativi”. I tre funzionari hanno parlato della libertà di navigazione e di sorvolo nel Mar Cinese Meridionale, dell’impegno dei tre Paesi nel promuovere i valori democratici e i diritti umani e hanno ribadito il loro impegno per mantenere la regione indo-pacifica inclusiva, libera, pacifica, stabile e aperta.

Sherman ha però iniziato la conferenza stampa osservando che: “Come accade da tempo, ci sono alcune differenze bilaterali tra il Giappone e la Repubblica di Corea che continuano a essere irrisolte”. Sherman non ha però detto cosa avesse impedito lo svolgimento della conferenza stampa congiunta programmata nello specifico. Sherman ha aggiunto che l’incontro ha comunque dimostrato che il formato dei colloqui trilaterali tra i tre Paesi è “importante e potente”.

Il portavoce dell’ambasciata giapponese, Masashi Mizobuchi, ha affermato che il vice ministro degli Esteri giapponese si è ritirato dalla conferenza stampa con i suoi omologhi per una disputa territoriale tra i due alleati asiatici degli Stati Uniti. Il portavoce ha poi specificato che il Giappone ha presentato una protesta alla Corea del Sud, il 16 novembre, per una visita del capo della polizia Sud-coreana agli isolotti contesi tra i due Paesi, noti come Takeshima in Giappone e Dkdo in Corea del Sud.  “In queste circostanze, abbiamo deciso che non è appropriato tenere una conferenza stampa congiunta”, ha comunicato Mizobuchi in un’e-mail.

Choi ha detto ai giornalisti a Washington che la parte giapponese li aveva informati della sua decisione di non partecipare alla conferenza stampa poco prima dell’inizio dei colloqui trilaterali. Un portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Corea del Sud ha affermato di non avere nulla da aggiungere alle osservazioni di Choi, ma che la posizione di Seoul rimane invariata sul fatto che Dokdo sia un territorio del proprio Paese “storicamente, geograficamente e secondo il diritto internazionale”.

Più comunemente, tali territori sono chiamati rocce di Liancourt e sono un gruppo di isolotti nel Mar del Giappone, anche detto Mar Orientale, che coprono 0,18 km2 e sono oggetto di disputa tra Tokyo e Seoul dal 1945, quando la Corea del Sud ottenne l’indipendenza dal Giappone. Ad oggi, tali territori sono amministrati de facto dalla Corea del Sud e le isole sono abitate da una sola persona. Oltre a questo, nonostante le parti siano entrambe alleati chiave degli Stati Uniti e abbiano un interesse condiviso per la denuclearizzazione della Corea del Nord, sono in disaccordo sulle questioni della “schiavitù sessuale” perpetrata in tempo di guerra dal Giappone e dei lavoratori Sud-coreani che erano stati costretti a lavorare nelle miniere e fabbriche giapponesi prima e durante la seconda guerra mondiale.

Già il 13 giugno scorso, era saltato un incontro a margine del G7 tra l’allora premier giapponese, Yoshihide Suga, e il presidente Sud-coreano, Moon Jae-in. In tale occasione, la decisione di annullare l’incontro era stata motivata con problemi organizzativi ma alcuni osservatori avevano fatto notare che Seoul aveva programmato esercitazioni nelle isole contese il 15 giugno successivo, attirando critiche giapponesi.

di Redazione