Emirati Arabi Uniti: occhi puntati all’industria della difesa, cooperando con Israele

Pubblicato il 18 novembre 2021 alle 16:32 in Emirati Arabi Uniti Israele

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Il più grande salone aeronautico ospitato dagli Emirati Arabi Uniti (UAE), Dubai Airshow 2021, è stato occasione per mettere in luce l’intenzione di Abu Dhabi di sviluppare l’industria bellica locale, al fine di ridurre le importazioni dall’estero. Nel corso del medesimo evento, gli UAE hanno raggiunto un accordo “strategico” con Israele per la costruzione di navi senza equipaggio, in grado di condurre guerre sottomarine.

Tale notizia è giunta oggi, giovedì 18 novembre, ultimo giorno dell’esposizione che ha avuto inizio il 14 novembre e che ha visto presentati circa 1200 espositori provenienti dai oltre 20 Paesi, con uno schieramento di almeno 160 aerei in vetrina. L’accordo con Tel Aviv è stato siglato dal conglomerato statale emiratino EDGE, attivo nel settore della difesa, e Israel Aerospace Industries (IAI), considerata la principale industria aeronautica di Israele. In una dichiarazione congiunta, le due aziende hanno affermato che progetteranno le navi di servizio senza equipaggio modulari avanzate “170 M”, che potrebbero essere utilizzate sia per scopi militari sia commerciali.

Tali imbarcazioni sono in grado di operare in autonomia parziale o completa e di svolgere missioni quali il rilevamento di sottomarini e la lotta antisommergibile. La Abu Dhabi Ship Building (ADSB) progetterà la piattaforma e integrerà i sistemi di controllo e il carico utile, mentre IAI svilupperà il sistema di controllo autonomo e vi integrerà il carico utile. “Questi sviluppi ci apriranno molte porte nei mercati locali e globali, sia militari sia commerciali”, ha affermato l’amministratore delegato di EDGE, Faisal al-Bannai. Per quanto riguarda l’ambito difensivo, le 170 M potranno essere impiegate per operazioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione, rilevamento di mine e sminamento, oltre che come piattaforma di dispiegamento per alcuni tipi di aerei. A livello commerciale, tra le diverse funzionalità, l’imbarcazione potrà essere utilizzata, con le opportune modifiche, per attività di esplorazione di gas e petrolio.

Sino ad ora, non è stata svelata la cifra destinata al progetto, né la possibile data di inizio delle attività di produzione. Ad ogni modo, il contratto del 18 novembre si inserisce nel quadro delle crescenti relazioni tra Israele e UAE, dopo che questi hanno normalizzato le proprie relazioni diplomatiche attraverso gli accordi di Abramo, siglati alla Casa Bianca il 15 settembre 2020. È in base a tale intesa che gli USA si sarebbero detti disposti a vendere aerei da guerra F-35 ad Abu Dhabi, mentre già a marzo scorso IAI aveva riferito che avrebbe sviluppato un sistema di difesa di droni di tipo avanzato congiuntamente con EDGE.

Quest’ultima è un’azienda fondata da circa due anni, ma Faisal al-Bannai ha affermato che sono diversi i traguardi raggiunti in termini di tecnologia autonoma, guerra elettronica e armi intelligenti. In tale quadro, nel corso del Dubai Airshow, due unità del conglomerato si sono aggiudicate contratti per una cifra totale pari all’incirca a 3,8 miliardi di dollari. In particolare, l’ente per soluzioni aeronautiche Gal fornirà alle unità dell’aeronautica e della difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti (AFAD) servizi di supporto specializzati, nonché manutenzione, riparazione e revisione di attrezzatura militare. L’unità Group Halcon, che produce armi a guida di precisione, si è aggiudicata un contratto del valore di 3,2 miliardi di dirham per fornire alle forze armate la gamma di munizioni Thunder e Desert Sting. Durante il salone, poi, Edge Group ha presentato i suoi nuovi droni a decollo e atterraggio verticale QX-5 e QX-6 e il sistema di munizioni a guida di precisione soprannominato Rash 2-H.

Secondo alcuni, gli UAE sono consapevoli dell’importanza dell’industria della difesa avanzata per attirare investimenti e promuovere sviluppo, ed è per questo che stanno provando a trasferire processi di produzione avanzati all’interno del Paese, stringendo partnership con aziende straniere. Khalid al-Breiki, a capo di uno dei cinque gruppi del consorzio EDGE, che riunisce 25 aziende, ha anch’egli rivelato la volontà degli Emirati di sviluppare “capacità nazionali” e, a parer suo, lo stesso EDGE è indice della maturità raggiunta dall’industria della difesa emiratina. Il consorzio è stato la prima società del Medio Oriente a classificarsi tra le prime 25 aziende militari del mondo lo scorso anno, con un fatturato lordo di oltre 5 miliardi di dollari, secondo lo Stockholm International Peace Research Institute.

“Ci siamo resi conto che dovevamo riunire le nostre capacità sotto lo stesso tetto per concentrarci su ciò che vogliamo produrre e fornire assistenza nel Paese, e ora possiamo diventare globali”, ha detto Breiki, aggiungendo: “Abbiamo una mentalità da start-up, ma con un’economia di scala”. Il gruppo conta 13.000 dipendenti “provenienti da tutto il mondo”, ma l’intento è di assumere un maggior numero di cittadini emiratini, puntando a stringere accordi con le università del Paese o all’estero. Ciò è in linea con la strategia di “Emiratizzazione” promossa dal Paese, volta a incrementare il numero di opportunità di lavoro per cittadini locali, in un Paese in cui la popolazione straniera supera quella emiratina secondo un rapporto pari a circa nove a uno. I contratti di EDGE si sono moltiplicati nell’ultimo periodo, e riguardano, per la maggior parte, il governo degli Emirati Arabi Uniti. Accordi particolarmente redditizi hanno incluso la manutenzione di jet militari, per un valore di quasi 4 miliardi di dollari, e forniture di munizioni guidate, per 880 milioni.

Come i vicini saudita e qatariota, gli UAE sono tra i principali importatori di armi al mondo e stanno cercando di diversificare la propria economia. Nell’industria della difesa, ciò avviene attraverso “compensazioni”, che richiedono ai produttori di difesa di investire in Paesi che importano attrezzature da loro. “Abbiamo 20 prodotti realizzati nell’ambito dell’iniziativa “Made in the UAE” e 13 nuovi prodotti annunciati quest’anno”, ha affermato Breiki, secondo cui, sebbene vi siano capacità a livello locale, Abu Dhabi necessita ancora di partner esterni. La stessa EDGE ha firmato diversi accordi con partner stranieri, tra cui le aziende statunitensi Lockheed Martin e Raytheon, e la brasiliana Embraer. Breiki ha infine fatto riferimento a “partnership strategiche” con alcune aziende “dove acquistano da noi e vendono per noi”.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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