Siria: missili contro il Sud di Damasco, Israele sotto accusa

Pubblicato il 17 novembre 2021 alle 7:54 in Israele Siria

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Israele è stato accusato di aver perpetrato un nuovo attacco missilistico contro il Sud di Damasco, capitale siriana. Sino ad ora, non sono state registrate vittime.

La notizia è stata riportata, mercoledì 17 novembre, dall’agenzia di stampa siriana filogovernativa, SANA, la quale ha riferito che “l’entità di occupazione israeliana” ha preso di mira alcuni edifici vuoi situati nel Sud di Damasco. A detta di fonti locali, l’attacco è stato perpetrato intorno alle 12:45, ora locale, nella notte tra il 16 e il 17 novembre. In particolare, sarebbero stati due i missili lanciati dalle forze israeliane, dai territori del Golan Siriano. Uno dei missili, hanno aggiunto le medesime fonti, è stato abbattuto, senza provocare perdite.

Come specificato da al-Jazeera, si tratta del secondo attacco attribuito a Israele condotto in meno di dieci giorni. L’ultimo è stato perpetrato l’8 novembre scorso, quando diversi missili, lanciati dal Nord di Beirut, hanno preso di mira una serie di postazioni situate nel centro e sulla costa siriana, ma sono stati per la maggior parte intercettati e abbattuti dalle forze di difesa aerea siriana. Ad ogni modo, a detta di fonti locali, due soldati, di cui non è stata specificata la nazionalità, sono rimasti feriti, mentre sono stati altresì riportati danni materiali. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), centro di monitoraggio con sede a Londra, ha poi specificato che i missili provenienti dallo spazio aereo settentrionale libanese sono precipitati nell’area rurale Sud-orientale di Homs, nei pressi di una caserma militare e di un centro di comando di una rilevante formazione militare siriana. Un altro punto che risulta essere stato colpito è poi la base aerea di al-Shayrat, dove si pensa che siano stati trasferiti droni di fabbricazione iraniana. Come specificato dall’Osservatorio, si tratta di località che ospitano gruppi armati affiliati all’Iran e al gruppo paramilitare sciita libanese, Hezbollah.

In realtà, è dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, Iran ed Hezbollah in primis, considerati una minaccia per la propria sicurezza. Nell’ultimo anno, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco.

A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

Dal canto loro, nel mese di ottobre scorso, le milizie affiliate all’Iran hanno messo in guardia da una violenta risposta alle aggressioni di Israele. Tale dichiarazione è giunta dopo che, il 13 ottobre, almeno un soldato siriano e altri 3 combattenti di gruppi filoiraniani sono rimasti vittima di un attacco aereo, presumibilmente condotto da Israele, nei pressi della città di Palmira, situata nel governatorato di Homs, nella Siria centrale.

Il tutto si colloca nel quadro del più ampio conflitto civile in Siria, scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah. Sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione