Russia-Iran: colloqui telefonici tra Putin e Raisi

Pubblicato il 17 novembre 2021 alle 6:58 in Iran Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha tenuto, martedì 16 novembre, colloqui telefonici con l’omologo iraniano, Ebrahim Raisi. I due leader hanno discusso di temi di cooperazione bilaterale, tra cui l’attuazione di grandi progetti di investimento congiunto, dell’interazione nella lotta contro il Covid-19, della situazione in Afghanistan e del Joint Comprehensive Plan Of Action (JCPOA), altresì noto come accordo sul nucleare iraniano.

A riferirlo, il medesimo martedì, è stato il sito web ufficiale del Cremlino. In particolare, Putin ha espresso la speranza che i colloqui sul JCPOA, previsti per la fine di novembre a Vienna, si svolgano in uno spirito costruttivo. I capi di Stato della Federazione Russa e dell’Iran hanno parlato anche della situazione in Siria, dove gli sforzi bilaterali ben coordinati hanno permesso di neutralizzare le forze terroristiche. Entrambe le parti hanno espresso la loro disposizione per un ulteriore coordinamento sulla questione siriana, anche nel quadro del formato di Astana.

Discutendo della situazione in Afghanistan, le parti hanno affermato di essere pronte ad adottare sforzi congiunti per garantire la stabilizzazione del Paese. Il presidente russo ha annunciato che, nel prossimo futuro, Mosca consegnerà aiuti umanitari a Kabul che includeranno cibo e beni di prima necessità. Sono stati altresì affrontati gli ultimi sviluppi nel Nagorno-Karabakh, dove le tensioni tra Armenia e Azerbaigian sono tornate a salire a partire dal 14 novembre. Putin ha sottolineato che la parte russa si impegnerà ad adottare misure per garantire il cessate il fuoco, per sbloccare i collegamenti economici e di trasporto, nonché per stabilire una vita pacifica nella regione. Infine, i due capi di Stato hanno concordato di proseguire i contatti a vari livelli.

L’ultima conversazione telefonica tra Putin e Raisi è avvenuta il 14 settembre. Nel corso dei colloqui, le parti hanno concordato di rafforzare le relazioni russo-iraniane, definendole di carattere “reciprocamente vantaggioso” poiché toccano una pluralità di settori. Inoltre, Raisi e Putin hanno posto l’accento sullo sviluppo dei legami commerciali e sulla cooperazione bilaterale, nonché sul JCPOA.

Il Joint Comprehensive Plan of Action è stato firmato durante l’amministrazione dell’allora presidente USA, Barack Obama, il 14 luglio 2015, a Vienna, da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea. Questo prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani. L’8 maggio 2018, durante la presidenza di Donald Trump, Washington si è ritirata unilateralmente dall’accordo, imponendo nuove sanzioni contro Teheran che hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti.

In tale quadro, l’ultraconservatore Raisi ha più volte incolpato il suo predecessore, Hassan Rouhani, del fallimento dell’accordo, negoziato ed entrato in vigore sotto la sua guida. Rouhani aveva ripetutamente promesso che sarebbe riuscito a convincere gli Stati Uniti a revocare le sanzioni prima della fine del suo mandato, ma, il 14 luglio, ha ammesso che ciò non sarebbe stato possibile, considerato che i negoziati non si sarebbero conclusi prima della fine del suo mandato.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione