Nord Stream 2: la Russia adempirà alla normativa tedesca

Pubblicato il 17 novembre 2021 alle 15:25 in Germania Russia

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Il Cremlino ha commentato, mercoledì 17 novembre, la decisione del regolatore tedesco di sospendere la certificazione di Nord Stream 2 AG, affermando che non si tratta di una mossa “politicizzata”.

A riferirlo, è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa statale russa TASS. “In questo caso ci sono protocolli e norme europee da seguire. La società esercente è pronta a soddisfare tutti i requisiti della normativa vigente per poter avviare quanto prima il progetto”, ha affermato Peskov. Quest’ultimo ha spiegato che Mosca, fin dall’inizio, era consapevole che quello per la certificazione e l’approvazione ufficiale di Nord Stream 2 sarebbe stato “un processo piuttosto complicato”. Pertanto, a seguito dell’annuncio di Bnetza, Nord Stream 2 AG provvederà alla creazione di una nuova società che possa adempiere ai requisiti previsti. Inoltre, il portavoce del Cremlino ha ribadito che non vi è alcuna correlazione tra la crisi energetica del mercato europeo e il processo di approvazione di Nord Stream 2. “Si tratta di due processi che non sono interdipendenti”, sebbene entrambi rientrino nella sfera energetica, ha affermato Peskov.

Il giorno prima martedì, 16 novembre, il regolatore tedesco aveva disposto la temporanea sospensione della procedura di autorizzazione all’attivazione del gasdotto Nord Stream 2, che collega Russia e Germania attraverso il Mar Baltico. Secondo Bnetza, la certificazione di Nord Stream 2 AG, il consorzio che gestisce l’infrastruttura, può essere presa in considerazione solo se è “strutturato secondo la legge tedesca”. Di conseguenza, il processo di certificazione riprenderà quando l’operatore, con sede nella città svizzera di Zugo, trasferirà il capitale principale relativo al gasdotto alla proprietà di una controllata tedesca, ha affermato il regolatore. Dall’altra parte, Nord Stream 2 ha dichiarato di aver ricevuto la notifica sulla questione da parte del regolatore. “Non siamo in grado di commentare i dettagli della procedura, la sua possibile durata, nonché l’impatto che avrà sui tempi di messa in funzione del gasdotto”, ha dichiarato il consorzio che gestisce il progetto.

L’Europa, a partire dal mese di agosto, ha iniziato a registrare un’impennata dei prezzi di gas, ancora in corso, che ha provocato una crisi energetica nel mercato del blocco, mettendo a rischio l’approvvigionamento energetico dei Paesi UE durante il periodo invernale. Così come il 21 settembre, anche il 18 ottobre la società energetica russa Gazprom aveva annunciato che anche per il mese di novembre non avrebbe messo a disposizione la capacità aggiuntiva del gasdotto Yamal-Europa, che corre lungo il territorio della Polonia. In tal modo, Gazprom, per il secondo mese consecutivo, si è “rifiutato” di massimizzare le proprie vendite di gas verso il mercato europeo, mettendo a disposizione 31 milioni di metri cubi di gas al giorno, valore che rappresenta un terzo della capacità totale del gasdotto in questione.

A causa di ciò, la Russia è stata accusata di aver limitato le forniture di gas verso l’Europa con lo scopo di sfruttare la situazione di crisi per ottenere la rapida approvazione dell’UE del controverso gasdotto Nord Stream 2. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che il Paese è pronto a fornire più gas al continente. Inoltre, Gazprom ha riferito che le forniture verso l’UE si stanno avvicinando a volumi record e ha giustificato il carente approvvigionamento, che comunque è conforme ai contratti sottoscritti con il blocco, con il fatto di voler dare la precedenza al rifornimento degli impianti di stoccaggio del gas della Federazione. Tale mossa ha portato ad un incremento del 30% della fornitura di gas verso il mercato interno.

Analisti del Centro di ricerca Sova Capital hanno evidenziato che gli impianti europei di stoccaggio di gas, al momento, sono pieni solo per il 77%, rispetto al 95% nello stesso periodo del 2020. Anche i dati di Gazprom hanno messo in luce come le forniture di gas verso l’Europa siano diminuite nel mese di ottobre. Nel gennaio 2021, il colosso energetico russo aveva prenotato 15 milioni di metri cubi di capacità aggiuntiva attraverso l’Ucraina, ha riferito Reuters. Tuttavia, dal completamento del Nord Stream 2, Mosca ha iniziato ad esercitare pressioni energetiche sui regolatori europei al fine di ottenere l’approvazione del gasdotto.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti al mondo. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando la russa Gazprom e la Neste, una compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. L’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. Quindi, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1: partirà dalle coste della Russia, attraverserà il Mar Baltico, fino a giungere alla Germania. Nello specifico, il Nord Stream 2 attraverserà le Zone Economiche Esclusive (ZEE) di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione