L’Arabia Saudita creerà il più grande complesso industriale galleggiante al mondo

Pubblicato il 17 novembre 2021 alle 10:48 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha annunciato la creazione di “Oxagon”, il più grande complesso industriale galleggiante al mondo, situato a Neom, la città industriale futuristica in fase di costruzione, situata nel Nord-Ovest del Regno.

L’annuncio è giunto il 16 novembre. In particolare, l’erede al trono saudita, altresì presidente del consiglio di amministrazione di Neom, ha dichiarato che Oxagon rappresenta un’ulteriore fase del progetto più ampio relativo a Neom e, in linea con un altro complesso annunciato a gennaio scorso, “The line”, fornirà un nuovo modello per i futuri centri di produzione, volto a ridefinire i parametri secondo cui l’umanità vive e lavora. Parallelamente, “Oxagon sarà il catalizzatore per la crescita economica e la diversità a Neom e nel Regno” e contribuirà a raggiungere gli obiettivi stabiliti da Riad nella Saudi Vision 2030, la strategia di riforme volta a diversificare l’economia saudita e a renderla sempre più indipendente dai combustibili fossili. Come spiegato da bin Salman, poi, Oxagon verrà costruito “in armonia con la natura”, rispettando l’ambiente, e, più di tutto, fornirà opportunità di crescita per il mercato del lavoro saudita e per il settore commerciale.

Situato sul Mar Rosso, nei pressi del Canale di Suez, Oxagon diverrà un hub rilevante per il commercio globale, soprattutto se si considera che proprio in tale area passa circa il 13% dei flussi a livello internazionale. Motivo per cui, si prevede di dotare il complesso di tecnologia all’avanguardia, a livello sia portuale sia aeroportuale, così da renderlo uno dei punti di snodo tecnologicamente più avanzati al mondo. Inoltre, si tratterà di un “ecosistema portuale e di supply chain completamente integrato”, in cui porto, logistica e strutture di consegna ferroviaria saranno unificati, fornendo alti livelli di produttività con emissioni di carbonio nette pari a zero, e stabilendo parametri di riferimento globali nell’adozione della tecnologia e della sostenibilità ambientale.

La città di Neom e il complesso Oxagon saranno alimentati al 100% da energia pulita. “Sette settori costituiscono il nucleo dello sviluppo industriale di Oxagon” ha poi spiegato il principe ereditario, facendo riferimento a energia sostenibile, mobilità autonoma, innovazione delle risorse idriche, produzione alimentare sostenibile, salute e benessere, tecnologia e produzione digitale, comprese le telecomunicazioni, la tecnologia spaziale e la robotica, e, infine, moderni metodi di costruzione. Come precisato, all’interno del complesso sarà possibile spostarsi a piedi o tramite sistemi di mobilità alimentati a idrogeno. “L’industria sostenibile sarà costruita attorno alle comunità, riducendo al minimo i tempi di percorrenza e fornendo un’eccezionale vivibilità con la natura, perfettamente integrata nell’ambiente urbano”.

Al momento, stando a quanto riferito, lo sviluppo di Oxagon è a buon punto e sono in corso i progetti per i grandi impianti di produzione, tra cui il maggiore progetto di idrogeno verde al mondo, che coinvolge Air Products, ACWA Power e Neom, società unite all’interno di una venture tripartita. Si prevede che i primi “inquilini” potranno essere accolti a partire dall’inizio del 2022.  Nadhmi al-Nasr, amministratore delegato di Neom, ha dichiarato: “Attraverso Oxagon, ci sarà un cambiamento fondamentale nel modo in cui il mondo vedrà i centri di produzione. Ciò che ci incoraggia è vedere l’entusiasmo di alcuni dei nostri partner disposti ad avviare progetti a Oxagon. Questi pionieri del cambiamento stabiliranno fabbriche, sviluppate con le ultime tecnologie dell’intelligenza artificiale, per ottenere un salto significativo per quest’era della Quarta Rivoluzione Industriale. Come con The Line, Oxagon sarà una città cognitiva completa che fornirà un’eccezionale vivibilità per i suoi residenti”.

I primi abitanti di Neom, invece, potrebbero stabilirsi nella città futuristica nel 2024.  Annunciato nel 2017, Neom rappresenta “il gioiello della corona” del programma del principe ereditario. Il futuristico hub tecnologico incapsula gli elementi principali della “Vision 2030”, ma non sono mancate sfide e controversie, compreso lo scetticismo sulla fattibilità del progetto, dopo che gli sforzi volti a costruire zone franche economiche e finanziarie hanno faticato a decollare. Inoltre, l’omicidio di Jamal Khashoggi del 2018 e la repressione delle forme di dissenso in patria hanno rischiato di ostacolare gli sforzi del principe Mohammed tesi a vendere i suoi piani agli investitori. Al momento, sono circa 1.500 i dipendenti che vivono e lavorano nella città, ma i lavori di costruzione, a detta di al-Nasr, riguardano perlopiù “spostare sabbia, spostare montagne”, mentre si sta preparando la strada per l’infrastruttura che correrà sotto “The Line”, una città senza auto lunga 170 chilometri. Uno dei prossimi passi potrebbe essere l’approvazione dei regolamenti speciali che renderanno Neom una “zona franca”, con leggi diverse rispetto al resto dell’Arabia Saudita.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione