La Turchia arresta un uomo collegato all’assassinio del presidente di Haiti

Pubblicato il 17 novembre 2021 alle 9:16 in America centrale e Caraibi Turchia

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Le autorità turche hanno arrestato un uomo definito un sospettato di “grande interesse” nel caso sull’assassinio del presidente haitiano Jovenel Moise. Lo ha riferito il ministro degli Esteri di Haiti, Claude Joseph. L’uomo, il businessman Samir Handal, è stato arrestato all’aeroporto di Istanbul nella mattinata di lunedì 15 novembre. Era arrivato nella capitale turca per uno scalo mentre viaggiava dagli Stati Uniti alla Giordania.

“Ho appena avuto una conversazione telefonica con il ministro turco, il mio amico Mevlut Cavusoglu, per ringraziare la Turchia per l’arresto di Samir Handal, una persona di grande interesse nelle indagini sull’assassinio del presidente”, ha affermato il ministro Joseph su Twitter, senza fornire ulteriori dettagli e senza specificare se Haiti avrebbe chiesto l’estradizione dell’uomo.

L’agenzia di stampa turca Anadolu ha affermato che Handal era ricercato a seguito di un avviso dell’Interpol. Il sospettato è stato interrogato e funzionari del tribunale hanno emesso un ordine di custodia temporanea di 40 giorni su richiesta del Ministero della giustizia turco. È detenuto nella prigione di Maltepe, a Istanbul. Il ministero dell’Interno turco non ha risposto immediatamente alle richieste di commento sulla questione.

Il presidente haitiano Moise, ex uomo d’affari di 53 anni, entrato in carica nel 2017, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella sua residenza privata, il 7 luglio di quest’anno. Sua moglie è rimasta ferita nell’attacco. Un gruppo di mercenari colombiani è emerso come principale sospettato nell’omicidio, ma nessuno è stato ancora accusato o condannato in relazione al caso. Finora, più di 40 individui ritenuti collegati alla vicenda sono stati arrestati in relazione all’omicidio di Moïse, inclusi 18 ex soldati colombiani e diversi agenti di polizia haitiani. Le autorità di Bogotà hanno affermato che la maggior parte degli ex soldati colombiani arrestati non conosceva la vera natura dell’operazione per cui era stata assunta e invitata a partecipare. A ottobre, un altro colombiano è stato arrestato in Giamaica.

L’uccisione di Moise ha aggravato l’instabilità politica nel Paese. All’omicidio, inoltre, è seguito un terremoto di magnitudo 7,2, ad agosto, che ha ucciso più di 2.200 persone. Il vuoto lasciato dalla scomparsa del presidente ha determinato un aumento della violenza delle bande armate e un peggioramento della situazione economica, dovuto, tra le altre cose, alla grave carenza di carburante. Nel mezzo della crisi, i rapimenti sono diventati una pratica comune ad Haiti, con almeno 628 incidenti registrati nei primi 9 mesi del 2021, secondo un rapporto del Centre d’analyse et de recherche en droits de l’homme (CARDH), una Ong haitiana. Spesso, sono gli impiegati nel settore dei trasporti pubblici ad essere bersaglio dei rapimenti da parte delle bande armate locali. Raramente, i sequestri coinvolgono gli stranieri. La maggior parte delle volte, le vittime sono haitiani della classe media che possono mettere da parte i soldi per pagare un eventuale riscatto prendendo in prestito denaro dalla famiglia o vendendo proprietà.

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Chiara Gentili

 

di Redazione