La Francia lascia all’esercito del Mali il controllo della base di Tessalit

Pubblicato il 17 novembre 2021 alle 11:25 in Francia Mali

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La Francia ha trasferito il controllo della base militare di Tessalit, nel Nord-Est del Mali, all’esercito del Paese africano, nell’ambito del processo di riorganizzazione della presenza di Parigi nella regione del Sahel. 

In una dichiarazione, rilasciata martedì 16 novembre, il capo di stato maggiore delle truppe francesi ha confermato la consegna della base militare, da parte della forza antiterrorismo impiegata nell’Operazione Barkhane, al termine delle sessioni di adattamento. “Dopo quella di Kidal, la base occupata dalle forze Barkhane a Tessalit è stata trasferita, il 13 novembre, alle forze armate maliane (FAMa). Gli ultimi soldati francesi hanno lasciato il sito il 15 novembre”, si legge nella dichiarazione. Il capo di stato maggiore ha sottolineato che il trasferimento è stato “graduale, controllato e strettamente coordinato tra l’esercito maliano e la Missione di stabilizzazione integrata multidimensionale delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA), il cui contingente, composto da diverse centinaia di soldati, è dispiegato permanentemente a Tessalit”.

La consegna della base ai soldati del Mali, secondo le autorità francesi, “fa parte dell’evoluzione della partnership di combattimento tra le forze francesi e maliane”. Le “sessioni di addestramento”, ha specificato Parigi, sono state condotte in questo contesto “per diverse settimane”. L’obiettivo tra le due forze era quello di “condividere il loro know-how e di preparare il Mali all’assunzione completa della base da parte di un gruppo delle FAMa rafforzato”, ha aggiunto. Il capo di stato maggiore ha citato l’attuazione di varie procedure che hanno completato “questa fase di adattamento”, aggiungendo che non ci sono state particolari difficoltà e che tutte le iniziative sono state “condotte in ottime condizioni di dialogo”.

Il 10 giugno 2021, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva annunciato la fine dell’operazione Barkhane, condotta in Mali da oltre otto anni nell’ambito della lotta al terrorismo. Allo stesso tempo, il capo di stato aveva annunciato una “profonda trasformazione” della presenza militare francese nel Sahel attraverso, tra le altre cose, la chiusura delle basi militari di Parigi e la creazione della task force Takuba, “un’alleanza internazionale che associa gli Stati del regione”. Takuba è composta, per ora, dalle truppe francesi e dalle forze armate di Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Nel nostro Paese, l’operazione è stata approvata con il Decreto Missioni del 16 luglio 2020, durante il governo guidato dall’ex premier Giuseppe Conte. Roma partecipa alla Task force con un contributo di 200 unità di personale militare, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei. 

La Francia ha neutralizzato diversi leader jihadisti nella regione del Sahel. L’8 giugno 2020, le forze francesi hanno ucciso il capo di AQIM, Abdelmalek Droukdel, in un raid nel Nord del Mali. Più recentemente, il 16 settembre di quest’anno, il presidente Emmanuel Macron ha comunicato con un tweet l’uccisione del vertice dello Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), Adnan Abou Walid al-Sahrawi. L’annuncio è arrivato dopo settimane dall’operazione con cui è stato colpito il capo dell’organizzazione terroristica. L’attacco, avvenuto attraverso l’utilizzo di un drone, sarebbe stato compiuto il 22 agosto, ma è stato reso noto solo dopo diverse indagini. L’ultima uccisione ha riguardato Nasser Al Tergui, membro di spicco di Katiba Serma, un’affiliata di al Qaeda nel Sahel, eliminato in Mali dopo un attacco aereo francese, il 16 ottobre. Al Tergui era il numero due della Katiba Serma e capo della Katiba Gourma, attiva lungo il confine tra Mali e Burkina Faso. Secondo l’esercito francese, l’uomo era particolarmente specializzato nella posa di ordigni esplosivi improvvisati e mine. Si era unito alle fila di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) nel 2012, durante la presa di Timbuktu da parte dei gruppi jihadisti. 

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Chiara Gentili

di Redazione