USA impongono sanzioni contro funzionari nicaraguensi

Pubblicato il 16 novembre 2021 alle 13:04 in America centrale e Caraibi

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Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro 9 funzionari nicaraguensi e contro il Pubblico Ministero del Paese, dichiarando che la decisione sarebbe stata presa a seguito dello svolgimento di “elezioni farsa orchestrate dal presidente Daniel Ortega e dalla vicepresidente Rosario Murillo”.

“Il regime di Ortega sta usando leggi e istituzioni per detenere membri dell’opposizione politica e privare i nicaraguensi del diritto di voto”, ha affermato il direttore dell’Ufficio per il controllo dei beni esteri del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, Andrea M Gacki, in una dichiarazione. “Gli USA stanno inviando un messaggio inequivocabile al presidente Ortega, alla vicepresidente Murillo e alla loro cerchia ristretta. Ovvero quello che siamo con il popolo nicaraguense nelle loro richieste di riforma e per il ritorno alla democrazia”, ha aggiunto.

Il Tesoro statunitense ha affermato che quasi 40 esponenti dell’opposizione, inclusi 7 potenziali candidati alla presidenza, sono stati arrestati durante la corsa alle elezioni del 7 novembre, quando Ortega è stato rieletto per il quarto mandato consecutivo. Il Pubblico Ministero del Nicaragua è l’ufficio del pubblico ministero federale. L’amministrazione Biden l’ha accusato di essere “responsabile o complice” degli arresti di politici dell’opposizione nicaraguense, di leader della società civile, del settore privato, di studenti e giornalisti. Tra i nove funzionari inseriti nella lista nera USA ci sono, tra gli altri, il vice ministro delle Finanze e del Credito pubblico del Nicaragua, Jose Adrian Chavarria Montenegro, il Ministro dell’Energia e delle Miniere, Salvador Mansell Castrillo, nonchè Mohamed Farrara Lashtar, ambasciatore del Nicaragua in Algeria, Egitto, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questi individui, a detta del Tesoro, avrebbero facilitato la repressione attuata dal regime Ortega-Murillo, favorendo la violazione dei diritti umani, gestendo istituzioni che finanziano il governo o sostenendolo in altro modo a spese del popolo nicaraguense. 

“Con queste nuove sanzioni, gli Stati Uniti, insieme ai partner internazionali, continuano a intraprendere azioni concrete per rispondere agli attacchi del regime Ortega-Murillo alle libertà civili e ad elezioni libere ed eque. Accogliamo con favore che anche il Canada e il Regno Unito abbiano imposto misure mirate”, ha specificato la nota del Tesoro, facendo riferimento anche alle mosse di Londra e Ottawa. 

Venerdì 12 novembre, l’Assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS) ha votato a favore di una risoluzione in cui si afferma che “le elezioni del 7 novembre in Nicaragua non sono state libere, eque o trasparenti e non hanno legittimità democratica”. Circa 25 Stati membri hanno votato a favore della risoluzione, 7 si sono astenuti, uno assente e uno, ovvero il Nicaragua, contrario. “Come ha chiarito l’Assemblea generale dell’OAS, sotto il presidente Ortega e la vicepresidente Murillo, il governo del Nicaragua si muoverà verso un ulteriore isolamento se continuerà a minare la democrazia e a negare ai nicaraguensi i loro diritti umani. Siamo con la regione nel chiedere il ritorno alla democrazia in Nicaragua e il rilascio immediato e incondizionato dei prigionieri politici”, ha affermato la dichiarazione del Tesoro USA. Sempre venerdì, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva firmato un disegno di legge che chiedeva maggiori sanzioni al governo Ortega. Le azioni di lunedì congelano tutti i beni statunitensi di coloro che sono stati inseriti nella lista nera e impediscono agli americani di fare affari con gli individui designati.

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Chiara Gentili

di Redazione