La Polonia usa gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contri i migranti

Pubblicato il 16 novembre 2021 alle 18:05 in Bielorussia Immigrazione Polonia

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Almeno tre giornalisti, tre rifugiati e due guardie di frontiera polacche hanno riportato gravi ferite, martedì 16 novembre, durante gli scontri lungo il confine polacco-bielorusso, dove migliaia di richiedenti asilo continuano a rimanere bloccati.

A riportare gli ultimi sviluppi, il medesimo martedì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Le tensioni lungo il confine hanno portato le guardie di frontiera polacche a servirsi di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla di migranti che scaglia pietre e bastoni contro le forze dell’ordine per tentare di accedere al Paese Europeo. Le autorità di frontiera polacche hanno annunciato, attraverso un tweet, che un proprio agente ha riportato gravi ferite al cranio a seguito degli scontri. Più tardi, è stato poi riferito che un altro poliziotto ha riportato ferite, dopo essere stato colpito da una pietra nei pressi del posto di blocco di Kuznica, al confine con la Bielorussia.

I filmati condivisi da un portavoce del governo polacco, Piotr Muller, e dal Ministero della Difesa hanno mostrato un’ulteriore escalation della crisi al confine, dove il numero di migranti continua a crescere vertiginosamente. “Attenzione! Se non esegui gli ordini, contro di te verrà usata la forza”, recita un messaggio in altoparlante rivolto ai migranti che lanciano oggetti, secondo le immagini trasmesse dall’emittente pubblica TVP polacca, citata dall’agenzia di stampa Reuters. Inoltre, il Ministero della Difesa polacco ha dichiarato, in un tweet, che le autorità bielorusse avrebbero fornito ai migranti granate sonore da scagliare contro i soldati polacchi e le guardie di frontiera.

Intanto, la rappresentante del Dipartimento sanitario della regione bielorussa di Grodno, Lyudmila Keda, ha annunciato che il numero di persone che hanno richiesto assistenza medica è salito a sei. “Si tratta di tre rifugiati e tre giornalisti”, un inviato dell’emittente televisiva bielorussa ONT e dell’agenzia di stampa Sputnik Belarus, nonché un rappresentante di al-Jazeera.

In tale quadro, è importante sottolineare che Muller ha affermato che il l’esecutivo polacco sta valutando se avviare consultazioni formali gli alleati della NATO per discutere della crisi migratoria. “Ci stiamo preparando per un esito negativo, ovvero che questo conflitto potrebbe durare per mesi”, ha detto il portavoce del governo polacco. Al momento, le autorità di Varsavia stanno rafforzando militarmente il confine: più di 20.000 membri della polizia, della guardia di frontiera e dell’Esercito sono stati dispiegati lungo la frontiera e, in particolare, vicino alla città polacca di Kuznica. Si stima che, ad oggi, vi siano circa 4.000 migranti bloccati lungo la frontiera, perché né Varsavia né Minsk consentono loro di accedere ai rispettivi Paesi.  

Il leader del partito di governo polacco, Jaroslaw Kaczynski, ha affermato che il suo paese sta affrontando una guerra ibrida. L’Iraq, nel frattempo, ha programmato, per giovedì 18 novembre, un volo di evacuazione da Minsk. Finora, circa 150-200 iracheni di stanza a Minsk si sono registrati per tornare a casa. Nonostante ciò, altri iracheni al confine hanno incontrato alcune difficoltà nelle procedure di registrazione per il rimpatrio. “Stiamo lavorando sulla questione con le autorità bielorusse”, ha riferito il console iracheno per Russia e Bielorussia, Majid al-Kinani. “Il numero è fluttuante, perché le persone sono bloccate al confine bielorusso con la Polonia o la Lituania e, finora, le autorità bielorusse non le hanno autorizzate a tornare a Minsk”, ha continuato il console. In Lituania, le autorità hanno affermato di aver arrestato 47 persone che avevano cercato di avvicinarsi al confine.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione