Italia: No-Vax e No-Green pass indagati per istigazione a delinquere

Pubblicato il 15 novembre 2021 alle 17:10 in Europa Italia

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Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ANSA, il 15 novembre la polizia ha effettuato perquisizioni in 16 città italiane nel quadro delle indagini su manifestanti No-Vax e No-Green Pass, accusati di istigazione a commettere atti illeciti contro agenti di polizia, giornalisti, medici e anche le più alte cariche istituzionali.

Le autorità italiane hanno approvato 17 misure che hanno preso di mira i membri più radicali di un canale Telegram chiamato “Basta Dittatura”, per presunti reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a delinquere. Tra le più alte cariche istituzionali nel mirino degli accusati ci sarebbe anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Il canale social è considerato uno degli spazi web più frequentati nella galassia dei negazionisti del Covid-19 ed era già stato oggetto di un provvedimento di sequestro giudiziario nonché della decisione di chiusura da parte della società stessa, in considerazione della gravità dei contenuti pubblicati.

L’operazione di polizia si è svolta a seguito delle indagini avviate sotto la direzione dei magistrati del gruppo terrorismo ed eversione della Procura di Torino. Le complesse attività che ne sono seguite, svolte congiuntamente dalla Polizia Postale e dalla Digos di Torino, sono state condotte per diverse settimane monitorando il canale 24 ore su 24. Stando a quanto riferito, agenti di polizia, medici, scienziati, giornalisti e altri personaggi pubblici sono stati direttamente accusati di “asservimento” e “collaborazionismo” con la “dittatura”. Secondo l’ANSA, queste stesse persone sarebbero stati valutati quali possibili bersagli di attacchi. Inoltre, frequenti erano i riferimenti espliciti a “impiccagioni”, “sparatorie” e “gambizzazioni”. I messaggi alludevano anche ad una nuova “marcia su Roma”.

Secondo quanto riportato, una tanica di acido è stata sequestrata nell’abitazione palermitana di uno degli indagati dalla procura di Torino. Sul canale Telegram “Basta Dittatura”, la persona in questione avrebbe suggerito l’idea di lanciare contro le forze dell’ordine bottiglie piene di acido. A Siena, invece, la polizia ha sequestrato un passaporto nazifascista, mentre a Brescia e Cremona sono stati rinvenuto coltelli e una balestra. Tra gli indagati ci sono sia incensurati, sia persone già note alla polizia: alcuni hanno precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, rapina, estorsioni e possesso di droga. Le 16 città interessate dalle operazioni sono: Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino e Varese.

La situazione, intanto, rimane tesa nelle piazze del Paese dopo che, il 15 ottobre, l’Italia è diventata il primo Stato europeo a richiedere a tutti i lavoratori, privati e pubblici, di esibire un certificato di vaccinazione, un tampone rapido negativo o una prova di recente guarigione da Covid-19 per accedere agli uffici, alle scuole o agli ospedali. In base alle nuove regole, chi non è in possesso del cosiddetto “Green Pass” deve prendere un congedo non retribuito. I lavoratori rischiano multe fino a 1.500 euro. In Italia, dove oltre l’80% delle persone di età superiore ai 12 anni è completamente vaccinato contro il Covid, la misura ha suscitato proteste e scontri. 

A proposito di tale fermento sociale, la relazione annuale al Parlamento dell’intelligence italiano, pubblicata a marzo del 2021, aveva sottolineato che “le principali formazioni dell’estrema destra, alle prese con i cronici dissidi interni e disegni evolutivi, hanno seguito con interesse gli sviluppi dell’emergenza sanitaria, nel tentativo di sfruttare il tema del disagio economico correlato alla crisi e guadagnare consensi tra le categorie sociali più in difficoltà, con riguardo soprattutto ai cittadini delle periferie urbane”. Inoltre, il documento aveva riferito che, “come per il terrorismo jihadista, anche per l’ultradestra filo-nazista, la propaganda circolante su web, social network, chat e piattaforme di messaggistica ha concorso ad alimentare il fenomeno dell’estremismo violento”. Ciò avrebbe favorito percorsi di radicalizzazione tra comunità sempre più estese e meno facili da individuare e monitorare, poiché non sono più rilegate a specifici ambienti di riferimento. In questo quadro, rientra anche un diffuso allarme relativo alla partecipazione di esponenti del mondo anarco-insurrezionalista italiano alle proteste contro le misure restrittive imposte a seguito della crisi pandemica. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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