Yemen: gli Houthi avanzano a Hodeida e perdono 186 uomini a Ma’rib

Pubblicato il 14 novembre 2021 alle 10:45 in Medio Oriente Yemen

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Almeno 186 i ribelli sciiti Houthi dello Yemen sono stati uccisi in 42 attacchi separati nelle città a Ovest e a Sud del governatorato di Ma’rib, secondo quanto affermato il 14 novembre dalla coalizione di Stati guidata dall’Arabia Saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen, il 26 marzo 2015. Il giorno prima, il gruppo ha preso il controllo su un’area estesa a Sud del porto di Hodeida.

Nel governatorato di Ma’rib, l’ultima roccaforte nel Nord del governo riconosciuto a livello internazionale del presidente Rabbo Mansour Hadi, la coalizione a guida saudita ha affermato di aver condotto 42 operazioni militari nelle ultime 24 ore contro posizioni e convogli Houthi a Sirwah, a Ovest della città di Ma’rib, e ad Al-Bayda, a Sud di Ma’rib. In totale, le operazioni mirate hanno portato anche alla distruzione di 17 veicoli militari.

Dal mese di febbraio 2021, gli Houthi stanno concentrando i loro attacchi di terra su tale governatorato, ricco di petrolio, nonostante gli appelli internazionali sui pericoli sulla minaccia posta alla sicurezza di migliaia di bambini e donne sfollati nella provincia. In particolare, dall’inizio di settembre, circa 54.502 individui, corrispondenti a più di 8.000 famiglie, sono stati costretti ad abbandonare i distretti meridionali del governatorato, quali Harib, al-Juba e al-Abadiya, di fronte alla crescente escalation.

Intanto, il 12 novembre, gli Houthi hanno preso il controllo di una vasta area a Sud della città portuale occidentale di Hodeida. I ribelli hanno avanzato dopo che le forze fedeli al governo Hadi si sono ritirate dalle posizioni a Sud della città portuale del Mar Rosso. Il governatorato di Hodeida era stato indicato come area soggetta a un cessate il fuoco in base all’accordo di Stoccolma, del 13 dicembre 2018, contratto tra il governo di Hadi e i ribelli Houthi. Le Nazioni Unite hanno affermato di essere a conoscenza del presunto ritiro vicino a Hodeida e del trasferimento degli Houthi nelle aree abbandonate, e starebbero osservando la situazione da vicino.

Oltre a tali sviluppi, il gruppo degli Houthi ha poi attirato l’attenzione internazionale lo scorso 11 novembre, per aver sequestrato i cittadini yemeniti che lavorano per l’ambasciata statunitense nella capitale, Sana’a. Gli Stati Uniti hanno trasferito le operazioni dell’ambasciata a Riad, in Arabia Saudita, nel 2015, a causa della guerra civile in Yemen. Alcuni cittadini yemeniti, però, hanno continuato a lavorare per l’amministrazione statunitense a Sana’a, nonostante i ribelli sciiti Houthi avessero preso il controllo della capitale, il 21 settembre 2014. Il sequestro è avvenuto dopo che, il 10 novembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto nuove sanzioni contro tre ribelli Houthi, ritenuti responsabili di attacchi transfrontalieri verso l’Arabia Saudita e dell’aumento delle tensioni a Ma’rib.  Inoltre, l’attacco è avvenuto in seguito all’approvazione di una vendita di missili aria-aria da 650 milioni di dollari dagli USA all’Arabia Saudita, finalizzata ad aiutare Riad “a contrastare le minacce attuali e future”.

In Yemen, è in corso una guerra civile, descritta dall’Onu come la peggior crisi umanitaria al mondo, da quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali nella capitale Sana’a, ancora sotto il loro controllo. Il presidente legittimo Hadi era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione nella capitale e, dopo settimane, era riuscito a fuggire, recandosi dapprima ad Aden, attuale sede provvisoria del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, e poi in Arabia Saudita, dove risiede tutt’ora.

Hadi è sostenuto da una coalizione di Stati guidata da Riad che comprende l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi sono sostenuti, invece, dall’Iran e dalle milizie libanesi filo-iraniane di Hezbollah.

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Camilla Canestri

di Redazione

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