Pakistan: l’ISIS rivendica attentato al confine afghano

Pubblicato il 14 novembre 2021 alle 12:46 in Asia Pakistan

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Le forze di sicurezza del Pakistan hanno riferito che almeno 5 membri del personale di sicurezza, di cui 3 soldati e 2 poliziotti, sono stati uccisi mentre 6 civili sono rimasti feriti in tre attacchi separati, condotti il 13 novembre, nel Pakistan occidentale. Il giorno dopo l’ISIS ha rivendicato l’attacco nel distretto di Bajaur, vicino al confine con l’Afghanistan, in cui hanno perso la vita 2 poliziotti.

Il primo attacco è avvenuto nell’area di Hoshab nel distretto di Turbat, nella provincia del Balochistan, quando 2 soldati sono stati uccisi durante una sparatoria con i militanti. Un terzo soldato è poi morto mentre cercava di rimuovere un ordigno esplosivo improvvisato in un caso correlato.

Nel secondo caso, due poliziotti sono stati uccisi e sei civili feriti da un ordigno esplosivo improvvisato, nel Nord del Pakistan vicino al confine con l’Afghanistan, nel distretto di Bajaur della provincia di Khyber Pakhtunkhwa. I militari erano appostati a controllo di un bacino idrico e l’episodio sarebbe avvenuto intorno alle 10:00, ora locale. Il giorno dopo, i militanti dello Stato islamico hanno riferito su Telegram di aver condotto l’attacco a Bajaur. Quest’ultima fa parte delle ex aree tribali ad amministrazione federale (FATA), un insieme di distretti lungo il confine Nord-occidentale del Pakistan con l’Afghanistan, dove il controllo dello Stato è assente e dove hanno spesso trovato rifugio vari gruppi militanti.

Il terzo attacco, infine, è avvenuto nella periferia di Quetta, capoluogo del Balochistan, ferendo un poliziotto e 5 civili. Gli esplosivi erano stati piazzati in una motocicletta per colpire una pattuglia della polizia nella zona.

Subito dopo i tre episodi, un portavoce dei talebani pakistani, anche noti come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), ha negato la responsabilità del proprio gruppo, affermando che il TTP rispetterà il cessate il fuoco raggiunto con il governo il 9 novembre scorso.

talebani pakistani sono una diramazione del gruppo dei talebani afghani che si è formata a partire da gruppi di talebani presenti e operativi in Pakistan che si sono riuniti nel 2007 e che sono fedeli alla leadership dei talebani afghani. Al momento, quest’ultimo gruppo è guidato dal leader supremo Haibatullah Akhundzada, il quale detiene potere decisionale finale sugli affari politici, religiosi e militari dell’organizzazione. L’obiettivo del TTP è quello di portare la legge della Sharia in Pakistan e sovvertire le istituzioni di Islamabad con attacchi all’esercito e alle autorità. Così come i talebani afghani, anche il TTP promuove una linea conservatrice dell’Islam e la sua ideologia è vicina a quella di Al-Qaeda. Il leader del TTP è Noor Wali Mehsude il suo vice, Faqir Muhammad, è stato liberato ad agosto 2021 in Afghanistan dai talebani locali. Il gruppo ha legami con Al-Qaeda soprattutto nelle aree di confine tra Pakistan e Afghanistan.

Rispetto alla minaccia dello Stato Islamico in Pakistan, i funzionari di Islamabad hanno negato qualsiasi presenza organizzata dell’ISIS nel Paese, tuttavia, il gruppo terroristico ha rivendicato una serie di attacchi contro forze di sicurezza, moschee, raduni politici e minoranze religiose negli ultimi anni. In particolare, cellule affiliate allo Stato Islamico sarebbero presenti anche nel Balochistan, situato al confine con l’Iran e l’Afghanistan, dove hanno colpito spesso il capoluogo Quetta.

Il Balochistan è poi teatro di una lunga insurrezione da parte di gruppi secessionisti di tale etnia, come il Fronte di Liberazione del Balochistan e l’Esercito di Liberazione del Balochistan, che per decenni hanno organizzato attacchi principalmente contro le forze di sicurezza per sollecitare le loro richieste di indipendenza. Negli ultimi anni, ad esempio, i separatisti baloch in particolare sono stati responsabili di attacchi indirizzati ai progetti del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC), che passa per il Balochistan e che sarà realizzato da Pechino e Islamabad nell’ambito del grande progetto infrastrutturale e di finanziamenti delle Nuove Vie della Seta e nel quale il governo cinese intende investire circa 62 miliardi di dollari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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