Afghanistan: esplosione a Kabul, almeno un morto

Pubblicato il 13 novembre 2021 alle 19:23 in Afghanistan Asia

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Almeno una persona è stata uccisa e altre 4 sono state ferite il 13 novembre, quando la presunta esplosione di una bomba ha distrutto un minibus vicino a un checkpoint talebano a Kabul.

L’incidente è avvenuto a Dasht-e Barchi, un sobborgo di Kabul abitato in prevalenza da membri della comunità sciita hazara, che è da anni bersaglio di violenze da parte del gruppo dello Stato Islamico (IS) attivo in Afghanistan, anche noto come Stato Islamico della Provincia del Khorasan (IS-K). Un testimone ha riferito che subito dopo l’esplosione del veicolo si sono sentiti degli spari. Un ospedale nei dintorni ha poi pubblicato un avviso dicendo di aver ricoverato un morto e 4 feriti.

Il portavoce dei talebani, Zabihulla Mujahid, ha affermato su Twitter che una persona è stata uccisa e 2 sono state ferite. In una dichiarazione, l’ufficio del governatore di Nangarhar ha però affermato che i funzionari hanno arrestato due “autori”, ma non hanno fornito altri dettagli. L’IS-K ha rivendicato l’attacco. 

Da quando i talebani sono tornati al potere il 15 agosto scorso, decine di bombe sono state fatte esplodere nella provincia orientale di Nangarhar, dove si concentrano le attività dei militanti filo-ISIS, tuttavia la capitale Kabul era in gran parte sfuggita a tale violenza.

L’esplosione del 13 novembre è arrivata il giorno dopo che almeno 3 persone sono state uccise e altre 15 sono state ferite da una bomba in una moschea nella provincia orientale di Nangarhar. Anche in tal caso, nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità dei fatti.

Tuttavia, il 19 settembre, l’affiliata afghana dello Stato Islamico (IS-K) aveva dichiarato di essere responsabile di una serie di assalti effettuati nella stessa provincia di Nangarhar, tramite una comunicazione sul canale Telegram dell’agenzia di stampa Amaq. Il messaggio riferiva che 35 membri dei talebani erano stati uccisi e feriti, a seguito degli attacchi del 18 e 19 settembre. Anche l’attacco contro il più grande ospedale militare dell’Afghanistan a Kabul, avvenuto il 2 novembre, era stato rivendicato dall’affiliata afghana dello Stato Islamico. Inoltre, il 15 ottobre, l’IS-K aveva effettuato un attentato suicida contro una moschea sciita nella città meridionale di Kandahar, che ha causato almeno 47 morti. Questo era avvenuto una settimana dopo un’altra esplosione, anche questa ad opera dello stesso gruppo, che aveva causato la morte di altri 46 civili nella moschea sciita della città Nord-orientale di Kunduz, durante la preghiera di venerdì 8 ottobre. Infine, è importante ricordare che lo Stato Islamico afghano aveva comunicato di essere responsabile anche dell’attentato del 26 agosto presso l’aeroporto internazionale di Kabul, effettuato mentre le forze armate della NATO stavano concludendo l’evacuazione delle truppe straniere dall’Afghanistan. 

La nascita dello Stato Islamico della Provincia del Khorasan, un altro nome della sezione, è stata annunciata nel 2015 da un gruppo di militanti stanziati nella parte Nord-orientale del Paese. Si ritiene che tale sezione sia stata fondata da ex membri dei talebani pakistani e si sia diffusa nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggiore presenza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. Questi si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani. Secondo gli esperti, l’IS-K si è riorganizzato in una rete di micro-cellule difficile da eradicare e rappresenta una grave minaccia per la stabilità del Paese e della regione.

Il 15 agosto scorso, i talebani si sono insediati nella capitale afghana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, l’allora presidente del governo dell’Afghanistan appoggiato dall’Occidente, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi negli Emirati Arabi Uniti.  Il successivo 31 agosto, poi, le truppe statunitensi hanno concluso il loro ritiro dall’Afghanistan. Il 7 settembre, i talebani hanno quindi annunciato un nuovo governo ad interim per l’Afghanistan, con il mullah Mohammad Hassan Akhund come primo ministro e il mullah Abdul Ghani Baradar, co-fondatore del gruppo, come suo vice.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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