El Salvador: il presidente manda l’esercito nelle strade per fermare le violenze

Pubblicato il 12 novembre 2021 alle 11:18 in America centrale e Caraibi

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Il presidente salvadoregno, Nayib Bukele, ha dispiegato l’esercito nelle strade di tutto il Paese in risposta ad un’ondata di omicidi esplosa questa settimana. Le truppe sono state messe a pattugliare soprattutto la capitale, San Salvador, dove hanno usato autoblindate per bloccare le uscite di alcuni quartieri poveri. Nel frattempo, la polizia è andata porta a porta alla ricerca di membri delle più pericolose bande criminali del Paese.

“Abbiamo schierato la nostra polizia nazionale e le forze armate per contenere l’aumento degli omicidi registrati nelle ultime 48 ore”, ha scritto Bukele su Facebook, pubblicando altresì dei filmati che mostrano i soldati mentre pattugliano le strade. Il dispiegamento dell’esercito arriva dopo che oltre 30 omicidi sono stati registrati, tra martedì 9 e mercoledì 10 novembre, nella nazione centroamericana, abitata da circa 6,5 milioni di persone. Il tasso di omicidi in El Salvador sembrava essere diminuito drasticamente rispetto ad una decina di anni fa, quando 15 o 20 morti al giorno erano la routine. Il Paese, tuttavia, continua ad avere uno dei tassi di omicidi più alti al mondo. Prima dell’aumento di questa settimana, la media di assassinii calcolati giornalmente in El Salvador si aggirava intorno a 3,8. Antecedentemente all’entrata in carica di Bukele, nel 2018, la media era di 9,2 omicidi al giorno.

“Sappiamo che ci sono forze oscure che stanno lavorando per riportarci al passato, ma questa amministrazione non lo permetterà”, ha detto il presidente salvadoregno su Twitter. Bukele ha introdotto rigide misure per reprimere la violenza commessa dalle bande armate, compreso l’uso della forza letale, il che ha spesso suscitato critiche da parte di organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Il presidente, a dimostrazione del cambio di regime attuato dalla sua amministrazione per arginare la violenza, ha spesso pubblicato sui social media immagini di criminali di bande armate arrestati, a petto nudo, fatti alloggiare tutti ammassati nelle carceri, in spazi angusti. Bukele ha promesso che farà pentire i colpevoli. 

Martedì 9 novembre, il ministro dell’Interno salvadoregno, Juan Carlos Bidegain, ha presentato una nuova proposta di legge all’Assemblea legislativa, per chiedere a tutti i gruppi civici “che rispondono agli interessi, controllati o finanziati, direttamente o indirettamente, da un mandante straniero” di registrarsi come “agente estero”. Il presidente ha spesso accusato i gruppi della società civile di aiutare a organizzare marce di protesta contro il suo governo. Le organizzazioni senza scopo di lucro in El Salvador sono già tenute a segnalare tutte le loro donazioni al governo. Il partito Nuevas Ideas di Bukele è dominante nell’Assemblea ed è probabile che approvi la legge, che si ritiene modellata sul Foreign Agents Registration Act degli Stati Uniti. Il leader del partito di Bukele al Congresso, il deputato Christian Guevara, ha dichiarato in un’intervista alla televisione di stato che le bande e i “poteri oscuri” erano arrabbiati per la proposta di legge. La deputata, Anabel Belloso, del partito di sinistra Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN) ha affermato che l’amministrazione di Bukele non disponeva di un piano per affrontare la violenza e ha definito le azioni di sicurezza del governo “pure relazioni pubbliche”. Il presidente ha affermato che, a breve, saranno annunciate ulteriori nuove misure volte a fermare le violenze e gli omicidi nel Paese.

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Chiara Gentili

di Redazione