Afghanistan: esplosione in una moschea nella provincia di Nangarhar

Pubblicato il 12 novembre 2021 alle 14:59 in Afghanistan Asia

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Il 12 novembre, un’esplosione ha colpito una moschea nella zona di Spin Ghar, nella provincia orientale di Nangarhar, durante la preghiera del venerdì. Al momento, ci sono almeno 3 morti e 15 feriti.

Secondo quanto riferito da al-Jazeera English, che cita l’agenzia di stampa AFP e fonti interne ad un ospedale locale, almeno tre persone sono state uccise, ma non è stato possibile verificare indipendentemente il bilancio delle vittime. Uno dei testimoni ha dichiarato che anche l’imam che guidava la preghiera sarebbe rimasto ferito nell’esplosione, che sembrerebbe essere avvenuta proprio nelle sue vicinanze. Un altro testimone ha aggiunto che la bomba era probabilmente nascosta in uno degli altoparlanti da cui viene trasmesso il richiamo alla preghiera. Per il momento, il portavoce provinciale del governo dei talebani, Qari Hanif, ha confermato l’esplosione, ma non ha riferito ulteriori dettagli.

Nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità di questo attacco. Tuttavia, il 19 settembre, l’affiliata afghana dello Stato Islamico (IS-K) aveva dichiarato di essere responsabile di una serie di assalti effettuati nella stessa provincia di Nangarhar, tramite una comunicazione sul canale Telegram dell’agenzia di stampa Amaq. Il messaggio riferiva che 35 membri dei talebani erano stati uccisi e feriti, a seguito degli attacchi del 18 e 19 settembre. Anche l’attacco contro il più grande ospedale militare dell’Afghanistan a Kabul, avvenuto il 2 novembre, era stato rivendicato dall’affiliata afghana dello Stato Islamico. Inoltre, il 15 ottobre, l’IS-K aveva effettuato un attentato suicida contro una moschea sciita nella città meridionale di Kandahar, che ha causato almeno 47 morti. Questo era avvenuto una settimana dopo un’altra esplosione, anche questa ad opera dello stesso gruppo, che aveva causato la morte di altri 46 civili nella moschea sciita della città Nord-orientale di Kunduz, durante la preghiera di venerdì 8 ottobre

Questi sono alcuni degli episodi di violenza attribuibili all’IS-K in Afghanistan, da quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul, il 15 agosto. La nascita dello Stato Islamico della Provincia del Khorasan, un altro nome della sezione, è stata annunciata nel 2015 da un gruppo di militanti stanziati nella parte Nord-orientale del Paese. Si ritiene che tale sezione sia stata fondata da ex membri dei talebani pakistani e si sia diffusa nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggiore presenza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. Questi si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani. Secondo gli esperti, l’IS-K si è riorganizzato in una rete di micro-cellule difficile da eradicare e rappresenta una grave minaccia per la stabilità del Paese e della regione.

Infine, è importante ricordare che lo Stato Islamico afghano aveva comunicato di essere responsabile anche dell’attentato del 26 agosto presso l’aeroporto internazionale di Kabul, effettuato mentre le forze armate della NATO stavano concludendo l’evacuazione delle truppe straniere dall’Afghanistan. L’attacco suicida aveva causato la morte di almeno 175 persone, tra cui 13 soldati statunitensi. A proposito della minaccia che questa organizzazione pone alla sicurezza globale, il 26 ottobre, durante un’audizione alla Commissione per le Forze Armate del Senato degli Stati Uniti, il sottosegretario alla Difesa degli USA, Colin Kahl, e il tenente generale dell’esercito, James Mingus, hanno dichiarato che l’IS-K, per il momento, non dispone delle capacità necessarie per organizzare attacchi fuori dall’Afghanistan. Tuttavia, secondo le stime citate dal sottosegretario alla Difesa di Washington, il gruppo potrebbe esserne in grado nei prossimi 6-12 mesi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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