USA, Bahrain, Israele ed Emirati Arabi Uniti lanciano esercitazione navale nel Mar Rosso

Pubblicato il 11 novembre 2021 alle 17:39 in Medio Oriente USA e Canada

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Gli Stati Uniti, il Bahrain, Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno iniziato un addestramento navale congiunto nel Mar Rosso, giovedì 11 novembre. La notizia è stata annunciata dalla Quinta Flotta della Marina statunitense. L’esercitazione, della durata di cinque giorni, è la prima che vede ufficialmente coinvolti tutti e quattro i Paesi e arriva dopo la normalizzazione delle relazioni tra Tel Aviv, Abu Dhabi e Manama grazie agli accordi, mediati da Washington, del 15 settembre del 2020. 

L’addestramento si concentra sulle “tattiche marittime di visita, imbarco, ricerca e sequestro” e “migliorerà l’interoperabilità” tra le quattro Marine partecipanti. “È emozionante vedere le forze statunitensi addestrarsi con i partner regionali per migliorare le capacità di sicurezza marittima collettiva”, ha dichiarato, in una nota, il vice ammiraglio Brad Cooper, del comando centrale delle forze navali statunitensi. “La collaborazione marittima aiuta a salvaguardare la libertà di navigazione e il libero flusso degli scambi, che sono essenziali per la sicurezza e la stabilità regionali”, ha aggiunto. Il Mar Rosso collega il Golfo di Aden al Canale di Suez, rendendo quel tratto di mare una delle principali rotte di navigazione petrolifera del mondo. L’addestramento mette in luce le dinamiche mutevoli nella regione a seguito degli accordi di normalizzazione stipulati tra Israele e alcuni Stati arabi durante l’amministrazione dell’ex presidente americano Donald Trump.

In precedenza, questi Paesi si coordinavano in maniera informale, soprattutto in funzione anti-Iran, nemico comune nella regione. A ottobre, Israele ha ospitato le sue esercitazioni aeree più grandi di sempre. Sia gli Stati Uniti che gli Emirati Arabi Uniti hanno partecipato insieme a Francia e Germania. Mentre l’aereo degli Emirati Arabi Uniti non ha volato durante le esercitazioni, il capo dell’aeronautica degli Emirati si è recato in Israele in qualità di osservatore.

Israele e Iran si accusano ripetutamenti di attacchi contro le rispettive navi nella regione. I due Paesi hanno preso di mira imbarcazioni e installazioni marittime di entrambe le parti. Dall’inizio del conflitto in Siria, il 15 marzo 2011, Israele ha effettuato centinaia di raid e bombardamenti, principalmente contro i siti dell’esercito siriano e obiettivi legati a Teheran ed Hezbollah, ritenuti essere una minaccia alla propria sicurezza.

In tale quadro si colloca l’episodio del 6 aprile, quando un’imbarcazione militare battente bandiera iraniana, soprannominata Saviz, è stata attaccata da mine mentre si trovava nel Mar Rosso, al largo delle coste dello Yemen. Diverse fonti hanno puntato il dito contro Israele, il quale avrebbe confermato a Washington la propria responsabilità. A detta di fonti statunitensi, l’operazione israeliana avrebbe rappresentato una forma di vendetta per i precedenti attacchi contro navi di Israele da parte di Teheran.

Tra gli altri episodi vi è poi quello del 13 aprile, data in cui una nave mercantile di proprietà di una compagnia israeliana è stata colpita da un missile, mentre navigava nel Golfo di Oman, al largo di Fujeirah, governatorato degli Emirati Arabi Uniti (UAE). Stando a quanto riportato da fonti libanesi e israeliane, la nave, soprannominata Hyperion e battente bandiera delle Bahamas, apparteneva a una compagnia di Israele, la PCC, e, stava trasportando automobili. L’attacco non è stato rivendicato. Ad ogni modo, l’episodio si è verificato a seguito dell’incidente presso la centrale nucleare iraniana di Natanz, dell’11 aprile, per cui l’Iran, dopo aver puntato il dito contro Israele, ha promesso vendetta. Motivo per cui, Teheran è stata inclusa tra i possibili autori dell’attentato.

Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, nel frattempo, hanno accusato l’Iran di utilizzare le acque del Golfo Persico per trasportare armi ai ribelli sciiti Houthi, che combattono contro le forze governative sostenute da Riad nello Yemen. Il 27 aprile di quest’anno, per la prima volta dal 2017, la Marina degli Stati Uniti ha dichiarato di aver sparato colpi di avvertimento contro imbarcazioni iraniane, appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), nelle acque settentrionali del Golfo. In particolare, in una dichiarazione rilasciata nella sera del 27 aprile, tre navi da attacco rapido di Teheran sono state accusate, dalla Quinta Flotta degli USA, di essersi avvicinate alle imbarcazioni di Washington, la nave pattuglia della Marina USS Firebolt e la motovedetta della Guardia costiera statunitense USCGC Baranoff, in acque internazionali, mentre stavano svolgendo operazioni di sicurezza marittima di routine. Di conseguenza, gli equipaggi statunitensi hanno emesso molteplici avvertimenti via radio da ponte a ponte e tramite altoparlanti, ma le imbarcazioni dell’IRCG hanno continuato le proprie manovre a corto raggio, il che ha portato l’equipaggio della Firebolt a sparare colpi di avvertimento. A quel punto, le navi iraniane si sono spostate a una distanza di sicurezza prevista.

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di Redazione

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