Ucraina: al via il ricollocamento militare nel Mar d’Azov

Pubblicato il 11 novembre 2021 alle 6:29 in Europa Ucraina

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Il governo ucraino ha approvato, mercoledì 10 novembre, la proposta del Ministero della Difesa del Paese di ridistribuire un certo numero di unità militari e navi della Marina dal Mar Nero al Mar d’Azov.

Ad annunciare la nuova misura, il medesimo mercoledì, è stato il deputato della Verchovna Rada, ovvero il parlamento unicamerale ucraino, Aleksey Goncharenko, membro della fazione di Solidarietà europea. Il funzionario ha sottolineato che le unità militari navali ucraine saranno collocare a Berdyansk, un porto nel Mar d’Azov e a Novye Belyary. Secondo il documento, che è stato pubblicato dal deputato nel suo canale Telegram, ad essere ricollocate a Berdyansksaranno la nave di ricerca e salvataggio Donbass e le piccole imbarcazioni di artiglieria blindata, quali Lubny, Kremenchug, Vyshgorod e Akkerman. Inoltre, un’unità militare di motovedette statunitensi del modello Island sarà trasferita sul territorio della regione di Odessa.

Quanto deliberato dall’esecutivo di Kiev, il 10 novembre, è da collocare nelle prospettive di ammodernamento della Marina ucraina, rese note dal presidente, Volodymyr Zelensky, il 19 agosto scorso. In tale occasione, il capo di Stato aveva dichiarato che, entro il 2035, programmava di completare un “ampio programma per lo sviluppo e l’ammodernamento” della Marina, composto da tre fasi: la prima, fino al 2024; la seconda, fino al 2030; e la terza, il 2035, anno in cui dovrebbe essere ultimata la costruzione della “Grande Flotta”. Durante il suo intervento, Zelensky aveva altresì annunciato che, nel breve periodo, sarebbe iniziato lo sviluppo di basi navali. “La prima è in costruzione a Berdyansk [a Sud della regione di Zaporozhye]. L’idea è quella di ottenere il sostegno dall’Unione Europea, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti per il progetto, aveva dichiarato il leader ucraino. Secondo quest’ultimo, l’Ucraina, al momento, sta incrementando la presenza della flotta degli alleati della NATO nel Mar Nero e nel Mar d’Azov.

In tale quadro, è importante ricordare che, a partire dallo scorso marzo, Kiev ha tentato di aumentare la vendita di armi tramite il rilancio della società statale Ukroboronprom e, più in generale, dell’industria bellica ucraina. L’instabilità politica del Paese ha spinto Kiev ad investire nel settore della Difesa, con risultati importanti. Per esempio, la società statale più rilevante del settore, la Ukroboronprom, a detta degli esperti, ha sviluppato un portafoglio prodotti “impressionante”, soprattutto nell’ultimo periodo. Ne è un esempio lo Skif, un sistema missilistico guidato che può essere controllato a distanza. Oleg Korostelyov, il direttore generale della società per la difesa Luch Design Bureau, ha affermato di non conoscere “nessun altro sistema anticarro che permetta all’operatore di sparare lontano dal missile”. Inoltre, a gennaio, Kiev ha presentato una nuova versione dei missili Kub i quali, secondo gli sviluppatori, saranno in grado di abbattere bombardieri e droni a lunghe distanze. Gli esperti hanno chiarito che tali arsenali sono stati dispiegati contro i carri armati separatisti.

Ukroboronprom è un conglomerato in cui convergono oltre un centinaio di stabilimenti di produzione di armi. La società riunisce imprese multidisciplinari ucraine, le quali sono specializzate in vari settori della Difesa. È impegnata in attività economiche nel campo dello sviluppo, della fabbricazione, della riparazione e dell’ammodernamento di armi e equipaggiamenti militari, nonché coinvolta nella cooperazione militare e tecnica con Paesi del Medio Oriente, con il Pakistan e l’India. Ukroboronprom si occupa, nello specifico, della fabbricazione di carri armati, veicoli robotici, sistemi di difesa aerea e anticarro, ma anche di munizioni ed esplosivi e di propulsori per astronavi.

L’Ucraina, che fino al 1991 faceva parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), ha ereditato dall’era sovietica gran parte del complesso militare e industriale, nonché i suoi esperti e professionisti. Grazie a questi ultimi, l’Ucraina è stata in grado di mantenere stabile l’attività dell’industria bellica e di ideare nuove tipologie di armamenti. L’ammodernamento delle armi sovietiche rappresenta un punto di forza di Ukoboronprom, secondo gli analisti del settore. Questi fattori, insieme, rendono l’Ucraina un Paese leader nell’esportazione di armi. Kiev si colloca al 12° posto nella classifica mondiale di esportatori di materiale bellico e nel 2012 occupava il 9° posto. La decrescita nel settore può essere collegata all’interruzione dei legami con Mosca nel 2014, a seguito della crisi in Crimea, considerato che l’Ucraina aveva fatto a lungo affidamento sulla produzione congiunta con la Russia nel settore. 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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