“Troika Plus” in Pakistan: USA, Cina e Russia discutono di Afghanistan

Pubblicato il 11 novembre 2021 alle 14:47 in Afghanistan Pakistan

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L’11 novembre, Islamabad ha ospitato una conferenza del gruppo definito “Troika Plus”, in cui i rappresentanti di Stati Uniti, Russia e Cina hanno discusso della situazione in Afghanistan. 

Il giorno precedente, il 10 novembre, una delegazione dell’Emirato Islamico talebano, guidata dal ministro degli Esteri ad interim, Amir Khan Muttaqi, si era recata ad Islamabad, per discutere dei rapporti bilaterali tra Pakistan e Afghanistan, con un focus sul commercio. In tale contesto, il portavoce del Ministero degli Esteri afghano aveva annunciato che Muttaqi avrebbe seguito gli sviluppi dell’incontro tra gli inviati speciali di Russia, Stati Uniti e Cina ad Islamabad. Tuttavia, la delegazione talebana non ha preso parte alla conferenza della Troika Plus.

In occasione dell’incontro dell’11 novembre in Pakistan, il ministro degli Esteri di Islamabad, Shah Mahmood Qureshi, ha ribadito la preoccupazione per la crisi economica afghana, sottolineando che questa rischia di causare instabilità nell’intera regione. “Tutti noi abbiamo preoccupazioni comuni relative all’Afghanistan e abbiamo anche un interesse condiviso nella pace e stabilità del Paese”, ha affermato. Qureshi ha quindi suggerito che l’incontro della Troika, insieme all’impegno del governo afghano, avrebbe spianato la strada ad uno “sviluppo economico sostenibile” che possa garantire la sicurezza della regione.

Quindi, il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito la necessità di permettere all’esecutivo talebano di accedere alle risorse finanziarie garantite al Paese dalla comunità internazionale, che sono state congelate quando i militanti del gruppo hanno preso il controllo della capitale afghana con con la forza, il 15 agosto, deponendo il precedente governo. “Con il prosciugamento dei finanziamenti internazionali, è diventato difficile pagare anche gli stipendi, per non parlare di portare avanti i progetti per lo sviluppo”, ha sottolineato Qureshi. Secondo il ministro del Pakistan, il prossimo round della conferenza della Troika Plus si terrà a Pechino, dove dovrebbe essere invitata anche una delegazione dell’Emirato Islamico talebano.

Il giorno precedente, il 10 novembre,  l’India ha ospitato una conferenza sull’Afghanistan alla presenza di alti funzionari della sicurezza di Russia, Iran e di cinque Paesi dell’Asia Centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan). Nessun rappresentante afghano era presente e la Cina ha declinato l’invito all’incontro. Il Ministero degli Affari Esteri Indiano aveva specificato che la conferenza si sarebbe concentrata sulle “sfide rilevanti per la sicurezza” e sulla necessità di sostenere il popolo afghano “nella promozione della pace e della stabilità”.

A proposito dell’attuale complesso panorama che circonda la crisi afghana, è necessario ricordare che la questione del congelamento delle finanze è subordinato al riconoscimento dell’esecutivo dei talebani, attualmente al potere. Le posizioni delle grandi potenze mondiali, a tale proposito, sono disparate. Durante la prima visita di alto livello tra le due parti, il 25 ottobre, la Cina ha assicurato che rispetterà la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Afghanistan. Di fronte alle difficoltà che sta attraversando il Paese, Pechino ha esortato gli Stati Uniti e l’Occidente a revocare le sanzioni imposte e ha invitato tutte le parti ad impegnarsi con i talebani in Afghanistan in modo razionale e pragmatico. La Russia invece, ha cambiato la propria posizione e risulta al momento allineato alla Cina. Dopo primi passi più cauti, lo stesso 25 ottobre, l’inviato speciale russo per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, aveva annunciato che quasi tutti i Paesi che avevano preso parte ai colloqui di Mosca sull’Afghanistan erano pronti a riconoscere il nuovo esecutivo a guida talebana. 

Sul fronte opposto, la Commissione Europea ha annunciato l’erogazione di un miliardo di euro in aiuti, specificando che questi non passeranno per il governo dei talebani. I fondi dell’Unione Europea andranno a garantire anche un sostegno agli Stati limitrofi. In tale contesto, la tutela dei diritti umani, nello specifico quelli delle donne e delle minoranze, rimane un punto critico per i Paesi europei, che non riconosceranno il governo se questo non si impegnerà su tali questioni. Gli Stati Uniti, nel frattempo, hanno insistito sul fatto che il governo verrà valutato sulla base delle sue azioni. Nei primi colloqui tra gli alti funzionari degli USA e dei talebani in Qatar, il 9 e 10 ottobre, le parti avevano discusso della fornitura di una “solida assistenza umanitaria” a beneficio diretto del popolo afghano, in un momento di particolare crisi. L’esecutivo a Kabul aveva “accolto con favore l’offerta statunitense”, sottolineando che le autorità locali avrebbero facilitato questo processo. Tuttavia, i talebani avevano specificato che tale supporto non sarebbe stato in alcun modo collegato a “questioni politiche”. 

Intanto in Afghanistan, da agosto ad oggi, sono circolate notizie riguardo a presunti omicidi di giovani sportiveminacce di morte contro giudici di sesso femminile e abusi e violenze anche letali ai danni della minoranza sciita degli hazara. Inoltre, il 5 novembre, è stato confermato il decesso dell’attivista femminista e docente di economia, Frozan Safi. Il corpo della donna, scomparsa il 20 ottobre, è stato identificato in un obitorio nella città di Mazar-i-Sharif, nonostante il suo viso fosse irriconoscibile a causa delle violenze subite. Le autorità hanno annunciato che è in corso un’indagine, ma le prime dichiarazioni da parte di un funzionario talebano hanno fatto riferimento ad una probabile “faida personale”. Nel complesso panorama afghano, crescono i timori sul fatto che la verità riguardo a questo omicidio sia pressoché impossibile da ottenere. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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