Russia-Mali: colloqui tra ministri degli Esteri con focus sulla cooperazione militare

Pubblicato il 11 novembre 2021 alle 20:28 in Mali Russia

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La Russia ha respinto, giovedì 11 novembre, le preoccupazioni avanzate dalla Francia riguardo la potenziale cooperazione militare tra il Mali e la compagnia di mercenari privati russi del Gruppo Wagner, a seguito dei colloqui tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, svoltisi nella capitale russa. 

A riferire la posizione di Mosca, il medesimo giovedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS, citando le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Esteri, Sergey Lavrov. Quest’ultimo ha dichiarato, in apertura dei colloqui di alto livello con l’omologo maliano, Abdoulaye Diop, che la Russia è pronta “a sviluppare la cooperazione tecnico-militare” con il Mali. Lavorv ha poi aggiunto che le relazioni russo-maliane sono “amichevoli” e basate sulla “fiducia reciproca”, osservando che è nell’interesse di entrambi i Paesi promuovere i legami commerciali, militari e culturali.

“Per quanto riguarda il nervosismo che i francesi e alcuni altri funzionari occidentali stanno mostrando riguardo ai piani del governo del Mali di rivolgersi ad una compagnia militare privata della Federazione Russa … questa è di competenza esclusiva del governo legittimo del Mali”, ha dichiarato Lavrov, facendo riferimento a quanto affermato, il giorno prima, dalla Francia. Parlando insieme al suo omologo maliano, dopo i colloqui a Mosca, ha Lavrov affermato che la Russia non ha nulla a che fare con tali accordi privati. “Se tali contratti saranno conclusi con i governi legittimi degli Stati sovrani, non capisco quale possa essere l’aspetto negativo delle intese”, ha concluso Lavrov. L’agenzia di stampa Reuters non è stata in grado di ottenere commenti dal gruppo Wagner in merito al possibile accordo.

Il giorno prima, il 10 novembre, Parigi aveva annunciato che discuterà delle preoccupazioni derivanti dalle attività della Russia in Africa Occidentale, in occasione di una visita dei ministri russi a Parigi, prevista il 12 novembre. In tale occasione, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, e la ministra delle Forze Armate, Florence Parly, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui affermano l’intenzione di discutere di “dimensioni politiche e militari delle crisi regionali e internazionali, in particolare per quanto riguarda le situazioni in Ucraina e nella striscia sahel-sahariana”. A tale proposito, “la Francia esprimerà le sue preoccupazioni per le attività della Russia”. Inoltre, fonti diplomatiche e di sicurezza hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters che la giunta militare del Mali potrebbe essere sul punto di siglare un accordo per il reclutamento di mercenari dal gruppo russo Wagner. 

L’incontro dell’11 novembre settembre tra Mosca e Bamako è da collocare nel quadro degli ultimi sviluppi nel Paese Africano, dove la giunta militare al potere dallo scorso maggio avrebbe avviato trattative con il Gruppo militare russo Wagner, per ottenere sostegno nella lotta al terrorismo, soprattutto dopo che la Francia ha dichiarato di voler ridurre il numero di soldati di stanza nel Paese. Le prime notizie sulla possibile cooperazione sono iniziate a circolare il 13 settembre. Secondo quanto reso noto, la giunta militare in Mali sarebbe in trattative con il Gruppo Wagner per l’assunzione di 1.000 mercenari. Lo scopo del contratto è la lotta ai gruppi armati di al-Qaeda e dello Stato Islamico.

Tuttavia, in un secondo momento, il 27 settembre, sono giunte maggiori conferme da ambo le parti, quando Lavrov ha affermato che le autorità del Mali “si sono rivolte a una compagnia militare privata russa” poiché “la Francia intende ridurre significativamente il proprio contingente militare”, dispiegato precedentemente per combattere i militanti terroristi, ha affermato Lavrov. Inoltre, a detta del funzionario russo, le forze speciali di Parigi “hanno fallito” nella lotta al terrorismo, poiché i militanti sono ancora attivi nel territorio Africano. Lavrov ha anche chiarito che le Forze armate maliane hanno definito “insufficienti” le proprie capacità e, di conseguenza, hanno deciso autonomamente di rivolgersi al Gruppo Wagner.

Analoghe conferme sono giunte poi dal il primo ministro maliano, Choguel Kokalla Maiga, il quale ha accusato la Francia di abbandonare il Paese con la decisione “unilaterale” di ritirare le truppe dispiegate nell’ambito dell’Operazione Barkhane. Di conseguenza, Maiga ha giustificato le trattative avviate con il Gruppo Wagner, sottolineando che le autorità del Mali avevano il diritto di cercare altri partner per “colmare il divario di Forze Armate” causato dal ritiro dei soldati francesi, collocati nel Nord del Paese. Il premier maliano ha spiegato che l’attuale situazione ha portato le autorità a “esplorare nuovi percorsi e mezzi per garantire al meglio la nostra sicurezza, sia in modo autonomo sia con altri partner”.

Dall’altra parte, la nuova cooperazione militare è stata condannata dall’Unione Europea (UE), dalla Francia, dalla Germania e dalle Nazioni Unite. Si tratta di attori che, da anni, sono impegnati nella lotta al terrorismo nel Paese attraverso numerose missioni militari. Parigi ha affermato che una mossa del genere sarebbe “incompatibile” con la sua presenza militare nel Paese Africano. Qualora l’accordo venisse stipulato, il governo francese potrebbe considerare la possibilità di ritirarsi ufficialmente. Analogamente, la Germania ha riferito che un tale accordo potrebbe “mettere in discussione” l’operato dell’Occidente per contrastare la minaccia jihadista. Infine, anche l’Onu, che ha circa 15.000 peacekeeper in Mali, ha espresso preoccupazione per il possibile coinvolgimento dei mercenari Wagner.

In tale quadro, è importante sottolineare che la Francia è impegnata nello Stato Africano, in particolare nella regione del Sahel, dal primo agosto 2014, data in cui è stata avviata la suddetta missione Barkhane, con la quale Parigi ha dispiegato un contingente di 5.100 uomini. L’operazione è stata lanciata insieme a Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ad una missione più ampia, con il coinvolgimento di vari alleati europei. Quest’ultima prende il nome di “Task Force Takuba” ed è composta, per ora, oltre che dalle truppe francesi, anche dalle forze armate di Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Roma dovrebbe partecipare alla Task force con un contributo di 200 unità di personale militare, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei. 

I timori di Parigi sono anche legati al fatto che l’accordo con la Russia è arrivato a seguito dell’annuncio del presidente francese, Emmanuel Macron, riguardo la riduzione del contingente di Parigi nel territorio. Nel dettaglio, Macron aveva reso noto, il 12 luglio scorso, che entro il primo trimestre del 2022 il Paese avrebbe concluso la propria operazione antiterroristica. Per quanto riguarda l’impegno di Berlino, è importante sottolineare che la Germania dispone di circa 1.500 soldati nel Paese dell’Africa Occidentale, dispiegati nel quadro della missione di pace delle Nazioni Unite e dell’UE, l’operazione Minusma, avviata per addestrare i soldati maliani.

La presenza di mercenari Wagner in Mali rafforzerebbe significativamente l’influenza del Cremlino in Africa, continente in cui la Russia vanta l’assenza di un passato coloniale. Tale mossa rientrerebbe all’intero di una più ampia strategia di Mosca: sovvertire lo storico ordine internazionale in Africa, dove Parigi ha sempre svolto un ruolo chiave, nonché gli equilibri di potere esistenti. Mentre le relazioni tra il Mali e la Francia si deteriorano, quelle con la Russia sembrerebbero svilupparsi. Nell’ultimo periodo, il Paese dell’Africa Nord-Occidentale ha intensificato i contatti di alto livello con Mosca, come hanno dimostrato gli ultimi incontri ufficiali. Tra questi, è importante menzionare che il ministro della Difesa del Mali, Sadio Camara, si è recato nella capitale russa, il 4 settembre, per discutere di “cooperazione e assistenza militare”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione