Russia, Mar Nero: intercettato aereo statunitense a 35 km dal confine

Pubblicato il 10 novembre 2021 alle 19:02 in NATO Russia USA e Canada

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato, mercoledì 10 novembre, di aver intercettato un aereo di supporto tattico E-8C, della United States Air Force, a 35 chilometri dal confine russo, sul Mar Nero.

La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, il medesimo mercoledì, sebbene l’episodio si sia verificato il giorno prima, martedì 9 novembre. Secondo quanto riportato nel comunicato ministeriale, “tra le 14:15 e le 19:28, un aereo da ricognizione e controllo degli attacchi da terra E-8C dell’aeronautica statunitense è stato intercettato sopra le acque del Mar Nero”. Di conseguenza, le stazioni di monitoraggio e radar della Federazione Russa, hanno tenuto sotto controllo, durante il suddetto arco di tempo, il velivolo degli USA, per assicurarsi che non venisse commessa alcuna violazione del confine. L’E8C era decollato, la mattina del 9 novembre, dalla base aerea di Ramstein, in Germania, ed ha sorvolato lo spazio aereo internazionale per cinque ore e 13 minuti, giungendo a 35 chilometri di distanza dal confine russo.

In tale quadro, è importante ricordare le crescenti tensioni tra Mosca e Washington nel Mar Nero. Nel dettaglio, il 9 novembre, il Ministero della Difesa russo aveva accusato gli Stati Uniti di pianificare azioni nel Mar Nero in vista di  un’ipotetica “risoluzione definitiva” del conflitto nel Donbass, regione dell’Ucraina Orientale dove, dal 2014, combattono le forze separatiste, supportate dalla Russia, e l’Esercito ucraino.

Le dichiarazioni del Ministero della Difesa russo giungono a seguito dell’incremento della presenza statunitense nel Mar Nero, un bacino idrico di importanza strategica per la Russia e per gli Stati Uniti. Nel dettaglio, il 29 ottobre, la sesta flotta della Marina degli USA aveva annunciato che il cacciatorpediniere missilistico USS Porter era diretto verso il Mar Nero, dove è giunto il 30 ottobre, al fine di unirsi ai partner della NATO. Questi ultimi, tra cui Bulgaria, Georgia, Romania, Turchia e Ucraina, si sono riuniti nell’area in occasione di manovre congiunte strategiche.

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, è stato il primo a commentare l’incremento della presenza USA nel Mar Nero, domenica 31 ottobre. Secondo il funzionario russo, tale mossa non contribuirà “ad incrementare la tanto desiderata stabilità regionale”. Il giorno successivo, il primo novembre, è intervenuto anche il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una serie di incontri ufficiali, con focus sulla difesa, svoltisi a Sochi. Nel dettaglio, il capo del Cremlino ha esortato le proprie divisioni militari ad osservare le imbarcazioni statunitensi “attraverso le lenti dei sistemi di difesa”. Più tardi, analisti del quotidiano russo Kommersant hanno dichiarato che “la nuova escalation nella regione è da attribuire a una serie di fattori”. Tra questi, gli esperti hanno fatto riferimento alle crescenti tensioni nella zona di conflitto nel Donbass, alla rinnovata cooperazione di difesa tra Stati Uniti e Ucraina, il cui baricentro si starebbe spostando verso il Mar Nero, e, infine, lo sviluppo di una nuova strategia della NATO che assegna un ruolo speciale al Mar Nero e al Mar Mediterraneo, nel più grande quadro di future operazioni di contenimento della Russia.

In tale quadro, è importante sottolineare che, il 19 ottobre, il segretario alla Difesa degli USA, Lloyd Austin, ha tenuto con l’omologo ucraino, Andrey Taran, colloqui con focus sulla sicurezza regionale del Mar Nero. Entrambi i funzionari hanno concordato di incrementare la sicurezza nel suddetto bacino idrico, dove la presenza di Mosca, secondo Taran, rappresenta un “pericolo per la navigazione”. Parlando delle analoghe vedute di Kiev e Washington, il ministro ucraino ha dichiarato: “Abbiamo interessi comuni e siamo determinati a continuare consultazioni sulla tematica, nonché a unire le forze con la NATO e con i nostri partner nella regione del Mar Nero per mantenere la stabilità e la sicurezza”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione