L’Ucraina e la NATO firmano un contratto quinquennale sull’uso di aerei ucraini

Pubblicato il 10 novembre 2021 alle 20:33 in NATO Ucraina

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La NATO e la società ucraina Antonov hanno sottoscritto, mercoledì 10 novembre, un contratto quinquennale che permette ai Paesi membri dell’Alleanza Atlantica di utilizzare, all’esigenza, i velivoli strategici della società ucraina.

A riportare la notizia, il medesimo mercoledì, è stato l’ufficio stampa della società. “Per la prima volta in molti anni di fruttuosa cooperazione, è stato firmato un contratto quinquennale sull’uso degli aerei di Antonov per il trasporto aereo strategico nell’interesse della NATO e dei paesi dell’UE nell’ambito del programma Strategic Airlift Transport International Solution (SALIS),” si legge nel comunicato. La firma del documento è stata preceduta da trattative costruttive, alle quali hanno preso parte i rappresentanti della NATO e dei Paesi dell’UE che partecipano al programma SALIS.

In tale quadro, è importante ricordare che, negli ultimi cinque anni, Antonov State Enterprise ha registrato un periodo di forte crisi, che è stato il risultato della mala gestione della società, i cui dirigenti erano stati nominati dal quinto presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, e dall’ex primo vice segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Oleg Gladkovsky. A fornire tali spiegazioni è sato Dmitry Kivaex presidente e progettista generale di Antonov. Quetso ha portato ad un drastico calo dle personale altamente qualificato dell’azienda. Mentre, nel 2016, dava lavoro ad oltre 13.500 persone, ad oggi vi lavorano meno di 9.000 dipendenti. Il 18 giugno 2020, il Parlamento ucraino ha adottato una legge volta a risanare il debito dell’impresa statale Antonov verso Kiev, che ammonta a 424 milioni di grivna, circa 15.000 euro.

Nel giugno 2021, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha approvato ufficialmente la proposta del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, focalizzata sullo sviluppo dell’industria aeronautica del Paese. Il documento contiene un programma per lo sviluppo dell’industria aeronautica, nonché un piano per ripristinare il normale funzionamento dell’impresa d’aviazione statale.

Antonov non è stata l’unica società rivalutata da Kiev. In effetti, è importante ricordare che, a partire dallo scorso marzo, l’Ucraina ha tentato di aumentare la vendita di armi tramite il rilancio della società statale Ukroboronprom e, più in generale, dell’industria bellica ucraina. L’instabilità politica del Paese ha spinto Kiev ad investire nel settore della Difesa, con risultati importanti. Per esempio, la società statale più rilevante del settore, la Ukroboronprom, a detta degli esperti, ha sviluppato un portafoglio prodotti “impressionante”, soprattutto nell’ultimo periodo. Ne è un esempio lo Skif, un sistema missilistico guidato che può essere controllato a distanza. Oleg Korostelyov, il direttore generale della società per la difesa Luch Design Bureau, ha affermato di non conoscere “nessun altro sistema anticarro che permetta all’operatore di sparare lontano dal missile”. Inoltre, a gennaio, Kiev ha presentato una nuova versione dei missili Kub i quali, secondo gli sviluppatori, saranno in grado di abbattere bombardieri e droni a lunghe distanze. Gli esperti hanno chiarito che tali arsenali sono stati dispiegati contro i carri armati separatisti.

Ukroboronprom è un conglomerato in cui convergono oltre un centinaio di stabilimenti di produzione di armi. La società riunisce imprese multidisciplinari ucraine, le quali sono specializzate in vari settori della Difesa. È impegnata in attività economiche nel campo dello sviluppo, della fabbricazione, della riparazione e dell’ammodernamento di armi e equipaggiamenti militari, nonché coinvolta nella cooperazione militare e tecnica con Paesi del Medio Oriente, con il Pakistan e l’India. Ukroboronprom si occupa, nello specifico, della fabbricazione di carri armati, veicoli robotici, sistemi di difesa aerea e anticarro, ma anche di munizioni ed esplosivi e di propulsori per astronavi.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione