La visita del ministro degli Esteri dei talebani in Pakistan

Pubblicato il 10 novembre 2021 alle 16:03 in Afghanistan Pakistan

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Il ministro degli Affari Esteri del governo ad interim dei talebani si è recato in Pakistan, il 10 novembre, per discutere delle relazioni bilaterali tra Kabul e Islamabad. 

Il ministro Amir Khan Muttaqi è alla guida di una delegazione incaricata di discutere delle “relazioni Pakistan-Afghanistan”. Secondo quanto riferito dal suo omologo pakistano, l’incontro si concentrerà sul commercio, sui movimenti trans-frontalieri, sui collegamenti terrestri e aerei e sui i rapporti bilaterali e regionali. In particolare, risale al 14 ottobre la notizia che la compagnia aerea di bandiera di Islamabad, la Pakistan International Airlines, ha sospeso le operazioni da Kabul, dopo aver accusato di “interferenze” i funzionari talebani. Inoltre, sono stati registrati problemi anche per quanto riguarda il commercio, poiché il flusso di merci risulta bloccato dalla chiusura di alcuni valichi di confine. 

Sebbene il Pakistan non abbia formalmente riconosciuto il governo dei talebani, dopo che i militanti hanno preso il controllo di Kabul il 15 agosto, il Paese è stato accusato in diverse occasioni di aver supportato i militanti afghani. Islamabad, da parte sua, ha sempre smentito le notizie a tale riguardo. La visita del 10 novembre, intanto, arriva mentre i talebani cercano di ottenere un riconoscimento ufficiale da parte della comunità internazionale. A tale proposito, il Pakistan ha chiesto ai governi di consentire agli aiuti allo sviluppo di affluire in Afghanistan e di sbloccare miliardi di dollari per prevenire il collasso economico del Paese vicino.

Inoltre, la visita del ministro degli Esteri di Kabul si verifica all’indomani di un accordo tra il governo del Pakistan e i talebani pakistani, anche noti come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), per un cessate il fuoco che durerà un mese, a partire dal 9 novembre. Il portavoce del governo di Islamabad, Fawad Chaudhry, ha affermato che il governo talebano in Afghanistan ha contribuito a facilitare l’intesa, finalizzata a garantire “sicurezza nazionale, pace, stabilità sociale ed economica”.

Infine, è importante ricordare che, lo stesso 10 novembre, l’India ospita una conferenza sull’Afghanistan alla presenza di alti funzionari della sicurezza di Russia, Iran e di cinque paesi dell’Asia Centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan). Nessun rappresentante afghano sarà presente e Pakistan e Cina hanno rifiutato di partecipare all’incontro. Il Ministero degli Affari Esteri Indiano ha specificato che la conferenza affronterà “le sfide rilevanti per la sicurezza e sosterrà il popolo afghano nella promozione della pace, della sicurezza e della stabilità”.

Per quanto riguarda la crisi economica in Afghanistan, i leader dei Paesi del G20 si sono impegnati a garantire assistenza umanitaria direttamente ai cittadini, a seguito del summit speciale del 12 ottobre. La Commissione Europea ha annunciato l’erogazione di un miliardo di euro in aiuti, specificando che questi non passeranno per il governo dei talebani. Alcuni dei fondi dell’Unione Europea sono stati stanziati per garantire un sostegno anche agli Stati limitrofi. In tale contesto, la tutela dei diritti umani, nello specifico quelli delle donne e delle minoranze, rimane un punto critico per i Paesi europei, che non riconosceranno il governo se questo non si impegnerà su tali questioni. 

Invece, durante la prima visita di alto livello tra le due parti, il 25 ottobre, la Cina ha assicurato che rispetterà la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Afghanistan. Di fronte alle difficoltà che sta attraversando il Paese, Pechino ha esortato gli Stati Uniti e l’Occidente a revocare le sanzioni imposte e ha invitato tutte le parti ad impegnarsi con i talebani in Afghanistan in modo razionale e pragmatico. Dopo primi passi più cauti, lo stesso 25 ottobre, l’inviato speciale russo per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, aveva annunciato che quasi tutti i Paesi che avevano preso parte ai Colloqui di Mosca sull’Afghanistan erano pronti a riconoscere il nuovo esecutivo a guida talebana. 

Gli Stati Uniti, nel frattempo, hanno insistito sul fatto che il governo verrà valutato sulla base delle sue azioni. Nei primi colloqui tra gli alti funzionari degli USA e dei talebani in Qatar, il 9 e 10 ottobre, le  parti avevano discusso della fornitura di una “solida assistenza umanitaria” a beneficio diretto del popolo afghano. L’esecutivo a Kabul aveva “accolto con favore l’offerta statunitense”, sottolineando che le autorità locali avrebbero facilitato questo processo. Tuttavia, i talebani avevano specificato che tale supporto non era collegato a “questioni politiche”. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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