Siria: Israele colpisce ancora, feriti 2 soldati

Pubblicato il 9 novembre 2021 alle 8:04 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana hanno accusato Israele di aver lanciato missili contro diverse postazioni nel centro e sulla costa della Siria. Due soltati risultano essere rimasti feriti.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa siriana filogovernativa, SANA, sulla base delle informazioni fornite da una fonte militare, il “nemico israeliano”, alle 19:16 circa di lunedì 8 novembre, ha condotto un attacco aereo. I missili, lanciati dal Nord di Beirut, hanno preso di mira una serie di postazioni situate nel centro e sulla costa siriana, ma sono stati per la maggior parte intercettati e abbattuti. Ad ogni modo, a detta della medesima fonte, due soldati, di cui non è stata specificata la nazionalità, sono rimasti feriti, mentre sono stati altresì riportati danni materiali.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), centro di monitoraggio con sede a Londra, ha poi specificato che i missili provenienti dallo spazio aereo settentrionale libanese sono precipitati nell’area rurale Sud-orientale di Homs, nei pressi di una caserma militare e di un centro di comando di una rilevante formazione militare siriana. Un altro punto che risulta essere stato colpito è poi la base aerea di al-Shayrat. Come specificato dall’Osservatorio, si tratta di località che ospitano gruppi armati affiliati all’Iran e al gruppo paramilitare sciita libanese, Hezbollah. Anche il SOHR ha dichiarato che il sistema antiaereo di Damasco ha respinto alcuni missili israeliani, mentre è stato udito il suono delle ambulanze che si dirigevano ad Homs. L’Osservatorio, tuttavia, non ha ricevuto notizie di eventuali vittime.

Uno degli ultimi episodi simili ha avuto luogo il 3 novembre, quando Israele, a detta delle fonti siriane, ha colpito la periferia della capitale, Damasco. Anche il 30 ottobre scorso, le forze di difesa aerea siriana hanno fronteggiato un attacco missilistico attribuito al “nemico israeliano”, anch’esso diretto contro postazioni militari situate nella periferia di Damasco. A detta dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani con tale attacco, Israele ha distrutto depositi di armi e munizioni appartenenti ad Hezbollah e a milizie filoiraniane, stanziate nelle aree di Qudssaya e al-Dimas, mentre 5 combattenti sono rimasti uccisi.

Un altro episodio del mese scorso si è verificato nella sera del 13 ottobre, quando almeno un soldato siriano e altri 3 combattenti di gruppi filoiraniani sono rimasti vittima di un attacco aereo, presumibilmente condotto da Israele, nei pressi della città di Palmira, situata nel governatorato di Homs, nella Siria centrale.

Dal 2011, Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, Iran ed Hezbollah in primis, considerati una minaccia per la propria sicurezza. Nell’ultimo anno, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco.

A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

Il tutto si colloca nel quadro del più ampio conflitto civile in Siria, scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah. Sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione