Il Marocco rivela i suoi piani per aumentare le riserve di GNL

Pubblicato il 9 novembre 2021 alle 17:08 in Africa Marocco

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo marocchino sta preparando le infrastrutture portuali per le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL), con l’obiettivo di aumentare le riserve dopo che l’Algeria, il 31 ottobre, ha posto ufficialmente fine al contratto che legava Algeri e Rabat attraverso il gasdotto noto come Maghreb–Europe Gas Pipeline (MEG). Il progetto aiuterà a ridurre il costo delle importazioni di GNL per gli operatori privati, ha dichiarato la ministra marocchina dell’Energia, Leila Benali, in un discorso ai membri della Camera dei Rappresentanti di Rabat, lunedì 8 novembre. Il Dipartimento dell’Energia, nel frattempo, sta esaminando i dettagli finanziari e di fornitura di gas per una futura unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione (FSRU), che servirebbe a soddisfare le esigenze del Paese. Il piano è stato discusso per la prima volta, ad aprile di quest’anno, tenendo in considerazione i porti di Nador, Kénitra, Jorf Lasfar e Mohammedia per l’eventuale posizionamento della FSRU.

Nel suo intervento, Benali ha sottolineato che il Ministero dell’Energia ha avviato consultazioni con attori regionali e internazionali per istituire un sistema sostenibile ed efficiente per la gestione degli approvvigionamenti nazionali di gas naturale. La ministra ha poi rassicurato i parlamentari, affermando che “l’approvvigionamento del mercato nazionale con gas butano, utilizzato in particolare per usi domestici e agricoli, non ha nulla a che fare con il gasdotto Maghreb-Europe”. “Il fabbisogno del mercato nazionale viene regolarmente soddisfatto attraverso l’importazione nei vari porti del Regno”, ha chiarito. Benali ha poi annunciato che il Marocco sta mettendo in atto diversi programmi per implementare la produzione, la trasmissione e la distribuzione di elettricità e che il Ministero sta lavorando al completamento di vari progetti nell’ambito del piano pluriennale per le apparecchiature elettriche, da implementare entro il 2030, che si basa principalmente sullo sviluppo delle risorse e delle energie locali. “Il fabbisogno aggiuntivo di energia elettrica sarà sviluppato facendo affidamento principalmente sulle energie rinnovabili eoliche e solari, con la programmazione e lo sviluppo di una capacità aggiuntiva che superi i 4 megawatt, ovvero il 90% della capacità aggiuntiva, e un unico piano termoelettrico a gas naturale per il primo periodo del 2021-2025″, ha aggiunto la ministra. Il Marocco intende inoltre adottare un piano verde basato al 100% su risorse rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere una capacità aggiuntiva di circa 5.200 megawatt entro il 2026-2030. Rabat prevede dunque di aumentare il suo obiettivo di energia rinnovabile a oltre il 52% del mix energetico entro il 2025. L’attuale quota di rinnovabili nel mix energetico è pari al 37%, ovvero 3950 megawatt.

Per quanto riguarda il gas, la produzione locale marocchina dovrebbe raggiungere i 110 milioni di metri cubi nel 2021. Il consumo annuo è di circa 1 miliardo di metri cubi. Visto che il Paese guarda al GNL per aumentare la sua transizione a basse emissioni di carbonio e affrontare la fornitura irregolare di energie rinnovabili, il suo fabbisogno di gas naturale potrebbe triplicare, raggiungendo i 3 miliardi di metri cubi entro il 2040. 

Dopo un anno di tensioni tra Algeri e Rabat, aumentate prima della scadenza dell’accordo sul Maghreb-Europe, il 31 ottobre, l’Algeria ha dichiarato che rifornirà la Spagna attraverso un gasdotto diverso, non inviando più gas al Marocco. Il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, nello specifico, ha ordinato la cessazione dei rapporti commerciali tra la compagnia petrolifera statale algerina Sonatrach e l’Ufficio marocchino per l’elettricità e l’acqua potabile (ONEE), ponendo, così, fine al contratto. In realtà, già il 26 agosto, il ministro dell’Energia algerino, Mohamed Arkab, nel corso di un incontro con l’ambasciatore spagnolo, Fernando Moran, aveva riferito che il proprio Paese avrebbe fornito gas alla Penisola iberica senza più passare per i territori marocchini, impiegando esclusivamente Medgaz, un gasdotto che, attraversando il Mediterraneo, collega l’algerina Béni-Saf ad Almeria, città del Sud della Spagna. Le dichiarazioni di Arkab erano giunte dopo che, ancora prima, il 13 luglio, era stato concordato l’ampliamento di Medgaz di 2 miliardi di metri cubi all’anno, a partire dal quarto trimestre del 2021, per poi superare i 10 miliardi di metri cubi dal quarto trimestre. L’espansione ha comportato l’installazione di un quarto turbocompressore, con un investimento pari a circa 73 milioni di euro. A tal proposito, Sonatrach ha fatto sapere che a fine novembre tale quarta unità entrerà in funzione, consentendo l’esportazione di 10,5 miliardi di metri cubi di gas naturale, in aumento rispetto agli 8 miliardi esportati in precedenza.

Il Maghreb–Europe Gas Pipeline è una conduttura sottomarina di 1.400 chilometri che trasporta, dal 1996, oltre 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla città algerina di Hassi R’Mel ai territori di Spagna e Portogallo, passando per il Marocco. Quest’ultimo riceveva il 7% delle royalties sul gas trasportato da MEG, guadagnando cifre che sono oscillate, nel corso degli anni, dai 500 milioni ai 2,4 miliardi di dirham. Secondo la stampa algerina, il valore delle importazioni di gas naturale del Marocco per l’anno 2020 è stato di 750 milioni di metri cubi, di cui 600 milioni forniti dal gasdotto maghrebino-europeo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

 

di Redazione