Cosa sta succedendo al confine tra Polonia e Bielorussia

Pubblicato il 9 novembre 2021 alle 10:04 in Bielorussia Immigrazione Polonia

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La Polonia ha chiuso il confine con la Bielorussia, dopo che un gruppo di migranti ha tentato di entrare nel Paese con la forza, l’8 novembre. Varsavia ha accusato Minsk di aver causato l’incidente, mentre la Germania ha esortato l’Unione Europea ad agire.

Secondo quanto mostrato dai media bielorussi, un gruppo di circa 3.000 persone, in maggioranza curdi iracheni, ha montato le tende al confine tra i due Paesi, dopo aver tentato di forzare l’ingresso. La Polonia ha accusato la Bielorussia di controllare i migranti che hanno tentato di entrare nel territorio polacco, usandoli come un “arma” per la guerra politica di Minsk contro l’Unione Europea. A tale proposito, è necessario ricordare che l’UE ha imposto sanzioni contro la Bielorussia, il 2 e il 21 giugno, seguite alle accuse di un autoritarismo sempre più duro nei confronti del presidente Alexander Lukashenko, a partire dalla sua contestata rielezione per un sesto mandato ad agosto del 2020. Accusando l’UE di interferire nei propri affari interni, Lukashenko aveva risposto dichiarando che il suo Paese non avrebbe più contribuito alla lotta all’immigrazione clandestina, permettendo il transito verso Ovest dei migranti, alimentando ulteriori tensioni nei Paesi vicini.

Dopo l’episodio dell’8 novembre, Varsavia ha accusato la Bielorussia di aver creato una rotta migratoria artificiale, sfruttando i migranti per costringere l’Unione a revocare le sanzioni. I media polacchi hanno pubblicato video in cui si vedono soldati bielorussi che supervisionano i gruppi di persone al confine. Tuttavia, le immagini non sono state verificate poiché, come sottolineato dal quotidiano tedesco Deutsche Welle, le autorità della Polonia stanno tenendo i giornalisti fuori dall’area e i media non allineati con il governo hanno difficoltà ad operare al confine. Intanto, la situazione alimenta la percezione da parte della popolazione polacca di una sorta di “assedio” di migranti. Un video pubblicato dal Ministero della Difesa di Varsavia mostra individui sul lato bielorusso del confine che prendono di mira il filo spinato con pale e tronchesi, mentre le truppe polacche cercano di tenerli lontani. La Bielorussia, da parte sua, ha accusato la Polonia di aver peggiorato la situazione, usando gas lacrimogeni contro persone che chiedono protezione. Questa reazione ha scatenato ulteriori tensioni, con i migranti che hanno tentato di abbattere il filo spinato al confine. 

In tale situazione, la Commissione Europea ha accusato Lukashenko di “usare le persone come pedine” nella sua campagna politica contro il blocco europeo, sottolineando che il leader deve “smetterla di mettere a rischio la vita delle persone”. La presidentessa della Commissione, Ursula Von der Leyen, ha invitato i 27 Stati membri ad approvare ulteriori sanzioni contro Minsk e ha parlato di “attacco ibrido”, in relazione ai fatti dell’8 novembre. “Le autorità bielorusse devono capire che fare pressioni sull’Unione Europea in questo modo, attraverso una cinica strumentalizzazione dei migranti non li aiuterà a raggiungere i loro scopi”, ha affermato in una nota. L’uso “dei migranti per scopi politici è inaccettabile”, ha affermato Von der Leyen, aggiungendo che l’UE valuterà anche come sanzionare “le compagnie aeree di Paesi terzi” che hanno portato i migranti in Bielorussia. Il ministro degli Interni della Germania, Horst Seehofer, ha invitato l’UE a “restare unita” durante la crisi e a supportare la Polonia. “Dobbiamo aiutare il governo polacco a proteggere il loro confine esterno. Questo sarebbe effettivamente il compito della Commissione Europea, che invito ad agire”, ha dichiarato. Anche gli Stati Uniti hanno criticato la Bielorussia per aver “orchestrato” i flussi di migranti verso l’Europa. Dalla Russia, invece, l’agenzia di stampa Tass ha sottolineato che la maggior parte dei rifugiati che si trovavano al confine tra Bielorussia e Polonia sta cercando di recarsi in Germania. 

Il confine tra i due Paesi, intanto, rimane altamente militarizzato. Tra le misure adottate dalla Polonia per limitare gli ingressi illegali, è importante ricordare il dispiegamento di soldati annunciato, il 25 ottobre, dal ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak. Attraverso un tweet, il funzionario aveva dichiarato la mobilitazione di altri 2.500 soldati, portando a un totale di 10.000 militari lungo il confine che la Polonia condivide con la Bielorussia. Quest’ultima, in risposta, ha avvisato che Mosca e Minsk avrebbero agito “in modo duro” per contrastare la militarizzazione polacca lungo i confini. Analoghe misure erano state adottate dal Ministero della Difesa di Varsavia anche il 19 ottobre, quando era stato annunciato il dispiegamento di altri 3.000 soldati al confine, ponendo una stretta sulle misure di sicurezza per far fronte alla crescente crisi migratoria, acuitasi dallo scorso agosto.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione