Arabia Saudita: PIL in crescita, raggiunto il tasso più elevato dal 2012

Pubblicato il 9 novembre 2021 alle 15:04 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’economia dell’Arabia Saudita è cresciuta del 6,8% nel terzo trimestre del 2021, rispetto all’anno precedente, il 2020. Si tratta dell’espansione più rapida registrata dal 2012.

A rivelarlo sono stati i dati diffusi oggi, martedì 9 novembre, dall’Autorità generale per le statistiche (GASTAT), la quale ha legato un risultato simile all’aumento delle attività petrolifere, pari a circa il 9%, a sua volta conseguenza della crescita della domanda mondiale di greggio e della produzione del Regno nel 2021. Parallelamente, le attività non petrolifere, ha specificato GASTAT, hanno registrato un aumento del 6,2%, mentre quelle governative sono aumentate del 2,7%, su base annua. Alla luce di ciò, il prodotto interno lordo reale (PIL) destagionalizzato è cresciuto del 5,8% su base trimestrale. “La ripresa economica dell’Arabia Saudita sembra aver accelerato nel terzo trimestre e dovrebbe rimanere forte nel resto di quest’anno e nel 2022” ha affermato Capital Economics, società con sede a Londra, secondo cui sarà l’aumento della produzione di petrolio a sostenere la crescita di Riad, oltre all’allentamento delle misure imposte per contenere la pandemia di Covid-19 e delle politiche fiscali precedentemente introdotte dal governo saudita.

Nel corso dell’ultimo anno, anche l’Arabia Saudita è stata colpita dagli effetti provocati dalla pandemia e dal calo dei prezzi di petrolio. I ricavi sono ammontati a 770 miliardi di riyal, mentre la spesa effettiva nel 2020 è stata pari a 1068 miliardi, il che ha fatto sì che il deficit ammontasse a 298 miliardi di riyal, pari al 12% del PIL. Il debito pubblico saudita ha toccato, invece, il 34% del PIL nel 2020. Inoltre, la spesa nel bilancio saudita 2020 è aumentata del 4,7% rispetto alle stime iniziali, mentre gli stanziamenti aggiuntivi sul bilancio approvato nel 2020 sono ammontati a 159 miliardi di riyal. Ora, il governo saudita ha previsto una crescita economica del 2,6% per l’anno in corso e del 7,5% nel 2022. Le proiezioni per il 2022 sono state basate sulle aspettative di un aumento della produzione di petrolio a partire da maggio 2022, come parte di un accordo con i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e suoi aggregati, OPEC+.

Da parte sua, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto una crescita dell’economia saudita del 2,8% per il 2021 e del 4,8% per l’anno successivo, il 2022. In particolare, nell’ultimo rapporto del World Economic Outlook, pubblicato il 12 ottobre, l’FMI ha previsto una crescita maggiore per l’anno in corso rispetto a quella stimata nel rapporto precedente, di luglio scorso, dove si parlava di una percentuale pari al 2,4%. Le previsioni per il 2022, invece, sono rimaste invariate. Circa il tasso di inflazione per il 2021, questo potrebbe essere molto più basso dell’1,6% previsto, mentre l’aumento dei prezzi nel 2022 dovrebbe essere moderatamente più alto, salendo fino al 2,2%.

Di fronte a tale scenario, l’agenzia di rating Moody’s, il 5 novembre, ha migliorato l’outlook del Regno, che è passato da “negativo” a “stabile”, mentre il rating è stato confermato ad A1. A detta dell’agenzia, è probabile che il governo saudita riesca a risanare gran parte del debito del 2020, preservando le riserve di bilancio. Il rapporto di Moody’s ha anche evidenziato che l’indebitamento del Regno saudita è da considerarsi moderato, inferiore alla maggior parte dei titoli sovrani con rating simili, mentre è stata messa in luce la forza economica sostenuta dalla posizione altamente competitiva nel mercato petrolifero. A sostenere tale ipotesi, un avanzo di bilancio di 6,7 miliardi di riyal, corrispondenti all’incirca a 1,79 miliardi di dollari, nel terzo trimestre di quest’anno, anch’esso conseguenza dell’aumento dell’attività petrolifera.

In tale quadro, la compagnia petrolifera statale Saudi Aramco ha previsto un aumento della domanda di petrolio di oltre 100 milioni di barili al giorno, durante il prossimo anno, il 2022. Tale considerazione, del presidente e amministratore delegato della compagnia, Amin H. Nasser, è emersa il 9 novembre, nel corso del Nikkei Global Management Forum. L’Arabia Saudita, ha dichiarato Nasser, prevede di aumentare la sua capacità di produzione massima sostenuta, passando da 1 milione di barili al giorno a 13 milioni di barili al giorno entro il 2027. “L’espansione della capacità nel nostro settore richiede circa 5-7 anni e non ci sono abbastanza investimenti nel mondo per aumentare la capacità, questa è una grande preoccupazione”, ha poi affermato l’amministratore delegato. La stessa Aramco ha reso noto, alla fine di ottobre, che il proprio utile netto ha raggiunto i 30,4 miliardi di dollari nel terzo trimestre di quest’anno, grazie all’aumento del prezzo del petrolio e alla ripresa della domanda.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione