Russia-USA: Putin e Burns tengono colloqui telefonici

Pubblicato il 8 novembre 2021 alle 18:34 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha tenuto colloqui telefonici con il direttore della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti, William Burns, durante la sua visita a Mosca.

 A riferirlo, lunedì 8 novembre, è stata l’agenzia di stampa statale russa TASS. Il focus dei colloqui è stato posto sulla crisi diplomatica russo-statunitense, sui conflitti regionali e sulla sicurezza informatica, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Anche l’emittente statunitense CNN ha confermato i colloqui telefonici, aggiungendo che Burns, nel corso della conversazione, ha detto al presidente russo che gli Stati Uniti sono “seriamente preoccupati” dell’accumulo militare di Mosca lungo il confine ucraino. Fonti citate dalla CNN, inoltre, hanno riferito che Burns, durante il bilaterale telefonico, ha tentato di comprendere quali fossero le “intenzioni russe” in merito al dispiegamento di circa 90.000 militari lungo il confine con l’Ucraina.  

 Burns era giunto a Mosca, dal 2 al 3 novembre, per tenere incontri di alto livello con il direttore del Servizio di Intelligence Internazionale russo, Sergei Naryshkin, e con il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Nikolai Patrushev. Durante il vertice con Naryshkin, i due rappresentanti hanno discusso della lotta al terrorismo internazionale e della cooperazione tra la CIA e il Servizio di Intelligence russo. Per quanto riguarda il bilaterale con Patrushev, il focus è stato posto sulle relazioni bilaterali tra Mosca e Washington. Sono stati rivelati pochi dettagli di entrambi gli incontri, sebbene sia probabile che le parti abbiano affrontato, principalmente, questioni di sicurezza, al fine di continuare il dialogo sulla sulla stabilità strategica, avviato il 28 luglio.

L’ultimo incontro tra rappresentanti di Russia e USA sulla questione “stabilità” è avvenuto dall’11 al 13 ottobre. In tale occasione, la sottosegretaria di Stato per gli Affari Politici degli Stati Uniti, Victoria Nuland, ha tenuto un bilaterale con il viceministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergei Ryabkov, il vicecapo dell’amministrazione presidenziale, Dmitry Kozak, e il consigliere agli Affari Esteri russo, Yuri Ushakov. La visita di Nuland è stata consentita grazie ad una serie di misure distensive adottate da Russia e da Stati Uniti il giorno precedente, domenica 10 ottobre. Nel dettaglio, Mosca e Washington hanno revocato le limitazioni di viaggio imposte contro funzionari di ambo i Paesi, rimuovendoli dalla “lista nera” delle sanzioni che impediva l’accesso ai territori. Per quanto riguarda la Federazione, la portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Maria Zacharova, ha annunciato che la visita di Nuland è stata autorizzata a seguito della rimozione della funzionaria dall’elenco dei cittadini statunitensi sanzionati, dove era stata inserita nel 2019 per aver supportato il movimento europeista Euromaiden in Ucraina. Tale mossa è stata approvata “in cambio dell’esclusione di alcuni funzionari russi” dalla black list degli USA. Tali condizioni erano state dettate dal Ministero degli Esteri russo in precedenza, il 23 settembre.

Gli ultimi sviluppi giungono circa un mese dopo l’incremento delle tensioni diplomatiche tra i due Paesi, ai ferri corti dallo scorso maggio. Nel dettaglio, il 10 settembre, l’ambasciatore statunitense a Mosca, John Sulilvan, era stato convocato dal Ministero degli Esteri russo per interferenze elettorali, le quali si sono poi tenute dal 17 al 19 settembre. Anche il giorno precedente, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva accusato gli Stati Uniti di ingerenza nelle elezioni russe, definendo “ovvia” la “minaccia.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, hanno attraversato un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due nazioni a una serie di importanti questioni internazionali. Ciò nonostante, proprio per le elevate responsabilità degli attori a livello mondiale, Mosca e Washington stanno provando a rilanciare il dialogo bilaterale. I primi tentativi sono stati avviati lo scorso 19 maggio, quando il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha incontrato a Reykjavík, a margine del Consiglio Artico, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken. Un secondo incontro di alto livello tra i due Paesi si è tenuto, il 24 maggio scorso, quando il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, e il consigliere nazionale per la Sicurezza degli USA, Jake Sullivan, si sono riuniti a Ginevra per approfondire alcune questioni di stabilità strategica e la normalizzazione delle relazioni russo-americane. In entrambe le occasioni, l’esito del dialogo è stato definito “costruttivo”. Tali iniziative sono poi culminate con l’incontro faccia a faccia tra i due presidenti, il 16 giugno.

 Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione