Russia, CSTO: avviate le esercitazioni militari su larga scala in Asia Centrale

Pubblicato il 8 novembre 2021 alle 12:14 in Asia Russia

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L’alleanza militare dell’Asia Centrale, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), ha avviato, lunedì 8 novembre, le esercitazioni Indestructible Brotherhood – 2021, nella Repubblica del Tartasan, situata al centro della pianura dell’Europa orientale, circa 800 chilometri a Est di Mosca.

A riferire la notizia è stata l’agenzia di stampa statale russa TASS. Le manovre coinvolgeranno le Forze Armate di Russia, Tagikistan, Kazakistan, Bielorussia, Kirghizistan e Armenia, ovvero i Paesi membri della CSTO. In totale, più di 1.700 soldati prenderanno parte alle manovre e saranno dispiegate oltre 300 attrezzature belliche. Tra queste, la TASS ha citato otto elicotteri Mi-8 e Mi-24 del Distretto Militare Centrale. Le esercitazioni si svolgeranno in due fasi. La prima si terrà presso il campo di addestramento militare di Kazan’, capitale della Repubblica del Tartasan. Le forze collettive di peacekeeping della CSTO pianificheranno operazioni di peacekeeping, per poi concretizzarle nella seconda, altresì definita come fase attiva. In quest’ultima, i contingenti militari dell’alleanza dell’Asia Centrale svolgeranno attività quali la creazione e la protezione di un campo profughi attraverso l’organizzazione di posti di blocco. Inoltre, saranno svolte azioni congiunte per consegnare al campo aiuti umanitari. L’esercitazione si concluderà con operazioni di arresto e neutralizzazione di forze armate illegali.

Il contingente militare russo sarà composto da soldati facenti parte delle unità di peacekeeping del Distretto Militare Centrale della regione di Samara. Inoltre, la Federazione coinvolgerà le proprie Forze Speciali, attrezzatura bellica per l’electronic warfare (EW), nonché la polizia militare del Distretto Militare Centrale. Il colonnello generale russo, Alexander Lapin, che guiderà le manovre, ha dichiarato: “Durante le esercitazioni Indestructible Brotherhood – 2021, le truppe del distretto russo coopereranno con le forze della CSTO” per coordinare le azioni congiunte in attività di “insediamento post bellico”.

Non si tratta della prima esercitazione militare su larga scala organizzata dalla CSTO. Dal 18 al 23 ottobre, l’alleanza militare dell’Asia Centrale ha tenuto le manovre strategiche Combat Brotherhood 2021, lungo il confine che il Tagikistan condivide con l’Afghanistan, a causa della crescente minaccia terroristica nel Paese a guida talebana. Tali manovre hanno coinvolto oltre 5.000 militari e un totale di 700 dispositivi bellici. A questi si aggiungono circa 650 mezzi corazzati blindati, un totale di 20 aerei, quali Su-24MR e Su-25, oltre 20 Mi-8MTV, elicotteri Mi-24 e 15 droni. Inoltre, nel quadro di Combat Brotherhoos-2021, si sono tenute anche le esercitazioni congiunte “Echelon-2021”, “Search-2021” e “Interaction-2021“. Per quanto riguarda le prime, ad essere coinvolte sono state le truppe di supporto logistico del blocco di sicurezza Centro-Asiatico, le quali hanno svolto attività preparatorie di assistenza per le esercitazioni successive, le Search-2021, incentrate sull’organizzazione e sulla messa in atto di attività operative congiunte. Infine, le ultime, le Interaction-2021, si sono tenute dal 22 al 23 ottobre e hanno rappresentato la fase attiva delle manovre, in cui, ad esempio, saranno svolte operazioni congiunte per contrastare un conflitto armato frontaliero.

In generale, si può affermare che le manovre giungono in un momento di crescenti tensioni con Kabul, soprattutto perché i Paesi dell’Asia Centrale temono che il neo-pronunciato governo a guida talebana possa, in qualche modo, non riuscire a contrastare la minaccia terroristica che, di conseguenza, alimenterebbe l’ingresso di militanti legati ad organizzazioni terroristiche internazionali nelle nazioni circostanti, mettendo a rischio la sicurezza regionale.

I timori di Mosca erano aumentati dopo le notizie trapelate l’8 ottobre, data in cui il Ministero degli Esteri russo aveva dichiarato di essere “pronto ad adottare misure decisive” per proteggere il Tagikistan. In tale occasione, la stampa locale aveva reso noto di un presunto attacco che i militanti dei talebani tagiki, il gruppo Jamaat Ansarullah, stavano pianificando. Di conseguenza, il Cremlino aveva riferito di monitorare attentamente la situazione lungo il confine afghano-tagiko, ribadendo che la 201° base militare russa nel Paese Centro-Asiatico disponeva di tutte le attrezzature militari necessarie per fornire assistenza al Tagikistan.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione