Rep. Dem. del Congo: ribelli conquistano due villaggi al confine con Uganda e Ruanda

Pubblicato il 8 novembre 2021 alle 18:57 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Un gruppo di uomini armati ha preso il controllo di due villaggi nella Repubblica Democratica del Congo orientale, vicino al confine con l’Uganda e il Ruanda. Le autorità locali ritengono che i responsabili siano affiliati al gruppo ribelle noto come M23. 

L’assalto si è verificato nella notte tra il 7 e l’8 novembre nei villaggi di Tshanzu e Runyoni. Le Forze armate congolesi sono state prese di mira dagli aggressori, che secondo i soldati provenivano dal vicino Ruanda. I militanti sembrano essere riusciti a prendere il controllo di una porzione di territorio e, secondo le autorità locali, sarebbero in corso operazioni di contrattacco. La sera del 7 novembre, gli Stati Uniti hanno emesso un avviso di sicurezza, sottolineando il rischio di un attacco nella capitale provinciale di Goma, che si trova a circa 60 km dai due villaggi. 

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il colonnello Muhindo Luanzo, assistente del governatore del territorio di Rutshuru, ritiene che i responsabili siano combattenti dell’M23, un organizzazione armata protagonista di una rivolta che ha sconvolto il Paese nel 2012 e 2013. I due villaggi erano le ultime roccaforti del gruppo, che aveva accettato una resa, il 5 novembre 2013, poche ore dopo che il governo aveva dichiarato “vittoria totale” contro gli insorti sul campo. Un accordo di pace aveva garantito una certa stabilità da allora. Tuttavia, i militanti si sono spesso lamentati della lentezza con cui l’intesa veniva attuata.

La situazione nel Paese è critica da mesi, motivo per cui, il 6 maggio, il presidente Felix Tshisekedi aveva proclamato lo “stato d’assedio” nelle due province orientali dell’Ituri e del Nord Kivu, nel tentativo di frenare la crescente insicurezza e intensificare la lotta contro i gruppi armati. Oltre 100 gruppi armati sono attualmente attivi nello Stato africano. Secondo il Kivu Security Tracker, le Forze Democratiche Alleate (ADF), le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano (APCLS) e il Nduma Defense of Congo-Rénové (NDC-R) sono responsabili per oltre un terzo degli incidenti nel Paese e della metà dei civili che vengono uccisi. Tra questi gruppi, le ADF si distinguono per la loro mortalità, in quanto gli sono attribuibili il 37% delle uccisioni civili. Secondo il Kivu Security Tracker (KST), una ONG che monitora la violenza nell’Est della RDC, il gruppo ha ucciso più di 1.200 civili nella sola area di Beni dal 2017.

Inoltre, anche la violenza jihadista si è diffusa nel Paese. Secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa dell’11 marzo, il Dipartimento di Stato statunitense ha designato lo Stato Islamico in Repubblica Democratica del Congo (ISIS-DRC), riferendosi alle Forze Democratiche Alleate, come gruppo terroristico estero, oltre ad averle inserite nella lista dei Special Designated Global Terrorists (SDGTs). Le ADF sono state  precedentemente sanzionate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite nel 2014 per le violenze e atrocità commesse. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione