Il Pakistan riabilita il partito islamico radicale TLP

Pubblicato il 8 novembre 2021 alle 11:06 in Asia Pakistan

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Il Pakistan ha affermato di aver revocato il divieto al partito islamico radicale Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP) che era stato dichiarato un’organizzazione terroristica dal governo di Islamabad il 12 aprile scorso.

Il Ministero dell’Interno ha revocato il divieto il 7 novembre, affermando sia che la mossa è nel “più ampio interesse nazionale”, sia di aver ricevuto garanzie che il TLP non si dedicherà ad attività violente in futuro. L’annuncio dell’8 novembre è arrivato in seguito all’accordo tra il governo pakistano e il TLP raggiunto lo scorso primo novembre a conclusione di un’ondata di proteste dei seguaci del partito che hanno innescato scontri con la polizia, provocando la morte di 6 agenti e 4 manifestanti.

In particolare, dal 22 ottobre scorso, gli attivisti del TLP avevano lanciato una “lunga marcia” da Lahore a Islamabad, chiedendo sia il rilascio del leader del gruppo, Saad Rizvi, arrestato in seguito ai fatti del 12 aprile, sia l’espulsione dell’ambasciatore di Francia, per la pubblicazione di una serie di caricature raffiguranti il profeta Maometto da parte della rivista satirica francese Charlie Hebdo.

La decisione del Pakistan di revocare il divieto sul TLP ha suscitato critiche sui social media. I sostenitori del partito devono ancora annunciare formalmente la fine della loro marcia verso Islamabad e decine di manifestanti sono ancora seduti lungo un’autostrada nella città di Wazirabad. Le autorità hanno affermato di aver liberato più di 1.000 sostenitori del TLP detenuti e che è in corso un’iniziativa per rilasciare Rizvi.

Il 12 aprile scorso, il TLP era stato dichiarato un’organizzazione terroristica dal governo di Islamabad che lo aveva bandito come partito. In particolare, dopo aver ricevuto l’ultimatum del 20 aprile dal TLP per espellere l’ambasciatore francese in Pakistan, il governo di Islamabad aveva deciso di arrestare il leader del gruppo, Saad Hussain Rizvi, lo stesso 12 aprile, innescando proteste da parte dei suoi sostenitori in tutto il Paese. Il successivo aprile 17 aprile, il primo ministro pakistano, Imran Khan, aveva chiarito che il TLP era stato bandito in quanto non avrebbe rispettato il potere statale e avrebbe fatto uso di violenze e perpetrato attacchi contro civili e forze dell’ordine.  Khan aveva così chiarito che il gruppo era stato limitato per il suo atteggiamento nei confronti del governo pakistano e non per le sue posizioni di opposizione alla Francia.

Il TLP aveva guidato le proteste anti-francesi in Pakistan da quando il presidente della Francia, Emmanuel Macron, nel mese di ottobre 2020, aveva difeso i diritti della testata satirica francese Charlie Hebdo di ripubblicare una vignetta ritraente il profeta Maometto. Nello specifico, Macron aveva affermato che avrebbe difeso la libertà di espressione dopo che, il 16 ottobre 2020, un insegnante francese, Samuel Paty, era stato decapitato in pieno giorno davanti a una scuola in un comune francese a Nord della capitale per aver mostrato ai suoi studenti le vignette in questione durante un corso sulla libertà di espressione.

Il partito di Rizvi aveva ottenuto importanza nelle elezioni del 2018 in Pakistan, facendo una campagna basata sulla difesa della legge sulla blasfemia del Paese, che prevede la pena di morte per chiunque insulti l’Islam.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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