La Corea del Nord testa la sua artiglieria

Pubblicato il 8 novembre 2021 alle 13:10 in Corea del Nord Corea del Sud

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Le truppe meccanizzate Nord-coreane hanno condotto un’esercitazione a fuoco di artiglieria il 6 novembre, nel quadro di sforzi per aumentare le capacità di difesa del Paese.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa statale della Corea del Nord, KCNA, poi citata da più media esteri, il 7 novembre, affermando che le esercitazioni di quest’anno sono state progettate per ispezionare i progressi delle unità meccanizzate nelle loro capacità di combattimento mobile e per intensificare ulteriormente l’addestramento competitivo in tutto l’esercito del paese. KCNA ha dichiarato che le esercitazioni arrivano “in un momento in cui l’entusiasmo di sottoporsi a un addestramento intensivo prevale in tutto l’Esercito popolare coreano (KPA) per aver inaugurato un nuovo periodo di massimo splendore nel rafforzamento delle capacità di difesa dello Stato all’insegna dell’autodifesa”. Le operazioni sono state supervisionate dal generale Pak Jong Chon, un membro del Presidium dell’Ufficio politico e segretario del Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea (WPK).

Il portavoce del Ministero della Difesa della Corea del Sud, Fu Shengcan, ha affermato che nelle operazioni Nord-coreane non vi fosse nulla di particolarmente degno di nota. L’Ufficio dei capi di stato maggiore Sud-coreani hanno dichiarato che le agenzie di intelligence di Seoul e statunitensi stanno prestando molta attenzione agli sviluppi più rilevanti e che non sono state scoperte circostanze particolari.

Le esercitazioni sono state condotte mentre la Corea del Nord si sta lamentando con sempre maggior insistenza del cosiddetto “doppio standard” con il quale vengono giudicate le sue operazioni militari. In particolare, per Pyongyang, le sue attività militari attirerebbero sempre critiche internazionali mentre non accadrebbe lo stesso per esercitazioni simili condotte da parte della Corea del Sud e degli Stati Uniti. Analisti citati da The Straits Times hanno affermato che Pyongyang sta cercando di normalizzare le proprie attività di difesa con l’obiettivo di ottenere accettazione internazionale per le sue armi nucleari e i suoi arsenali di missili balistici, che sono stati sanzionati dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Gran parte della grande forza di artiglieria convenzionale della Corea del Nord è dispiegata lungo il confine con la Corea del Sud, dove ha un raggio d’azione in grado di raggiungere la capitale Sud-coreana Seoul. I due Paesi si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato ma, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace. Il confine tra i due Paesi è il più militarizzato al mondo e, in corea del Sud, sono presenti circa 28.500 soldati statunitensi per scoraggiare potenziali aggressioni da parte della Corea del Nord. Lo scorso 21 settembre, il presidente Sud-coreano, Moon Jae-in, aveva rinnovato  l’appello per la pace e la riconciliazione con la Corea del Nord, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. 

I colloqui guidati dagli Stati Uniti volti a porre fine al programma nucleare della Corea del Nord sono falliti all’inizio del 2019. I funzionari statunitensi hanno recentemente offerto una ripresa dei negoziati con la Corea del Nord senza precondizioni. Pyongyang ha però affermato che non tornerà ai colloqui a meno che gli Stati Uniti non abbandonino “ la loro politica ostile”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione