L’Iran avvia esercitazioni militari su larga scala

Pubblicato il 7 novembre 2021 alle 19:02 in Iran Medio Oriente

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L’Esercito iraniano ha avviato, domenica 7 novembre, esercitazioni militari su larga scala, le Zolfaqar-1400, nei pressi del Golfo dell’Oman, a poche settimane dalla ripresa dei colloqui tra Teheran e le potenze Occidentali per rilanciare l’accordo sul nucleare iraniano, altresì noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA).

A riportarlo, la medesima domenica, è stata la versione inglese di al-Jazeera, citando quanto appreso dalla televisione di Stato iraniana. Le manovre sono state avviate per mostrate la potenza militare dell’Iran, nonché la prontezza del Paese ad affrontare il nemico”, ha dichiarato all’emittente statale il portavoce di Zolfaqar-1400, Mahmoud Mousavi. Più tardi, il comandante in capo dell’Esercito iraniano, Abdolrahim Mousavi, ha reso noto che le manovre si svolgeranno a Est dello Stretto di Hormuz, del Mare di Oman e delle sezioni Settentrionali dell’Oceano Indiano, in un’area che si estende per circa un milione di chilometri quadrati. Per quanto riguarda la fase che coinvolgerà le truppe terrestri, l’emittente statale ha reso noto che le manovre si terranno nell’area delle province Sud-Orientali del Sistan, del Balochistan e di Hormozgan, ma anche lungo le coste di Makran. “Poiché siamo consapevoli che il nemico sta cercando di raccogliere le informazioni richieste dopo che le nostre Forze si sono mobilitate nell’area, da oggi stiamo incrementando i nostri sforzi per monitorare i movimenti nemici, avviati giorni fa”, ha aggiunto Mousavi, facendo riferimento alla recente controversia che ha coinvolto, il 4 novembre, gli Stati Uniti e quello che Teheran aveva definito un “sequestro” di una petroliera iraniana nel Golfo dell’Oman, che è stato però smentito da Washington.

Il comandante in capo dell’Esercito iraniano ha poi specificato che il primo giorno di Zolfaqar-1400, che dovrebbero durare diversi giorni, navi e commando intraprenderanno attività belliche con lo scopo di neutralizzare, via mare, le difese costiere nemiche. Inoltre, le Forze iraniane, servendosi di sistemi missilistici e di radar, simuleranno le linee difensive dalla spiaggia. La TV di Stato ha altresì trasmesso filmati in cui sono state mostrate alcune delle attività che saranno svolte durante le manovre. Tra queste, l’utilizzo di motoscafi, soldati che entrano negli elicotteri da combattimento che saranno coinvolti nelle esercitazioni, nonché commando lanciarsi con il paracadute per atterrare sulle spiagge delle suddette aree.  

Per quanto riguarda il rilancio del JCPOF, il 3 novembre, il viceministro degli Esteri dell’Iran, Ali Bagheri Kani, aveva annunciato che i colloqui sul nucleare iraniano sarebbero ripresi, a Vienna, il 29 novembre prossimo. La data era stata stabilita nel corso di colloqui telefonici con il mediatore dell’Unione Europea, Enrique Mora. “Abbiamo concordato di avviare i negoziati, volti alla rimozione di sanzioni illegali e disumane, il 29 novembre a Vienna”, aveva scritto Bagheri su Twitter, con riferimento alle misure che gli Stati Uniti avevano imposto contro l’Iran dopo che, l’8 maggio 2018, si erano unilateralmente ritirati dall’intesa. La ripresa dei colloqui è stata confermata anche dall’UE, la quale ha reso noto che i prossimi negoziati saranno presieduti da Mora, il quale agirà per conto del capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell.

Il Joint Comprehensive Plan of Action è stato firmato durante l’amministrazione di Barack Obama, il 14 luglio 2015, a Vienna, da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea. Questo prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani. L’8 maggio 2018, durante la presidenza di Donald Trump, Washington si era ritirata unilateralmente dall’accordo, imponendo nuove sanzioni contro Teheran che hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti. 

Il 3 novembre, il Servizio europeo per l’azione esterna dell’UE ha quindi specificato che i prossimi incontri su tale argomento vedranno la partecipazione di rappresentanti degli altri Paesi firmatari, i quali si impegneranno in discussioni con l’obiettivo di favorire un possibile ritorno di Washington nel JCPOA e garantire la piena applicazione dell’accordo da tutte le parti coinvolte. Dal canto loro, gli USA, attraverso il Dipartimento di Stato, hanno accolto con favore gli sforzi europei per persuadere l’Iran a tornare ai negoziati il 29 novembre, e hanno fatto sapere che sarà Robert Malley a guidare la delegazione statunitense. Tuttavia, come affermato dal portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, i negoziati non potranno durare all’infinito. Ad ogni modo, a detta di Price, se Teheran “farà sul serio”, si potrà giungere a risultati in tempi “relativamente brevi”, risolvendo quelle questioni rimaste in sospeso a giugno scorso. 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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