Il Giappone accoglie una nave da guerra tedesca a Tokyo

Pubblicato il 6 novembre 2021 alle 7:24 in Germania Giappone

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Il ministro della Difesa giapponese, Nobuo Kishi, ha accolto lo scalo della prima nave da guerra tedesca in Giappone negli ultimi vent’anni, affermando che Tokyo intensificherà la cooperazione militare con Berlino nella regione indo-pacifica, il 5 novembre.

La fregata Bayern è in visita a Tokyo dopo due giorni di esercitazioni congiunte con il cacciatorpediniere della Forza marittima di autodifesa (JMSDF) giapponese Samidare nell’Oceano Pacifico. Dopo aver ispezionato la fregata con i funzionari tedeschi, Kishi ha affermato che la visita della nave è “un importante punto di svolta” nel perseguire un “Indo-Pacifico libero e aperto” e nel garantire una delle rotte di navigazione più importanti del mondo. Per il ministro giapponese, la visita della Bayern ha mostrato ” il forte impegno della Germania a contribuire attivamente alla pace e alla stabilità nell’Indo-Pacifico”.

In una conferenza stampa congiunta con Kishi, il capo delle forze armate tedesche, il generale Eberhard Zorn, ha dichiarato che: “L’Indo-Pacifico è oggi una delle regioni strategicamente più importanti del mondo”, definendola un’area dove si stanno decidendo importanti aspetti relativi alla libertà, alla pace e al benessere nel mondo. “Il dispiegamento della nostra fregata nell’Indo-Pacifico rende chiaro che la Germania si batte per i nostri valori comuni” ha aggiunto il generale. Zorn ha affermato che la Bayern ha condotto esercitazioni su piccola scala con le forze armate di otto Paesi da quando ha lasciato la Germania e ha effettuato scali in varie località tra cui Guam e Australia. A partire da metà novembre, la Bayern condurrà operazioni di monitoraggio e sorveglianza in base a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle attività delle navi Nord-coreane, compresi i possibili trasferimenti da nave a nave di beni vietati nei mari regionali.

La fregata ha lasciato la Germania ad agosto 2021 per essere schierata nell’Indo-Pacifico come parte del recente spostamento del paese nella regione e segue mosse simili da altri Paesi europei tra cui Gran Bretagna, Francia e Paesi Bassi. Le navi da guerra di tali Nazioni hanno recentemente condotto esercitazioni navali congiunte nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale.

Nel mese di settembre 2020, dopo la Francia, la Germania è stato il secondo Paese a definire ufficialmente una “strategia per la regione dell’Indo Pacifico” con l’obiettivo dichiarato di diventare “un attore e partener creativo” nella regione che contribuirà alla salvaguardia dell’ordine internazionale basato su leggi. A tal proposito, il 2 marzo scorso, la Germania aveva annunciato che avrebbe inviato in Asia una sua nave da guerra, nel mese di agosto 2021. Da allora, Berlino ha intensificato i suoi legami militari con Tokyo. Le parti hanno firmato l’accordo per la protezione dell’intelligence militare siglato il 22 marzo scorso, che consentirà scambi di informazioni riservate e una maggiore cooperazione rispetto a questioni di sicurezza tra le parti. Successivamente, il 13 aprile scorso, il Giappone e la Germania hanno organizzato il primo incontro di tipo 2+2 tra i rispettivi ministri della Difesa e degli Affari Esteri

Tra le questioni aperte nella regione dell’Indo-Pacifico vi sono le isole Senkaku/Diaoyu contese tra Giappone e Cina nel Mar Cinese Orientale. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono, al momento, amministrati dal Giappone ma intorno alle loro acque e sui loro cieli sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno ripetutamente ribadito che in caso di scontro sosterrebbero il Giappone, in base al Trattato di mutua cooperazione e sicurezza concluso tra Tokyo e Washington, il 19 gennaio 1960.

Oltre a tale questione, vi è poi il Mar Cinese Meridionale che è al centro di dispute di sovranità tra la Cina, Taiwan, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e il Brunei che hanno rivendicazioni concorrenti su tali acque. Per Pechino la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti. In tale quadro, gli USA sono presenti militarmente nel Mar Cinese Meridionale e rifiutano le rivendicazioni di sovranità cinesi. Le navi da guerra statunitensi conducono spesso esercitazioni di “libertà di navigazione”, per assicurare “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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