Perù: il Congresso approva un nuovo governo di sinistra più moderato

Pubblicato il 5 novembre 2021 alle 17:55 in America Latina Perù

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Il Congresso del Perù ha confermato, giovedì 4 novembre, un nuovo governo di sinistra moderata, a circa tre mesi dall’inizio del nuovo mandato del presidente Pedro Castillo. Il precedente esecutivo, guidato dal leader del partito comunista al governo, Guido Bellido, era entrato in crisi, a inizio gennaio, a causa del basso sostegno politico e delle minacce di nazionalizzazione del settore del gas naturale. Secondo la legge peruviana, le dimissioni del primo ministro innescano automaticamente le dimissioni dell’intero governo.

La nuova formazione di gabinetto, approvata con 68 voti contro 56 al Congresso, controllato dall’opposizione, sarà guidata da Mirtha Vasquez, una politica della sinistra moderata ed ex capo dell’Assemblea. Solo un legislatore si è astenuto. Il cambio è considerato parte di una svolta più moderata del presidente, che non è piaciuta ad alcuni degli alleati più di sinistra di Castillo. Diversi membri di Peru Libre hanno votato per respingere il nuovo governo, incluso l’ex premier Bellido, membro di lunga data del partito.

All’inizio della giornata, Castillo ha nominato nuovo ministro degli Interni, incaricato della sicurezza pubblica, Avelino Guillen, un ex pubblico ministero noto per aver perseguito con successo l’ex presidente, Alberto Fujimori, che sta scontando una pena detentiva per violazioni dei diritti umani. Guillen ha sostituito Luis Barranzuela, un lealista di Peru Libre che si è dimesso dopo che i media hanno riportato la notizia di una festa di Halloween, da lui organizzata, che avrebbe violato le regole imposte a causa del coronavirus. Il ministro si è difeso negando che fosse una festa e spiegando che si sarebbe trattato di una riunione di lavoro.

Castillo ha deciso di modificare l’orientamento politico della squadra di governo dopo aver affrontato critiche secondo cui alcuni dei suoi ministri avrebbero simpatizzato con Shining Path o Sendero Luminoso, un gruppo ribelle, di ispirazione maoista, che, secondo un rapporto ufficiale della Commissione per la Verità e la Riconciliazione, sarebbe stato responsabile dell’uccisione di almeno 28.000 persone in Perù, tra il 1980 e il 2000. Il gruppo, riconosciuto come organizzazione terroristica dalle autorità di Lima, voleva fondare nel Paese un regime rivoluzionario contadino comunista ed è considerato uno dei più violenti dell’America del Sud. Da allora, la maggior parte dei leader del gruppo terroristico, tra cui il fondatore Abimael Guzmán, è stata incarcerata, ma nel territorio della Valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM) ci sono ancora diversi gruppi armati che affermano di far parte dell’organizzazione e che si suppone abbiano legami con i trafficanti di droga del Paese.

Castillo aveva nominato Bellido dopo la sua vittoria presidenziale, a luglio, e il Congresso aveva assicurato la fiducia alla nuova amministrazione ad agosto. L’ex premier era poco conosciuto negli ambienti politici, prima di salire al potere, ma lo stile sfacciato che lo contraddistingueva aveva scosso il Congresso e preoccupato ulteriormente gli investitori, agitati dalle implicazioni di un’amministrazione di sinistra sugli affari. Sia Castillo che Bellido provengono dal partito socialista Perù Libre, ma quest’ultimo aveva adottato posizioni più estreme, trovandosi ad affrontare l’opposizione per aver suggerito la nazionalizzazione del settore del gas naturale. A settembre, il suo gabinetto aveva consegnato una lettera all’argentina Pluspetrol, il più importante operatore di gas naturale in Perù, chiedendo di rinegoziare il contratto dell’azienda per il pagamento di tasse più elevate. In un’intervista con l’agenzia di stampa Reuters dopo il suo insediamento, Bellido aveva sottolineato l’intenzione di un coinvolgimento diretto dello Stato in aree economiche chiave. “La nostra sensazione è che i settori strategici debbano essere nelle mani del governo”, aveva affermato, aggiungendo: “Secondo me, il gas naturale è una risorsa strategica e deve avere la partecipazione del governo a nuovi progetti idroelettrici di grandi dimensioni”. La nomina del primo ministro uscente, tuttavia, è stata controversa sin dall’inizio anche per altre ragioni. I media peruviani avevano rivelato che Bellido era indagato dai pubblici ministeri per una presunta “apologia del terrorismo” a causa delle dichiarazioni rilasciate poco dopo aver preso posto in Parlamento, a giugno. In queste affermazioni, l’ex premier avrebbe difeso alcune persone che sostenevano il gruppo guerrigliero peruviano, d’ispirazione maoista, Shining Path.

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Chiara Gentili

di Redazione

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