Myanmar: 500 organizzazioni chiedo azione dell’Onu nello Stato di Chin

Pubblicato il 5 novembre 2021 alle 18:16 in Asia Myanmar

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Più di 500 gruppi per i diritti civili hanno chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per fermare l’escalation di violenza nello stato di Chin in Myanmar, il 5 novembre. La regione si trova al confine con India e Bangladesh ed è diventata un centro importante per il movimento di resistenza contro il governo militare del Myanmar.

Human Rights Watch ha rilasciato una dichiarazione a nome di 521 organizzazioni internazionali e nazionali che hanno invitato il Consiglio di sicurezza dell’Onu ad adottare una risoluzione e ad agire prima che l’offensiva a Chin si espanda. In particolare, Human Rights Watch ha affermato che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu: “Deve convocare una riunione urgente sull’escalation degli attacchi nello Stato di Chin e sull’aggravamento generale della crisi politica, dei diritti umani e umanitaria a causa della ricerca di potere e dell’avidità dei leader militari del Myanmar che ha causato immense sofferenze”.

I media locali, alcuni testimoni e le Nazioni Unite hanno riferito di uno schieramento di armi pesanti e truppe di soldati nello Stato di Chin, che suggerirebbe un imminente attacco da parte dell’Esercito per colpire i gruppi di miliziani che si sono formati dopo il colpo di Stato del 1 febbraio scorso.

In reazione a tale evento, dal 6 febbraio, sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, con il quale molti dipendenti pubblici hanno lasciato il proprio impiego, sia proteste della popolazione, che l’Esercito ha represso con la violenza. In secondo luogo, l’Esercito ha ripreso a combattere contro diverse milizie etniche presenti da decenni in Myanmar, le quali si sono avvicinate ai manifestanti fornendo loro anche addestramento militare. I combattimenti nelle aree periferiche del Paese stanno generando centinaia di migliaia di sfollati. Infine, il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito il governo di unità nazionale (GUN), che, dal 5 maggio scorso, ha un corpo armato noto come Forza di difesa del popolo. Il GUN e le sue milizie sono stati classificati come un gruppo terroristico l’8 maggio scorso mentre il 7 settembre successivo, il presidente ad interim del GUN, Duwa Lashi La, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha lanciato una “guerra difensiva”.

Nello Stato di Chin alcuni testimoni, gruppi di aiuto e media locali hanno detto che case e chiese sono state bruciate nella città di Thantlang. Save the Children, uno dei firmatari del documento del 5 novembre, ha affermato che il suo ufficio è stato distrutto. La giunta non ha rilasciato commenti sulla situazione a Chin e Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente le segnalazioni di un’offensiva nella regione, dove Internet e altri canali di comunicazione sono stati interrotti. L’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite in un rapporto sulla situazione del 3 novembre ha affermato che gli scontri tra le forze di sicurezza e le forze di difesa del popolo si sono intensificati a Chin e nelle vicine regioni di Magway e Sagaing.

In Myanmar, l’Esercito ha preso il potere il primo febbraio scorso, dopo aver arrestato, la leader del governo civile che è stato rovesciato, Aung San Suu Kyi, l’allora presidente, Win Myint, e altre figure di primo piano dell’esecutivo.   L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali avvenute durante le elezioni dell’8 novembre 2020, che avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega nazionale per la Democrazia (NDL), il partito allora al governo con a capo Suu Kyi. Tali votazioni sono state annullate e l’Esercito ha promesso nuove elezioni entro agosto 2023. Intanto, il primo agosto, è stato nominato un nuovo governo provvisorio di cui Min Aung Hlaing è primo ministro e che ha sostituito il Consiglio di amministrazione di Stato che aveva fino ad allora guidato il Paese, effettuando un passaggio da un consiglio militare ad un governo transitorio.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione