Diplomatico russo trovato morto fuori dall’ambasciata di Mosca a Berlino

Pubblicato il 5 novembre 2021 alle 19:16 in Germania Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il quotidiano tedesco “Der Spiegel” ha diffuso oggi, venerdì 5 novembre, la notizia della morte di un diplomatico russo dell’ambasciata di Mosca a Berlino, trovato senza vita, il 19 ottobre, fuori dalla sede della rappresentanza diplomatica. L’uomo, di 35 anni, sarebbe caduto da un piano alto del palazzo dell’ambasciata russa, morendo sul marciapiede sottostante. Tuttavia, la dinamica dell’incidente non è ancora del tutto chiara. L’ambasciata russa ha definito la morte del diplomatico un “tragico incidente”, che non avrebbe commentato “per motivi etici”.

L’uomo sarebbe stato identificato, secondo fonti dell’intelligence tedesca entrate in contatto con “Der Spiegel”, come Kirill Zhalo. Quest’ultimo deteneva l’incarico di secondo segretario all’ambasciata, anche se, a detta degli agenti di sicurezza, si potrebbe trattare in realtà di un ufficiale dell’Fsb, dotato di legami con alti funzionari dell’intelligence russa. Ad aumentare i sospetti è il fatto che il 35enne sarebbe figlio del tenente generale Alekseij Zhalo, capo dell’Ufficio per la protezione del sistema costituzionale dell’Fsb, un dipartimento noto per le sue presunte attività volte a eliminare gli oppositori russi. Rispetto alle informazioni diffuse da “Der Spiegel”, l’ambasciata russa a Berlino ha commentato: “Le speculazioni apparse in numerosi media occidentali sulla morte del diplomatico sono assolutamente errate”.

L’ambasciata di Mosca a Berlino non ha dato l’autorizzazione a svolgere un’autopsia e che il corpo del diplomatico è stato riportato in Russia. “Tutte le formalità legate al rimpatrio del corpo del diplomatico sono state prontamente risolte con le forze dell’ordine responsabili e con le autorità mediche della Germania in conformità con le pratiche in vigore”, ha affermato l’ambasciata nella sua dichiarazione a Interfax. La magistratura tedesca non può avviare un’indagine in quanto il defunto godeva dell’immunità diplomatica. 

Un caso simile accadde nel 2003, quando il portiere dell’ambasciata russa a Berlino venne ritrovato morto presso la sede della rappresentanza diplomatica dopo essere precipitato dal proprio appartamento. Un altro episodio controverso, degno di nota, fu l’omicidio del cittadino georgiano ed ex comandante ribelle ceceno, il 43enne Zelimkhan Khangoshvili, colpito da spari alla testa in un parco di Berlino nell’agosto 2019. La Germania ha accusato la Russia di aver ordinato l’omicidio. Luomo, designato come “terrorista” da Mosca, era stato, dal 2000 al 2004, al comando di una milizia cecena che aveva combattuto contro la Russia nel corso della seconda guerra cecena, nel Caucaso settentrionale. Successivamente, nel corso della guerra tra la Russia e la Georgia del 2008, l’uomo aveva guidato una milizia georgiana in difesa dell’Ossezia del Sud. Le autorità tedesche avevano accusato dell’omicidio i servizi segreti russi e, in seguito a una dichiarazione di mancanza di collaborazione nelle indagini, avevano deciso di espellere dal Paese due diplomatici di Mosca. Quest’ultima, tuttavia, si è sempre dichiarata estranea ai fatti e ha definito infondate le accuse contro i suoi servizi segreti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione