Taiwan: Tsai Ing-wen incontra la delegazione europea

Pubblicato il 4 novembre 2021 alle 15:54 in Cina Europa Taiwan

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La presidente delle istituzioni di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha ricevuto la delegazione della “Commissione speciale sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell’Unione europea, inclusa la disinformazione” (INGE) del Parlamento europeo in visita a Taiwan dal 3 al 5 novembre, il 4 novembre.

Tsai ha affermato di sperare di stabilire un’alleanza democratica contro la diffusione di informazioni false e ha dichiarato che Taiwan intende condividere le proprie esperienze con gli “amici europei”, approfondire il partenariato reciproco e lavorare insieme per garantire uno stile di vita democratico e libero. Tsai ha poi sottolineato che, per la prima volta nella sua storia, il Parlamento europeo ha inviato una delegazione ufficiale in visita a Taiwan e ha quindi ringraziato i suoi ospiti. Tsai ha poi affermato che l’isola ha accolto come una dimostrazione di sostegno l’approvazione di una risoluzione del Parlamento europeo il 21 ottobre scorso con la quale è stato chiesto alla Commissione europea di approfondire i legami con Taiwan e di iniziare a lavorare su un accordo sugli investimenti con l’isola.

Il capo della delegazione del Parlamento europeo, Raphael Glucksmann, ha affermato che la prima visita ufficiale della delegazione parlamentare ha rappresentato non solo l’inizio di autentiche relazioni tra Taiwan e l’Europa, ma anche il desiderio dell’Unione europea (UE) di apprendere come l’isola sia stata in grado di contrastare le minacce provenienti da Pechino.  Glucksmann ha affermato che l’Europa sta affrontando “azioni su larga scala orchestrate da un regime autoritario per vandalizzare la società europea e indebolire la sua democrazia”, aggiungendo che la delegazione potrebbe imparare dall’esperienza di Taiwan nell’affrontare questo tipo di minaccia. Durante l’incontro con Tsai, Glucksmann ha dichiarato: “Siamo venuti qui con un messaggio molto semplice e molto chiaro: non siete soli. L’Europa è con voi”. Il delegato ha quindi affermato che la visita dovrebbe essere considerata un primo passo in seguito al quale è necessario stabilire un’agenda concreta di incontri ad alto livello e azioni per costruire un partenariato UE-Taiwan molto più forte. Glucksmann è un critico della Cina ed è uno tra i politici sanzionati da Pechino lo scorso 22 marzo nel quadro di tensioni sino-europee riguardanti i diritti umani nella regione dello Xinjiang.

La delegazione in visita a Taiwan è guidata dal francese Raphael Glucksmann, e comprende Andrius Kubilius, Markéta Gregorová, Andreas Schieder, Petras Auštrevičius, Georgios Kyrtsos e l’italiano Marco Dreosto.  Durante i tre giorni di visita, sono previsti incontri con la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, il premier dello Yuan esecutivo, il ministro degli Affari Continentali, il vice ministro degli Esteri e il presidente del lo Yuan legislativo, ovvero il Parlamento taiwanese. I delegati europei prenderanno parte anche a una serie di tavole rotonde sulla disinformazione con esperti taiwanesi ed europei. In base a quanto dichiarato dalla INGE, le parti discuteranno di minacce complesse tra cui disinformazione e attacchi informatici. In particolare, saranno discusse le esperienze taiwanesi nella lotta alla disinformazione, ai tentativi di interferenza nella democrazia, nei media, nella cultura e nell’istruzione taiwanesi, nonché gli sforzi di Taiwan per rafforzare la sua resilienza informatica.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha dichiarato che la Cina è insoddisfatta e si oppone alla visita dei membri del Parlamento europeo a Taiwan e ha già presentato rimostranze alla parte europea. Wang ha ribadito che il principio “una sola Cina” è la base politica per l’allacciamento e lo sviluppo delle relazioni politiche bilaterali tra Cina e UE. Per Pechino, i membri del Parlamento europeo dovrebbero comprendere la complessità e la delicatezza della questione di Taiwan e rispettare gli impegni presi dall’UE. La Cina ha quindi chiesto alla parte europea di correggere i propri errori e di astenersi dall’inviare segnali erronei alle forze separatiste che sostengono l’”indipendenza di Taiwan”, in modo che questo non abbia un grave impatto sulle relazioni Cina-UE. Wang ha poi aggiunto che le autorità del Partito Democratico Progressista (DPP) di Taiwan sono abituate a mascherare le loro azioni separatiste per l’”indipendenza di Taiwan” parlando di “democrazia” e di “diritti umani”. Ciò nonostante, il DPP non può nascondere tali intenzioni così come non può cambiare il fatto che Taiwan faccia parte della Cina. Wang ha poi ribadito che la riunificazione è “inevitabile”.

In base al principio “una sola Cina” Pechino considera Taiwan una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa.

Ad oggi, Taiwan ha uffici di rappresentanza in 74 Paesi a livello globale e 18 tra questi fanno parte dell’Unione europea (UE). Il governo di Taipei ha invece relazioni diplomatiche formali con 15 Paesi che sono Guatemala, Honduras, Santa Sede, Haiti, Paraguay, Nicaragua, Eswatini, Tuvalu, Nauru, Saint Vincent and the Grenadines, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Belize, Marshall Islands e Palau. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione