Pyongyang può produrre tutto l’uranio necessario per le armi nucleari

Pubblicato il 4 novembre 2021 alle 12:02 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord può ottenere l’uranio di cui necessita per le armi nucleari dal mulino esistente a Pyongsan e le immagini satellitari dei cumuli di residui suggeriscono che il Paese potrebbe produrre molto più combustibile nucleare di quanto stia facendo.

Secondo una ricerca pubblicata a ottobre 2021 sulla rivista Science and Global Security dai ricercatori della Stanford University e da una società di consulenza mineraria con sede in Arizona, poi diffusa dai media il 4 novembre, la Corea del Nord potrebbe essere in grado di aumentare la produzione di uranio e non avrebbe bisogno di altri mulini. In base allo studio, sarebbe chiaro che la Corea del Nord sembrerebbe avere “una capacità di lavorazione sostanzialmente maggiore di quella utilizzata fino ad oggi”, ciò significherebbe che il Paese potrebbe produrre quantità di gran lunga maggiori di uranio naturale lavorato, se volesse.

Secondo gli analisti, l’impianto di concentrazione dell’uranio di Pyongsan e la miniera ad esso associata sono l’unica fonte pubblicamente riconosciuta di minerale di uranio della Corea del Nord.  Dopo una visita dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA) a Pyonsang nel 1992, non sono stati riportati altri resoconti sull’accesso di ispettori esterni alla miniera di uranio, lasciando incerti i dettagli a riguardo. Gli autori del report divulgato a ottobre 2021 hanno utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati da Orbital Insight, una società di analisi geo-spaziale con sede in California, per analizzare le immagini satellitari per i modelli di utilizzo del suolo intorno alla struttura di Pyongsan. La cosiddetta Yellowcake, ovvero il prodotto finale dei processi di concentrazione e purificazione dei minerali estratti che contengono l’uranio, della miniera di Pyongsan è un componente chiave nella produzione di combustibile nucleare della Corea del Nord, incluso il suo reattore da 5 megawatt, che è considerato in grado di produrre plutonio per uso militare. La IAEA e altri analisti hanno riferito che il reattore sarebbe stato messo in funzione per la prima volta dal 2018.

Il rapporto è stato diffuso dopo che, il 30 agosto scorso, la IAEA aveva affermato che la Corea del Nord sembrerebbe aver riavviato il reattore nucleare di Yongbyon, che si ritiene abbia prodotto plutonio per le armi nucleari e che era stato al centro del programma nucleare Nord-coreano. Oltre a Yongbyon, la IAEA aveva parlato anche di “indicazioni di attività minerarie e di concentrazione in una miniera e impianto di uranio a Pyongsan, e di attività in un sospetto impianto di arricchimento segreto a Kangson”. La IAEA non ha avuto accesso alla Corea del Nord da quando Pyongyang ha espulso i suoi ispettori nel 2009. Il Paese aveva successivamente proseguito con il suo programma di armi nucleari e aveva ripreso i test nucleari, l’ultimo dei quali è stato condotto nel 2017. Ad oggi, le attività di monitoraggio sulla Corea del Nord da parte della IAEA avvengono a distanza e prevalentemente tramite immagini satellitari.

 I ricercatori hanno affermato che, dato il programma nucleare attivo della Corea del Nord, è di massima importanza valutare e comprendere le sue capacità di produzione di materiali nucleari. Queste capacità regolano la velocità con cui la Corea del Nord potrebbe espandere il suo arsenale nucleare, determinare l’entità della minaccia alla sicurezza internazionale e la sfida del potenziale disarmo nucleare e misurare la capacità della Corea del Nord di alimentare il suo futuro programma di energia nucleare.  Nonostante una moratoria autoimposta sui test sulle armi nucleari dal 2017, la Corea del Nord ha affermato che sta continuando a costruire il suo arsenale e, nel 2021, sembrerebbe aver riavviato un reattore che si ritiene abbia prodotto plutonio per uso militare.

La domanda su quante armi nucleari possiede la Corea del Nord è una questione chiave per le agenzie di intelligence in Corea del Sud e negli Stati Uniti, così come per qualsiasi colloquio volto a limitare o ridurre l’arsenale di Pyongyang. Le informazioni sulle armi nucleari Nord-coreane sono limitate, ma il presidente dell’Istituto per la scienza e la sicurezza internazionale, David Albright, ha stimato che il Paese abbia la capacità di produrre materiale per produrre da quattro a sei testate all’anno. Il capo dell’IAEA ha dichiarato che il “programma nucleare della Corea del Nord va avanti a pieno ritmo con i lavori sulla separazione del plutonio, l’arricchimento dell’uranio e altre attività”. Gli Stati Uniti, che vogliono che Pyongyang rinunci al proprio arsenale nucleare, si sono dichiarati aperti a un incontro con la Corea del Nord senza precondizioni. La Corea del Nord afferma che i colloqui saranno possibili solamente dopo che gli Stati Uniti e i suoi alleati avranno abbandonato le politiche ostili nei suoi confronti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.