Myanmar: attentato contro un funzionario legato all’Esercito

Pubblicato il 4 novembre 2021 alle 18:52 in Asia Myanmar

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Il direttore finanziario di Mytel Telecommunications Co, una società di telecomunicazioni legata all’Esercito del Myanmar, Thein Aung, è stato ucciso a Yangon, il 4 novembre, in quello che sembrerebbe un assassinio legato ai disordini politici nel Paese.

Thein Aung è stato colpito da colpi di arma da fuoco sferrati da tre uomini che viaggiavano a bordo di biciclette alle 7:30, ora locale, mentre camminava con sua moglie vicino alla loro casa nella cittadina di Mayangone. Sua moglie, Theint Aung Thu, è stata ferita e portata in ospedale. L’ufficio informazioni dell’Esercito ha confermato l’aggressione al dirigente 56enne che era ex ufficiale di marina, affermando che nessuno aveva ancora rivendicato la responsabilità dei fatti.

Come riferito da Associated Press, la sparatoria sarebbe stata eseguita da militanti oppositori del governo militare del Myanmar, che ha preso il potere il primo febbraio scorso, estromettendo il governo civile di Aung San Suu Kyi. Mytel è il quarto operatore di telecomunicazioni del Myanmar ed è una joint venture tra l’Esercito birmano e il Ministero della Difesa del Vietnam ed è stata lanciata nel 2018. Mytel produce entrate per il governo militare ed è uno dei principali obiettivi degli oppositori dei militari. L’azienda è al centro di un boicottaggio da parte dei consumatori e i media locali hanno riferito che più di 80 dei suoi ripetitori per cellulari sono stati distrutti. Oltre al boicottaggio dei consumatori di Mytel, gli attivisti hanno esortato investitori e fornitori stranieri a evitare l’azienda.

Negli ultimi mesi i militanti hanno compiuto frequenti omicidi mirati, sabotaggi, incendi dolosi e piccoli attentati dinamitardi e, se il loro coinvolgimento fosse confermato, Thein Aung sarebbe la loro vittima di più alto livello. Le persone solitamente prese di mira sono informatori o collaboratori del governo, spesso funzionari locali, molti dei quali hanno lasciato il loro posto in risposta a minacce.

Il governo militare ha dichiarato che a ottobre 2021 ci sono stati 986 “attacchi terroristici”, mentre sono stati 2.344 gli attentati dinamitardi e 312 incendi dolosi da febbraio a fine ottobre. “A causa dei loro attacchi terroristici sono morti 1.155 civili e 765 persone sono rimaste ferite. Inoltre, sono morte un totale di 182 persone, tra cui 75 militari, 93 membri della polizia e 14 dipendenti pubblici, mentre 602 sono rimasti feriti”, ha detto in una nota il Ministero degli Esteri.

In Myanmar, l’Esercito ha preso il potere il primo febbraio scorso, dopo aver arrestato, la leader del governo civile che è stato rovesciato, Aung San Suu Kyi, l’allora presidente, Win Myint, e altre figure di primo piano dell’esecutivo.   L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali avvenute durante le elezioni dell’8 novembre 2020, che avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega nazionale per la Democrazia (NDL), il partito allora al governo con a capo Suu Kyi. Tali votazioni sono state annullate e l’Esercito ha promesso nuove elezioni entro agosto 2023. Intanto, il primo agosto, è stato nominato un nuovo governo provvisorio di cui Min Aung Hlaing è primo ministro e che ha sostituito il Consiglio di amministrazione di Stato che aveva fino ad allora guidato il Paese, effettuando un passaggio da un consiglio militare ad un governo transitorio.

In risposta a tali eventi, dal 6 febbraio, sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, con il quale molti dipendenti pubblici hanno lasciato il proprio impiego, sia proteste della popolazione, che l’Esercito ha represso con la violenza. In secondo luogo, l’Esercito ha ripreso a combattere contro diverse milizie etniche presenti da decenni in Myanmar, le quali si sono avvicinate ai manifestanti fornendo loro anche addestramento militare. I combattimenti nelle aree periferiche del Paese stanno generando centinaia di migliaia di sfollati. Infine, il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito il governo di unità nazionale (GUN), che, dal 5 maggio scorso, ha un corpo armato noto come Forza di difesa del popolo. Il GUN e le sue milizie sono stati classificati come un gruppo terroristico l’8 maggio scorso. Il 7 settembre scorso, il presidente ad interim del GUN, Duwa Lashi La, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha lanciato una “guerra difensiva”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione