Israele: approvata la legge di bilancio, per la prima volta dal 2018

Pubblicato il 4 novembre 2021 alle 14:37 in Israele Medio Oriente

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La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato la legge di bilancio per il 2021, la prima in oltre tre anni. In tal modo, è stato scongiurato il rischio di nuove elezioni anticipate, il che lascia sperare in una fase di relativa stabilità politica.

“Una vacanza per lo Stato di Israele!” ha commentato, su Twitter, il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, aggiungendo: “Stiamo andando avanti con tutte le forze”. Il bilancio per l’anno in corso è pari a 194 miliardi di dollari ed è il primo ad essere approvato dal 2018, vista la situazione di stallo politico che ha caratterizzato Israele negli ultimi anni. Ora, però, la Knesset dovrà immediatamente riprendere le discussioni per approvare anche il bilancio del prossimo anno, il 2022.

L’approvazione è giunta a seguito di una serie di votazioni condotte nella notte tra il 3 e il 4 maggio, conclusesi con 61 voti a favore e 59 contrari. La prima lettura era stata già approvata il 3 settembre, e, a esattamente un mese di distanza, sono state messe al vaglio le modifiche apportate. Nella sera del 3 novembre, non sono mancate manifestazioni, nel centro di Tel Aviv, organizzate da centinaia di attivisti, legati ai partiti di opposizione, per denunciare un bilancio “corrotto”.

L’approvazione della legge di bilancio ha rappresentato un banco di prova per Bennett e la sua coalizione di otto partiti, alla guida dell’esecutivo israeliano dal 13 giugno scorso, data in cui è stata posta fine all’era di Benjamin Netanyahu, premier di Israele per dodici anni. Lo stesso premier, nel suo discorso alla Knesset prima del voto, ha affermato che l’approvazione del bilancio è stato “il momento più importante dalla formazione del governo”, il quale giunge “dopo tre anni e mezzo di caos, gestione fallimentare e paralisi, anni in cui il Paese è stato lo strumento di un gioco personale”. Tuttavia, la composizione del governo a guida Bennett, composto da partiti di destra, centro, sinistra e da una fazione islamista, ha sollevato dubbi sulla effettiva possibile approvazione del bilancio.

Ai sensi della legge di Israele, il bilancio deve essere approvato dopo un massimo di cento giorni dalla formazione del governo, pena lo scioglimento della Knesset. Motivo per cui, nel caso in cui i deputati israeliani non avessero raggiunto un consenso prima del 14 novembre, il Parlamento sarebbe stato sciolto e, di conseguenza, sarebbero state indette nuove elezioni. Questo è quanto accaduto il 22 dicembre 2020, data in cui il mancato accordo sulla legge di bilancio non ha consentito a Netanyahu e al suo vice, Benny Gantz, di continuare a guidare Israele all’interno di un governo di unità nazionale.

Per la giornata di oggi, 4 novembre, è poi prevista l’approvazione dell’Economic Arrangement Bill, una “legge sugli accordi”, in cui viene specificato in che modo verrà concretizzato il piano finanziario. La “Legge sugli accordi” è stata definita senza precedenti. Questa contiene 27 riforme, tra cui l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni, una riforma dello Standards Institute, volta a esporre l’economia a importazioni concorrenti, la promozione del rinnovamento urbano, la cancellazione delle obbligazioni legate alla pensione, la costruzione di un sistema di metropolitana a Tel Aviv e la flessibilità gestionale del sistema scolastico. 

Il bilancio 2022, invece, ammonta a 183 miliardi di dollari. Al momento, approvare la legge per il prossimo anno non rappresenta una minaccia immediata alla stabilità del governo. Tuttavia, è necessario che venga approvata entro il mese di marzo 2022. Il piano di bilancio include quasi 10 miliardi di dollari di finanziamenti in cinque anni volti a migliorare le condizioni socioeconomiche della minoranza araba di Israele. Si tratta di una delle richieste avanzate dal partito Arab Ra’am, per il proprio sostegno alla coalizione di governo. Altresì noto come “United Arab List”, Ra’am è un partito arabo rappresentante i palestinesi con la cittadinanza israeliana. Alle elezioni del 2021, la United Arab List, da sola, ha totalizzato il 3.79% delle preferenze e ha ottenuto 4 seggi. Tuttavia, non gli è stata affidata la guida di alcun ministero.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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