Immigrazione: gli ultimi salvataggi nel Mediterraneo

Pubblicato il 4 novembre 2021 alle 12:40 in Europa Immigrazione

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Le organizzazioni umanitarie impegnate nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, tra cui SOS Mediterranee e Sea-Eye, hanno recuperato, nei giorni scorsi, centinaia di persone che cercavano di raggiungere via mare le coste europee. Nella notte tra il 3 e il 4 novembre, la Sea Eye 4, con a bordo già 400 migranti, ne ha tratti in salvo altri 400, tra cui molti minorenni, nelle acque di ricerca e soccorso (SAR) di Malta. Sulla nave ci sono ora circa 800 persone che hanno bisogno di un porto in cui approdare. Decine di loro hanno bisogno di cure mediche. L’imbarcazione sta procedendo verso Lampedusa. “È una vergogna che Malta abbia ignorato le chiamate di aiuto”, ha affermato Sea Eye, che riferisce di aver soccorso, in una delle varie operazioni di salvataggio, una barca di legno di due piani con una falla nello scafo da cui entrava acqua.

Nella notte precedente, tra il 2 e il 3 novembre, la nave di salvataggio privata Ocean Viking aveva salvato 44 migranti in una prima missione di aiuto e altri 94 in una seconda. SOS Mediterranee, l’organizzazione che gestisce l’imbarcazione, ha dichiarato che 138 persone sono ora a bordo della nave. I due salvataggi erano avvenuti al largo delle coste libiche. “I sopravvissuti sono assistiti a bordo dal team dall’International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies”, fa sapere la ONG.

Poco dopo, nella giornata del 3 novembre, la polizia maltese ha riferito di aver recuperato un gruppo di 49 migranti, tra cui 6 bambini e 4 donne, mentre era bloccato ai piedi di una ripida scogliera battuta da forti onde sulla costa occidentale dell’isola, in un tratto raggiungibile solo dal mare vicino alla località di Ghar Lapsi. L’operazione è stata condotta dai mezzi navali delle forze armate e di polizia di Malta. I migranti sarebbero tutti in buone condizioni. Un portavoce della polizia ha specificato che i soccorsi sono stati attivati dopo una chiamata che ha segnalato la presenza dei migranti sulla costa. Il gruppo è stato sbarcato al molo Boiler Wharf, nel porto di Valletta, dove è stato preso in consegna dagli agenti dell’immigrazione. 

Gli arrivi di migranti direttamente sulle coste di Malta non sono frequenti, ma è più facile che i barconi vengano individuati nella zona di ricerca e soccorso del Paese. Nel mese di ottobre, La Valletta ha accolto un totale di circa 464 migranti, collocando il Paese al quinto posto, tra quelli del continente europeo, che hanno ricevuto il maggior numero di stranieri. In prima posizione c’è l’Italia, che ha ospitato 7.108 nuovi migranti a ottobre, seguita da Spagna (333.623), Grecia (6.736) e Cipro (1.515). In totale, secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di ottobre 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, circa 10.500 migranti, segnando una lieve diminuzione rispetto alle cifre registrate nell’ottobre 2020, pari a 13.166. L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che il numero di morti e dispersi in mare nei primi dieci mesi del 2021 ammonta a 1.559. 

Per quanto riguarda l’Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, complessivamente, dal primo gennaio ad oggi, sono sbarcati circa 53.800 migranti, segnando un aumento importante rispetto ai dati dello stesso periodo del 2020, pari a 27.190. Le prime cinque nazionalità dei migranti che entrano nel nostro Paese sono tunisina, bengalese, egiziana, iraniana e ivoriana. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 7.627.

Un nuovo documento, l’‘International Migration Outlook’, pubblicato dall’Ocse a Parigi, il 28 ottobre, ha evidenziato che, nell’anno passato, si è avuto un crollo inedito dei flussi migratori verso i Paesi dell’organizzazione, pari a circa il -30%. “La crisi da Covid-19 ha suscitato il più forte calo mai registrato dei flussi migratori nei Paesi dell’Ocse, di oltre il 30%”, si legge nell’Outlook. Con 3,7 milioni di persone che hanno raggiunto i 25 Stati membri dell’Ocse, l’immigrazione ha toccato, nel 2020, il livello più basso mai registrato dal 2003. In Italia, il numero di richiedenti asilo è calato del 39,4% nel corso dello scorso anno, per raggiungere circa 21 000 persone. La maggior parte delle persone che inviano richieste di asilo provengono da Pakistan (4.900), Bangladesh (2.300) ed El Salvador (1.100). Dal 2019, il più importante aumento delle domande ha riguardato i cittadini del Bangladesh (900) e il più importante calo i cittadini del Pakistan (-2 400). Delle 41.000 richieste analizzate nel 2020 dalle autorità italiane, il 28,4% ha avuto un esito positivo. I grandi cambiamenti nelle politiche migratorie nel biennio 2019-20, precisa l’Ocse, sono dovuti al “cambio di governo nell’estate del 2019 e alla crisi sanitaria legata al coronavirus”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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