Siria: missili di Israele colpiscono la periferia di Damasco

Pubblicato il 3 novembre 2021 alle 7:57 in Israele Siria

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Fonti mediatiche vicine al governo siriano hanno riferito che Israele ha nuovamente colpito, per mezzo di missili, la periferia di Damasco, nelle prime ore di oggi, mercoledì 3 novembre.

L’agenzia di stampa filogovernativa, SANA, sulla base delle informazioni fornite da fonti militari, ha affermato che l’attacco è stato perpetrato intorno alle 12:58, nella notte tra il 2 e il 3 novembre. In particolare, il “nemico israeliano” avrebbe lanciato una serie di missili dai territori palestinesi settentrionali in direzione della periferia di Damasco, verso l’area di Zakyah. Al momento, le perdite registrate sono state soltanto di tipo militare. Come racconta la medesima agenzia, anche il 30 ottobre scorso, le forze di difesa aerea siriana hanno fronteggiato un attacco missilistico attribuito a Israele, anch’esso diretto contro postazioni militari situate nella periferia di Damasco.

In tal caso, due soldati siriani sono rimasti feriti, mentre sono stati riportati anche danni materiali. Secondo una fonte militare, Israele avrebbe lanciato una raffica di missili di superficie dalle regioni meridionali israeliane, ma questi sono state in parte intercettati e abbattuti dal sistema di difesa siriano. A detta dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) con tale attacco, Israele ha distrutto depositi di armi e munizioni appartenenti ad Hezbollah e a milizie filoiraniane, stanziate nelle aree di Qudssaya e al-Dimas, mentre 5 combattenti sono rimasti uccisi.

Il 25 ottobre, invece, un aereo israeliano ha colpito postazioni appartenenti all’esercito siriano e ai suoi alleati, situate nel governatorato di Quneitra, nella Siria meridionale. In particolare, le forze israeliane hanno lanciato due missili contro centri militari presso la città di al-Ba’ath e il villaggio di al-Krum, entrambi situati nella regione di Quneitra e appartenenti alle forze affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad e ai suoi alleati. Il SOHR ha parlato di “gravi perdite” materiali, mentre non sono state registrate vittime.

L’episodio si è verificato dopo l’incontro, del 22 ottobre, tra il premier di Israele, Naftali Bennett, e il capo del Cremlino, Vladimir Putin, durante il quale Tel Aviv avrebbe ricevuto l’autorizzazione a impiegare i cieli siriani per condurre i propri raid. Secondo quanto riferito dall’emittente panaraba al-Arabiya, oltre a parlare di Iran e del dossier sul nucleare, Mosca, alleata di Assad nella cornice del perdurante conflitto, avrebbe concesso alla controparte israeliana un lasciapassare per continuare a condurre raid aerei in Siria contro i propri “nemici”, Iran in primis. Come rivelato dal ministro israeliano Ze’ev Elkin, il quale ha accompagnato Bennett a Sochi, in qualità di interprete e consigliere, Russia e Israele si sono detti concordi a preservare e mettere in atto il meccanismo di “de-conflitto”, precedentemente stabilito, e a coordinarsi sulle operazioni in Siria, al fine di scongiurare eventuali scontri tra la parte russa e israeliana. Ciò è stato interpretato come un via libera per Tel Aviv a continuare le proprie operazioni contro obiettivi filoiraniani e di Hezbollah nei territori siriani. Bennett, riporta al-Arabiya, ha altresì chiesto alla controparte russa il ripristino dell’intesa di de-escalation nel Sud della Siria, tra i cui obiettivi vi è respingere la presenza iraniana a 80 chilometri a Nord del Golan occupato.

Dal 2011, Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, Iran ed Hezbollah in primis, considerati una minaccia per la propria sicurezza. Nell’ultimo anno, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Uno degli episodi del mese scorso si è verificato nella sera del 13 ottobre, quando almeno un soldato siriano e altri 3 combattenti di gruppi filoiraniani sono rimasti vittima di un attacco aereo, presumibilmente condotto da Israele, nei pressi della città di Palmira, situata nel governatorato di Homs, nella Siria centrale.

Il tutto si colloca nel quadro del più ampio conflitto civile in Siria, scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Assad. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah. Sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione