Singapore: un possibile hub per le criptovalute

Pubblicato il 3 novembre 2021 alle 18:57 in Asia Singapore

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Singapore sta cercando di consolidarsi come attore chiave per le attività legate alla criptovaluta.

Il 2 novembre, l’amministratore delegato dell’Autorità monetaria di Singapore, che regola le banche e le società finanziarie, Ravi Menon, ha affermato “Pensiamo che l’approccio migliore non sia quello di reprimere o vietare queste cose”. Al contrario, l’Autorità monetaria di Singapore starebbe attuando una “regolamentazione forte” in modo che le aziende che soddisfano i suoi requisiti e affrontano una moltitudine di rischi possano operare nel Paese.

 Menon ritiene che con le attività basate sulla criptovaluta sia fondamentalmente un investimento in prospettiva futura, “la cui forma non è chiara a questo punto”. L’amministratore delegato ha affermato che se Singapore non si occuperà di criptovalute resterà indietro. Al contrario, “entrando presto nel gioco” potrà avere un vantaggio e comprendere meglio i suoi potenziali benefici e i suoi rischi. Singapore deve aumentare le sue garanzie per contrastare i rischi, compresi i flussi illeciti, secondo quanto ha affermato Menon. La città stato sarebbe “interessata allo sviluppo della tecnologia delle criptovalute, alla comprensione della blockchain, dei contratti intelligenti e alla preparazione per un mondo Web 3.0”, ha affermato Menon, riferendosi alla terza generazione di servizi online, che sarà un tema chiave durante il Singapore Fintech Festival, organizzato dall’Autorità monetaria di Singapore. Menon ha riconosciuto che le banche e altre istituzioni finanziarie dovranno affrontare alcune sfide con il decentramento della finanza. Tuttavia, Singapore vuole essere “ben posizionata” per il 2030, quando potrebbe arrivare “un’economia di tokenizzazione”.

Diverse Nazioni hanno adottato approcci notevolmente diversi per gestire la criptovaluta. La Cina ha represso grandi quantità di attività negli ultimi mesi, il Giappone solo di recente ha autorizzato fondi di investimento dedicati in criptovaluta, mentre El Salvador ha abbracciato il bitcoin come moneta a corso legale. Negli Stati Uniti, mentre ci sono un’abbondanza di opzioni per investire nel settore, i regolatori sono preoccupati per quasi la totalità degli aspetti legati alla criptovaluta, dalle stablecoin ai prodotti che generano rendimento.

Singapore non è l’unico posto con ambizioni di criptovaluta. Anche località diverse come Dubai, Miami, El Salvador, Malta e Zurigo in Svizzera stanno facendo sforzi in tal senso. Tuttavia, potrebbe essere una linea sottile da percorrere, dato che il settore delle criptovalute si è sviluppato con poche normative, quindi molti attori si oppongono ai tentativi dei funzionari governativi di imporre barriere di sicurezza. L’approccio di Singapore ha finora attratto società di criptovaluta quali Binance Holdings, che ha avuto una serie di scontri con i regolatori di tutto il mondo, e Gemini, un operatore statunitense che si rivolge agli investitori istituzionali.

Circa 170 aziende hanno richiesto una licenza all’Autorità monetaria di Singapore, portando il numero totale di aziende che cercano di operare ai sensi della sua Legge sui servizi di pagamento a circa 400, dopo l’entrata in vigore della legge nel gennaio 2020. Da allora, solo tre società di criptovaluta hanno ricevuto le licenze, mentre due sono state respinte, circa 30 hanno ritirato la domanda dopo essersi confrontati con l’Autorità.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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