Mar Nero: cresce la presenza della NATO e la Russia annuncia esercitazioni

Pubblicato il 3 novembre 2021 alle 12:12 in NATO Russia USA e Canada

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L’ufficio stampa della Flotta del Mar Nero della Federazione Russa ha annunciato, mercoledì 3 novembre, che le divisioni sottomarine hanno svolto esercitazioni sullo sfondo della crescente presenza della NATO nel Mar Nero.

A riportare la notizia, il medesimo mercoledì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Secondo quanto reso noto, a prendere parte alle manovre, avviate con l’obiettivo di neutralizzare navi nemiche, sono stati i sottomarini Rostov-on-Don e Veliky Novgorod, dotati del sistema missilistico Kalibr-PL. Sono stati sferrati attacchi contro bersagli di navi nemiche immaginarie. L’ufficio stampa della suddetta Flotta russa ha dunque spiegato che il programma di addestramento ha incluso operazioni di rilevamento, classificazione e distruzione delle navi nemiche. Gli attacchi sono stati lanciati sia in superficie, sia al di sotto del livello del mare.

Le esercitazioni della Federazione Russa giungono a seguito dell’incremento della presenza statunitense nel Mar Nero, un bacino idrico di importanza strategica per la Russia e per gli Stati Uniti. Nel dettaglio, il 29 ottobre, la sesta flotta della Marina degli USA aveva annunciato che il cacciatorpediniere missilistico USS Porter era diretto verso il Mar Nero al fine di unirsi ai partner della NATO, giunti nell’area in occasione di manovre congiunte. Successivamente, il 30 ottobre, è stato riferito che la USS Porter si trovava nell’area. A seguito dell’annuncio della presenza del cacciatorpediniere, il Centro di Controllo della difesa nazionale della Federazione Russa ha riferito che “le forze e i mezzi della Flotta del Mar Nero hanno iniziato a monitorare le azioni del cacciatorpediniere americano con armi missilistiche guidate”. Anche l’ammiraglia della sesta flotta, la Mount Whitney, diretta verso il Mar Nero dal Mediterraneo, svolgerà un ruolo chiave nelle esercitazioni congiunte. L’ufficio stampa della flotta USA ha riferito: “Mount Whitney e la sua squadra opereranno nel Mar Nero con alleati e partner della NATO per garantire sicurezza e stabilità nella regione”. La nave è progettata per controllare e coordinare le azioni della Marina Militare, dispone di dispositivi per la ricognizione elettronica, l’osservazione dello spazio aereo, nonché di quello marittimo e sottomarino.

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, è stato il primo a commentare l’incremento della presenza USA nel Mar Nero, domenica 31 ottobre. Secondo il funzionario russo, tale mossa non contribuirà “ad incrementare la tanto desiderata stabilità regionale”. Il giorno successivo, il primo novembre, è intervenuto anche il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una serie di incontri ufficiali, svolti a Sochi, con focus sulla difesa. Nel dettaglio, il capo del Cremlino ha esortato le proprie divisioni militari ad osservare le imbarcazioni statunitensi “attraverso le lenti dei sistemi di difesa”. Più tardi, analisti del quotidiano russo Kommersant hanno dichiarato che “la nuova escalation nella regione è da attribuire a una serie di fattori”. Tra questi, gli esperti hanno fatto riferimento alle crescenti tensioni nella zona di conflitto nel Donbass, alla rinnovata cooperazione di difesa tra Stati Uniti e Ucraina, il cui baricentro si starebbe spostando verso il Mar Nero, e, infine, lo sviluppo di una nuova strategia della NATO che assegna un ruolo speciale al Mar Nero e al Mar Mediterraneo, nel più grande quadro di future operazioni di contenimento della Russia.

In tale quadro, è importante sottolineare che, il 19 ottobre, il segretario alla Difesa degli USA, Lloyd Austin, ha tenuto con l’omologo ucraino, Andrey Taran, colloqui con focus sulla sicurezza regionale del Mar Nero. Entrambi i funzionari hanno concordato di incrementare la sicurezza nel suddetto bacino idrico, dove la presenza di Mosca, secondo Taran, rappresenta un “pericolo per la navigazione”. Parlando delle analoghe vedute di Kiev e Washington, il ministro ucraino ha dichiarato: “Abbiamo interessi comuni e siamo determinati a continuare consultazioni sulla tematica, nonché a unire le forze con la NATO e con i nostri partner nella regione del Mar Nero per mantenere la stabilità e la sicurezza”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione