Delegati del Parlamento europeo visitano Taiwan

Pubblicato il 3 novembre 2021 alle 15:04 in Cina Europa Taiwan

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Una delegazione della “Commissione speciale sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell’Unione europea, inclusa la disinformazione” (INGE) del Parlamento europeo è arrivata a Taiwan, il 3 novembre.

La delegazione è guidata dal francese Raphael Glucksmann, e comprende 7 membri in rappresentanza dei gruppi politici del Parlamento che sono lo stesso Glucksmann, Andrius Kubilius, Markéta Gregorová, Andreas Schieder, Petras Auštrevičius, Georgios Kyrtsos e l’italiano Marco Dreosto.  Durante i tre giorni di visita, sono previsti incontri con la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, il premier dello Yuan esecutivo, il ministro degli Affari Continentali, il vice ministro degli Esteri e il presidente del lo Yuan legislativo, ovvero il Parlamento taiwanese. I delegati europei prenderanno parte anche a una serie di tavole rotonde sulla disinformazione con esperti taiwanesi ed europei.

In base a quanto dichiarato dalla INGE, le parti discuteranno di minacce complesse tra cui disinformazione e attacchi informatici. In particolare, saranno discusse le esperienze taiwanesi nella lotta alla disinformazione, ai tentativi di interferenza nella democrazia, nei media, nella cultura e nell’istruzione taiwanesi, nonché gli sforzi di Taiwan per rafforzare la sua resilienza informatica. La parte europea ha affermato che Taiwan utilizza strumenti innovativi e coinvolge l’intera società taiwanese per affrontare tutti i tipi di ingerenza nella sua democrazia senza limitare la libertà di parola e dei media. Per questo, i dialoghi alimenteranno il lavoro della INGE. Prima dell’arrivo dei sette, la presidente Tsai Ing-wen aveva avvertito dell’aumento degli sforzi cinesi per ottenere influenza nell’isola democratica e aveva chiesto alle agenzie di sicurezza di contrastare gli sforzi di infiltrazione.

La visita dei sette delegati è stata la prima di tale genere ad essere condotta a Taiwan da parte di rappresentanti del Parlamento europeo ed è arrivata dopo che, il 21 ottobre, l’istituzione dell’UE aveva adottato una risoluzione con la quale richiedeva alla Commissione europea di approfondire i legami con Taiwan e di iniziare a lavorare su un accordo sugli investimenti con l’isola. L’UE aveva aggiunto Taiwan alla sua lista di partner commerciali ammissibili per un accordo sugli investimenti nel 2015, ma da allora non ha avuto colloqui con l’isola sulla questione. La risoluzione è arrivata dopo che, lo scorso  20 maggio, il Parlamento europeo aveva bloccato il  processo di ratifica dell’Accordo globale sugli investimenti tra UE e Cina, in un momento di tensione tra le parti riguardante i diritti umani nello Xinjiang. Oltre a questo, dal 23 al 27 ottobre scorsi, il ministro degli Affari Esteri di Taiwan, Joseph Wu, e una delegazione hanno visitato la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Lituania. In precedenza, il 6 ottobre, anche il presidente del gruppo per l’amicizia con Taiwan del Senato francese, Alain Richard, aveva visitato l’isola.

Dopo la diffusione della notizia sulla visita a Taiwan della delegazione europea, il 27 ottobre, il portavoce della missione cinese presso l’UE aveva affermato che il principio “una sola Cina” è la base politica per l’allacciamento e lo sviluppo delle relazioni politiche bilaterali tra Cina e UE. Per Pechino, il rispetto di tale principio è alla base di qualsiasi scambio ufficiale con le autorità taiwanesi. Al tempo, la Cina aveva affermato che se la INGE avesse inviato alcuni suoi membri in visita a Taiwan avrebbe violato gravemente l’impegno dell’UE verso il principio “una sola Cina”, oltre a danneggiare gli interessi fondamentali di Pechino e minacciare il sano sviluppo delle relazioni sino-europee. Lo stesso 27 ottobre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva dichiarato che i membri del Parlamento europeo avrebbero dovuto rispettare gli impegni assunti da parte europea, gestire le questioni relative a Taiwan in modo prudente e corretto e mantenere le basi politiche per lo sviluppo delle relazioni Cina-UE. Zhao aveva nuovamente ricordato che il popolo cinese è irremovibile nella sua determinazione a difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Cina.

In base al principio “una sola Cina” Pechino considera Taiwan una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa.

Ad oggi, Taiwan ha uffici di rappresentanza in 74 Paesi a livello globale e 18 tra questi fanno parte dell’Unione europea (UE). Il governo di Taipei ha invece relazioni diplomatiche formali con 15 Paesi che sono Guatemala, Honduras, Santa Sede, Haiti, Paraguay, Nicaragua, Eswatini, Tuvalu, Nauru, Saint Vincent and the Grenadines, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Belize, Marshall Islands e Palau. Pur non avendo relazioni diplomatiche ufficiali con Paesi europei, ad eccezione della Santa Sede, Taiwan vuole approfondire i propri legami con le democrazie europee.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione