Crisi in Nigeria: i rapimenti raggiungono anche la capitale

Pubblicato il 3 novembre 2021 alle 11:57 in Africa Nigeria

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Mentre i soccorritori tentano di salvare i superstiti dal crollo di un edificio a Lagos, nel Sud-Ovest della Nigeria, un gruppo di uomini armati ha rapito sei persone dagli alloggi del personale di un’università della capitale, Abuja.

La notizia è stata riferita il 2 novembre dal quotidiano AfricaNews, che sottolinea che si è trattato del primo attacco del genere ad Abuja, da quando un’ondata di rapimenti nelle scuole ha colpito il Paese, a partire dal 2019. Il vicerettore dell’Università di Abuja, il professor Abdul-Rasheed Na’Allah, ha affermato che un totale di sei persone sono state rapite, tra cui tre ragazzi. Un dipendente dell’università, Murtala Muhammed, che si trovava nei locali del campus al momento dell’assalto, ha aggiunto che gli uomini armati hanno lanciato il loro attacco intorno a mezzanotte.

Un uomo è stato rapito e poi rilasciato, ma senza riuscire a salvare la moglie e il figlio, di nove anni. “Fate sapere al mondo, sono venuti e ci hanno prelevati dal nostro letto, hanno portato dei machete e hanno colpito mio figlio alla schiena, un bambino di nove anni. E ci hanno portato via. Per fortuna, perché eravamo tre della mia famiglia hanno dovuto rimandarmi indietro… ma hanno portato via gli altri”, ha raccontato l’uomo, mostrando le foto di suo figlio. “Fate sapere al mondo che sto soffrendo”, ha aggiunto. 

Per il momento, non c’è stata nessuna rivendicazione dei rapimenti, ma circa 1.400 studenti sono stati rapiti durante attacchi simili contro le scuole della Nigeria nell’ultimo anno. Molti sono stati successivamente rilasciati dopo il pagamento di ingenti riscatti. Fino al 2 novembre, tuttavia,  questi assalti avvenivano solitamente in zone remote e non nella capitale. Tali episodi si ritiene che siano collegati al fenomeno del “banditismo”, che deriva da divisioni interne come la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro e la continua ricerca di sicurezza da parte di questi gruppi, a scapito dell’altra parte e viceversa. 

Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la situazione sarebbe il fatto che i gruppi di banditi avrebbero formando alleanze anche con i militanti islamisti dell’area. L’intera regione del Sahel e dell’Africa occidentale è caratterizzata da una crisi di sicurezza causata non solo dal banditismo, ma anche da traffici illeciti, scontri inter-etnici e continui attacchi di gruppi islamisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. Una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, un’altra organizzazione islamista un tempo egemone nella regione e fortemente indebolita dalle offensive del governo nigeriano e della coalizione internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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