USA-UE: accordo sui dazi e sul rilancio “sostenibile” di acciaio e alluminio

Pubblicato il 2 novembre 2021 alle 10:46 in Europa USA e Canada

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La Commissione Europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa per l’eliminazione dei dazi sull’importazione di acciaio e alluminio dai Paesi dell’UE, per il valore complessivo dei flussi commerciali precedenti all’imposizione della tassazione da parte degli USA.

I dazi erano stati applicati sulla base della cosiddetta Sezione 232 del Trade Expansion Act, a partire da marzo del 2018, sotto la presidenza dell’ex inquilino della Casa Bianca, Donald Trump. A seguito di una serie di incontri, a margine del G20 di Roma, i rappresentanti europei hanno finalizzato con le controparti statunitensi un accordo per l’eliminazione di queste tariffe. La Commissione, dal canto suo, si è impegnata ad avviare le procedure necessarie per sospendere le due tranche – la prima già in vigore, la seconda prevista invece a partire dal 1 dicembre – di “misure di riequilibrio”, adottate nei confronti di circa 200 tipologie di prodotti degli USA tradizionalmente esportati nel mercato europeo, fra cui il Bourbon e le motociclette Harley Davidson. 

Inoltre, l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno concordato sulla sospensione temporanea delle controversie bilaterali già avviate, su acciaio e alluminio, presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Le parti hanno anche sottolineato il desiderio di lavorare insieme per affrontare il problema dell’eccesso di capacità produttiva in ambito siderurgico, a livello globale. Infine, i due Paesi si sono concentrati sulla necessità di accelerare la de-carbonizzazione delle industrie dell’acciaio e dell’alluminio per combattere il cambiamento climatico. A tal fine, hanno annunciato la loro intenzione di negoziare un accordo bilaterale sulla produzione sostenibile di acciaio ed alluminio, il “Global Arrangement on Sustainable Steel and Aluminium”, aprendolo alla sottoscrizione di altri Paesi che ne condividano le finalità. 

A tale riguardo, l’Italia ha espresso apprezzamento per “questo importante passo in avanti per gli interessi commerciali e di investimento dell’UE”, sottolineando che l’intesa arriva a seguito della sospensione delle tariffe nelle controversie sugli aeromobili e il recente avvio del Consiglio per il Commercio e la Tecnologia UE-USA. In questo contesto, secondo il Ministero degli Esteri italiano, Roma continuerà a sostenere il lavoro della Commissione Europea per raggiungere una soluzione a lungo termine e per il rilancio delle relazioni transatlantiche, anche sul piano commerciale. Un simile impegno è arrivato anche da Washington: “Insieme, gli Stati Uniti e l’Unione Europea stanno inaugurando una nuova era di cooperazione transatlantica che andrà a beneficio di tutto il nostro popolo, sia ora sia negli anni a venire. È una testimonianza del potere della nostra forte partnership e di ciò che gli Stati Uniti possono realizzare lavorando insieme ai suoi alleati”, ha dichiarato il presidente degli USA, Joe Biden.

“Ecco cosa fa questo accordo: rimuove immediatamente le tariffe sull’Unione Europea – sull’Unione Europea su una gamma di prodotti statunitensi e riduce i costi per i consumatori americani. Garantisce un’industria siderurgica statunitense forte e competitiva per i decenni a venire e crea posti di lavoro ben retribuiti a casa. E dimostra come sfruttando il nostro potere diplomatico ed economico, possiamo respingere la falsa idea che non possiamo far crescere la nostra economia e sostenere i lavoratori americani mentre affrontiamo la crisi climatica; possiamo fare tutte e tre queste cose. Possiamo e dobbiamo fare entrambe le cose”, ha aggiunto Biden. 

Durante il G20, tenutosi il 30 e 31 ottobre, Biden sembra aver scommesso sul futuro dell’Unione Europea, nonostante l’uscita di scena della cancelliera tedesca, Angela Merkel. Sebbene anche il destino dell’attuale presidente francese non sia certo, a fronte delle elezioni presidenziali del 2022, il binomio Francia e Italia, che con il governo di Mario Draghi e la presidenza Macron è stato rilanciato, potrebbe risultare cruciale per la tenuta dell’UE. Un fronte occidentale unito, con Stati Uniti ed Europa che tornano a riallinearsi dopo la cosiddetta “crisi dei sottomarini” tra Parigi e Washington, potrebbe risultare vitale per contenere le attività di Cina, Russia. Sono note le tensioni con Taiwan e nel Pacifico, ma è importante sottolineare, a tale proposito, anche il ruolo crescente della Cina in Asia centrale a seguito della crisi in Afghanistan. Il finanziamento di una base militare lungo il confine afghano, in Tagikistan, annunciato il 28 ottobre, è stato un campanello d’allarme importante riguardo al crescente interesse cinese nella Difesa, anche oltre i propri confini. 

Tale situazione, considerato anche il progetto delle Nuove Vie della Seta, e l’importanza cruciale della regione centro-asiatica, fa temere per un ulteriore allineamento di Pechino con la Russia, ma anche con la Turchia. Quest’ultima, infatti, può fornire al governo cinese un alleato importante nel continente africano. Una questione sempre più rilevante, infatti, sono le mire cinesi in Africa, dove Washington non dispone di una presenza radicata (la base dell’AFRICOM rimane in Germania, nonostante le sollecitazioni al riguardo), e dove ha un fondamentale bisogno degli alleati europei. Anche in questo caso, il ruolo della Francia, ma anche dell’Italia, può essere particolarmente rilevante. Infine, è necessario ricordare che simili preoccupazioni nel continente africano riguardano anche la Russia, con l’aggiunta di numerosi altri temi che rendono difficili relazioni tra Mosca e Washington. In questo contesto specifico, a risultare particolarmente spinosa è la dipendenza energetica dalla Russia del continente europeo

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione